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Basta, non se ne può più, questo che si va a leggere non dev’essere solo un racconto ma deve diventare manifesto di liberazione dell’uomo. E dicendo uomo intendo soprattutto Gino. Un drogato.
Sono uno dei migliori amici di Gino l’ultima volta mi ha chiesto di dargli 5 euro dicendo che me ne avrebbe riportati dieci e allora io gli ho venduto 5 euro di droga. Mi deve ancora dieci ma è passata solo una settimana. Tra una settimana quei 10 diventano 15 euro, spero l’abbia capito. Il problema è che non gli scende più l'effetto della droga, è ancora drogato dalla droga che gli ho venduto io. È molto buona. È un tipo di droga che ti fa sentire felice. Fa stare bene. Adesso Gino è con una ragazza. Cioè, sta ascoltando una ragazza. Visto che non gli è scesa la droga è lì fermo tutto messo in avanti con le orecchie all’infuori. Deve sentire bene i discorsi di lei. Pensa di potere avere qualcosa da dire, dopo. E invece potrà solo ripetere delle frasi che ha sentito dire da altri. Io ad esempio a una ragazza così bella avrei saputo cosa dire. Prima di tutto le avrei fatto assaggiare un po’ della mia droga. È molto buona e fa stare felici. Poi le avrei parlato anche un po’ della droga, che è una droga di qualità, che è una droga che fa stare bene. Se lei non si accorge che la mia droga la fa stare bene le faccio capire perché e come fa stare bene. Le spiego un po’: è molto interessante e credo sia importante capire come funziona questa droga così poi quando ti droghi senti al meglio l’effetto benefico della droga che semplicemente ti fa stare bene. Però, povero Gino, non credo possa andare avanti così con quella ragazza. Chissà se almeno è stato abbastanza gentile da farle provare un po’ di droga pure a lei. Come minimo se l’è consumata tutta lui, di nascosto come minimo.
GINO: L’ho ascoltata l’ho ascoltata e alla fine, quando, avrei dovuto dirle qualcosa non sapevo cosa dirle perché praticamente era come se mi fosse scesa la droga capisci? Non stavo più così bene. PUSHER: Sei un drogato, devi essere drogato per stare bene. - Forse avrei dovuto prendere più droga. - Avresti potuto prendere più droga se non fosse che ancora mi devi 35 euro. Più gli ultimi 10. Mi devi 45 euro. - E tra poco saranno 50. - Già. - Ma cos’avrei dovuto fare con la ragazza? Cos’avrei dovuto dirle? - Avresti dovuto avere più droga e offrirne un po’ anche a lei. - Dici? - Dico. - Dici?
Al secondo “dici” ho dovuto guardarmi le scarpe. Non si può andare avanti così, con queste storie di droga droga droga. Sempre droga in queste storie di droga. E il problema non è semplicemente la droga. Il problema è che ad avere a che fare con i drogati succede come appena successo: ti fanno una domanda e tu rispondi ma poi ti chiedono “dici?” come se non l’avessi appena detto, quindi rispondi “dico” e loro ti richiedono “dici?” come se non avessi appena detto che l’avevi appena detto. Per questo mi guardo le scarpe, dicevo, perché sono belle le mie scarpe, anche se sono molto care le ho potute acquistare grazie ai soldi che guadagno con la droga. È un po’ come se fossero il mio modo di fuggire, le scarpe e la droga, ma soprattutto le scarpe, se non potessi ogni tanto guardarmi le scarpe non le comprerei, non mi servirebbero a niente.
- Cosa posso fare per pagarti il debito? - Mi devi dare i 50 euro. - Ma non li ho. - Allora dammi qualcosa che abbia il valore di 70 euro. - Ma non ho nulla, ho soltanto della droga scaduta. - Lo so. - Eh. - Pensa a qualcosa di prezioso che hai: collana? cane? genitori? - Niente. - Posti auto? biciclette nuove? antenne paraboliche? - Niente. - Cane. - Niente. - … - … - Forse dovremmo drogarci un po’. - Dai, io ne sarei contentissimo, mi è appena scesa la droga di prima.
Che uno poi dice diamine, ok che sono uno spacciatore però non è giusto che se mi viene voglia di drogarmi e tu sei qui a fianco devo lasciare drogare un po’ anche te. Non è giusto. Noi esseri umani abbiamo smesso di offrirci il cibo non capisco perché dobbiamo continuare a farlo con la droga. E quindi giustamente ci siamo preparati e abbiamo cominciato a lavorare la droga per poterci drogare. È un procedimento lungo per cui si ha bisogno di:
1) il sangue di una vedova 2) scherzo, non si ha bisogno del sangue di una vedova per drogarsi ma qualcuno sicuramente ci ha creduto. Mi fa ridere questa cosa, sarà solo ironia da spacciatore ma mi fa ridere. Perché mai dovrei mettere il sangue di una vedova nella mia droga? Per drogarsi basta poco, mica bisogna andare a cercare il sangue di una vedova. E poi se la vedova si sposa un’altra volta? Il suo sangue non vale più? Ma chi può credere a simile scemenze? Simili scemenze bisogna stare attenti perché te le mettono nel bicchiere quando vai in discoteca.
Intanto Gino suda perché vuole drogarsi. Lo capisco, gli ho detto che ci droghiamo e invece poi mi sono messo a parlare di sangue di vedova. Povero Gino. Rimedio subito ed ecco che allora ci droghiamo. Ah, che bello drogarsi. Finalmente. Praticamente succede che ti cambia tutto e sei piuttosto felice: io e Gino in piedi appoggiati per terra l’uno di fronte all’altro con gli occhi e le meningi addosso. Tutto può succedere in questi casi. Ah, sai quante storie di droga conosco? Gente che impenna, gente che urla si rotola. Gente che prende la pistola, gente che ha freddo. Invece io e Gino ce ne stiamo lì, appoggiati, semplicemente tutto è molto bello e delle volte ti capita di fare pensieri che non avresti mai pensato. Io ad esempio, sinceramente, e sono proprio sincero, la droga a me piace tanto.
- A te Gino piace la droga? - A me la droga piace tanto. - Anche a me. - Vorrei averne di più. - Puoi averne di più, devi pagare. - Odio i soldi. - Brutta cosa i soldi.
Quindi continuiamo a stare appoggiati, sentivamo di aver imparato molto da quell’ultima conversazione sulla vita la droga i soldi la famiglia mia madre il telefilm di quella famiglia la droga la vita mia madre la famiglia i soldi sempre soldi con le storie di droga la droga la famiglia nelle storie di droga le famiglie rovinate dal freddo.
GINO CON UN'IDEA: Se ti faccio parlare con la ragazza mi cancelli il debito? - Come? - Tu passi di lì lei passa di lì, vi incontrate, parlate, le offri la droga, un po’, così le parli un po’, tu saresti contento, anche lei potrebbe essere contenta, ho l’impressione che col fatto che sei mio amico e siamo maschi invece che femmine poverina lei rimane là senza drogarsi e senza nemmeno parlare. - Non posso andare lì. Mi sono drogato da poco ma per andare da lei mi devo ridrogare per essere più sicuro e poi se le offro la droga dobbiamo pure drogarci insieme. È tanta droga. - E che problema c’è? Basta che mi lasci un po’ di droga. - Ci sto, vado a parlarle, droghiamoci velocemente e poi dammi 5 euro così ti lascio la droga. - Ma non ce li ho! - Ok te li scalo dal debito che cancelliamo. - Cioè? - Mi devi 5 euro. - … - Droghiamoci in fretta, così vado.
Questa è la vita: drogato tantissimo vado a parlare con questa ragazza che è lì. So già cosa dirle, come comunicarle chi sono e cosa sono, questa è la vita, incontrare la persona vicina e farle capire, le cose, la vita, la droga.
- Sei bellissima. - Grazie, anche tu. - Vuoi drogarti con me? - E come faccio? - È molto facile guarda, fai così, così, così e tac.
Drogata subito facilmente.
- Allora ti piace essere drogata? - Molto. - Lo so: la mia è una droga di qualità. - Sei bravo a vendere droga. Adesso credo che mi verrà sempre voglia e verrò da te a comprarla. - Faresti bene. Ti aiuterò anche a uscirne. - Sei gentilissimo. - Mi piaci molto. - Grazie. A me sai chi mi piace? - Ti piaccio? - No, mi piace Gino. Mi piace Gino perché è misterioso. Quando parliamo lo sento che vorrebbe dirmi qualcosa di molto importante e probabilmente dare pure un giudizio sulle cose che ho detto, sulla mia vita. Ho fatto molti errori in passato… La interrompo: - No more drug stories basta please veramente… - Eh? - No dico, errori in passato: storie di droga? - No, non droga. Marmellate con mia madre. Facciamo le marmellate e se non chiudi bene il tappo marcisce. Bisogna fare attenzione. - Ah, mi aspettavo una storia di droga. - No, è di Gino che stavo parlando. - Beh, nel mondo della droga Gino è più drogato di me. - Dici? - Dico. - Dici? - Dovresti smetterla di drogarti, guarda come sei diventata.
Mi guardo le scarpe, non se ne può più, questa ragazza è diventata una drogata in pochissimo tempo. Queste storie di droga non le posso più sentire, sopportare, non le posso più veramente auscultare. Io nella vita volevo fare lo spacciatore sì ma non volevo avere a che fare direttamente con la gente che si droga. Io la gente che si droga non la voglio più vedere, che poi ogni volta si drogano più di me. Sarebbe così bello un mondo senza drogati. Sempre con la droga, certo, ma senza drogati. Perché non riusciamo a fermarci un attimo e cercare di immaginare un mondo senza drogati ma con la droga? Conosciamo solo il mondo della droga. Il mondo senza drogati ma con la droga non riusciamo nemmeno a fermarci un attimo per cercare di immaginarlo.
RAGAZZA (a Gino): Sei tu che non mi parli o sono io che non ti capisco? Cos’è questo non detto che lasci nell’aria quando non mi parli? Io lo sento, lo vedo, questo non detto. Posso fare finta per un po’, posso continuare a parlare e ad ascoltare senza che mi parli ma qualcosa devi dirmi. Come stai? Cos’hai dentro? Chi sei a volte? Neanche abbassi un occhio, un labbro. Dove ti metti quando ti metti così? È uno stato d’animo o un modo per usare il tuo stato d'animo? Se provo a toccarti, scemo non te lo metto nell’occhio, muovo una mano verso di te. Se provo a toccarti ti tocco e ci sei. Eppure…
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