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I brividi dovuti al rumore di una bottiglia di plastica vuota che cade da un’altezza di quattro metri circa |
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Scritto da Decimo Cirenaica
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Mercoledì 03 Agosto 2011 00:00 |
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Caro D___, dopo aver letto il primo romanzo gli scrissi una lettera; era ottobre e mio padre usciva in giardino per annaffiare le piante in bermuda e maglietta. Nella lettera – ovviamente mai spedita – non parlavo del suo libro. Sogno. Detective. Tartaruga. È una bella interruzione. Anche perché il racconto non è ancora iniziato. Il rumore di una bottiglia di plastica (vuota) che rotola sul cemento del cortile interno sotto casa mia; il motore di una BMW serie Z acceso – non ho ancora capito se il proprietario abiti nel mio stesso palazzo; lo sportello della macchina che si chiude e poi il rumore della bottiglia di plastica che si schianta sul muretto del cortile interno; lo sportello che si apre, la macchina che si spegne, lo sportello che si chiude; infine il bip che allarma la macchina. Sogno. Detective. Tartaruga. A questo punto l’interruzione potrebbe infastidire il lettore. Anche perché il racconto è in| Scusa Dave, hanno suonato alla porta. Chi è? Ha domandato mia moglie sdraiata nel letto. Ed io ho risposto: Non ti preoccupare, moglie. Un uomo in maniche di camicia e pantaloni blu, per nulla sorridente, mi ha detto – bottiglia di plastica in mano – che secondo lui la bottiglia era la nostra (mia e di mia moglie). Ho risposto che in effetti quella bottiglia di plastica verde… poi mi sono interrotto e ci siamo guardati: Posso farle una domanda? Ho chiesto al signore coi baffi e camicia quadrettata che tronava fra le mani la bottiglia di plastica vuota che fino a ieri conteneva acqua oligominerale la più costosa. Il signore coi capelli bianchi come i baffi e il muso serrato serio di arrabbierismo, mi ha detto di sì, che potevo domandargli qualunque cosa: Può domandarmi qualunque cosa, signor… E si è avvicinato al mio campanello per leggere il nome. …signor Franceschini. Non sono io il signor Franceschini; è quello che abitava qui prima di noi (di me e di mia moglie). Mia moglie, dal letto, ha chiamato il mio nome. Il signore con la bottiglia in mano aspettava la mia domanda. Il telefono ha iniziato a squillare e ho deciso che la domanda per la quale si era reso disponibile a fornirmi risposta gliel’avrei fatta il giorno seguente. Domani, gliela farò domani la domanda. Il signore coi baffi e i capelli dello stesso colore (bianchi) ha allungato il braccio porgendomi la bottiglia di plastica. Io gli ho detto che avevo cambiato idea, che la domanda gliel’avrei fatta subito, anche sei il telefono stava squillando e mia moglie continuava a chiamare il mio nome; la risposta poteva darmela domani in tutta tranquillità, non c’era fretta. Quindi gli ho fatto la domanda, ho preso la bottiglia e l’ho salutato sorridendo. Chi era? Ha chiesto mia moglie. Non ti preoccupare, moglie. Il telefono continuava a squillare e mia moglie, sdraiata com’era, cercava invano di afferrare la cornetta per rispondere. Non ti affaticare, moglie. Mi sono affacciato al balcone e la BMW del signore coi baffi bianchi non c’era più. Ho lasciato cadere la bottiglia vuota di plastica verde; sul cemento del cortile interno ha rimbalzato tre volte prima di iniziare a rotolare. È una sensazione piacevole il rumore che fa una bottiglia vuota di plastica quando cade da un’altezza di circa quattro metri; ogni volta mi mette i brividi.
[caroDave] |