|
Variabili pronte ad interagire di cui --- A, istinto di procedere nella ricerca di un dubbio sano da mantenere in piedi seguendo quello che un tempo veniva chiamato strutturalismo macabro.
1- è frutto di pensieri logici prerisveglio: una donna, suo marito suicidato che in cima ad una scogliera ha cominciato a tossire e la moglie gli da una pacca sulla spalla lui cade urlando e muore: Lei viene accusata di disturbo della tosse e omicidio della quiete pubblica. Dai sei ai vent'anni. Dai.
Il problema di questa donna ecuadoriana, si scoprirà poi, è che ha conosciuto un fantasma. Ma si sa che un fantasma per essere serio dovrebbe consistere in una veloce apparizione. Lui invece non riesce più a scomparire, si applica ma non ci riesce e la donna ecuadoreña lo aiuterà ad affrontare le giornate facendogli riempire migliaia di sudoku, migliaia e migliaia.
Aspetta.
La sua storia è interessante: si chiama Maya, è una ragazza ecuadoreña bellissima, ancora qualcosa di maya o azteco o inca, ed è un peccato rendersi conto che per colpa della mia ignoranza non conosco affatto la differenza tra queste popolazioni. Credo sia anche un po' colpa dalla nostra presenza passata. Quella dei conquistadores. Ognuno di noi ha almeno un lontano parente conquistador, non facciamo finta di niente. Ognuno di noi tranne questa ragazza ecuadoreña bellissima. Anche se pure lei, nella sua genia, almeno uno stupro da qualche ingombrante ispanoeuropeocaucasico nel passato, sarà pur avvenuto.
L'ho conosciuta in libreria, io sfogliavo un libro di un certo spessore culturale. Parlava di fantasmi donne, nude. Belle foto fatte da un grand'artista di cui non ricordo il nome. Ti piacciono i fantasmi? mi chiede. Sono un esperto di fantasmi, le rispondo Vieni con me, mi dice, sono curiosa di vedere come reagirai a una cosa del genere.
Apre il portone del suo palazzo, quinto piano, fa lei, ma non prendiamo l'ascensore per due motivi: il primo è perché l'ascensore, si sa, disturba il vicinato se tu sei uno straniero lavoratore o meno, il secondo è perché voglio farti vedere. Intanto comincia a venire il fiatone a fare le scale. Al terzo piano c'è della roba per terra, sono fogli di carta, sudoku. Centinaia di sudoku chi è che si mette a fare tutti 'sti sudoku? E poi sono sbagliati, guarda qua Maya, guarda, ci sono tre uno nella stessa fila. Lo so lo so, dice lei, non è bravo, li fa solo per passare il tempo.
Continuiamo a salire le scale e le guardo il culo. Maya è bellissima, forse il naso, forse gli occhi, riesco a scorgere in lei i lineamenti tipici di una nativa del sudamerica, per quel che ne so inca azteca o maya. Probabilmente maya, mi viene da pensare. Continua a salire le scale e io le sto dietro, beato, lei non oscilla i fianchi, non corrompe l'animo con movimenti di malizia agguerrita. No. Lei si muove, sale le scale. Questo basta. E quella roba del naso, degli occhi, dei lineamenti inca... non so, adesso Maya ha un culo perfetto. Intanto i sudoku si fanno ingombranti, impossibile non calpestarli. Non riesco a capire come fanno ad essere così tanti: è un gioco venuto di moda da poco com'è possibile che siano riusciti a produrne così tanti in così poco tempo? Vieni, dice lei, non ti preoccupare per i sudoku, calpestali pure, tanto sono tutti non riusciti. Siamo al quarto piano con il piede sulla rampa di scale verso il quinto, adesso i sudoku sono a strati ed è facile scivolare, muoversi sopra questi sudoku è pericoloso. I vicini dicono che sono una brava ragazza ma che con tutti questi fogli sulle scale non si può andare avanti, alle assemblee di condominio non fanno altro che parlare dei sudoku, probabilmente qualcuno di loro mi odia per questo. Io vorrei che nessuno mai mi odiasse. Lo vorrei tanto, te lo giuro.
Siamo quasi al quinto piano, i sudoku ormai ci arrivano alle ginocchia, mentre siamo a metà rampa di scale si sente una porta aprirsi al piano di sopra, lei si gira di scatto verso di me, attento, mi dice prendendomi per mano e mi butta a terra sul pianerottolo. Io non capisco, come al solito. All'improvviso un boato, una valanga di sudoku ci travolge, noi, rannicchiati nell'angolo ci proteggiamo con i nostri corpi e che corpo il corpo di Maya. Che corpo. Si sente la porta chiudersi. È lui, mi dice. Capisci? È lui che fa tutto questo.

Arriva il punto in cui bisogna entrare, Maya si ferma davanti alla porta e mi guarda: avremo a che fare con un fantasma, mi dice, ma non è cattivo. Abbiamo questa convinzione noi poveri mortali, che non è del tutto infondata: i fantasmi ci fanno paura perché è quel che devono fare, il nostro non è proprio un pregiudizio nei loro confronti, è che siamo abituati così, loro appaiono, ci fanno BU, noi collaboriamo impaurendoci e poi loro scompaiono. Una banale questione di ruoli. Così deve funzionare e non ci sarebbero problemi se così funzionasse.
E tu? le chiedo, che problemi hai con questo fantasma? Beh, Roger, così si chiama, è apparso circa due mesi fa. Ha fatto BU e non è scomparso. Io all'inizio ero molto impaurita per il suo BU, poi l'ho visto che tentava di smaterializzarsi, si guardava le mani aspettando di non vedersele più e tornare spirito, essere incorporeo. Ma no, non si poteva fare, Roger non riusciva a scomparire. Quindi da due mesi hai un fantasma in casa? È terribile, non hai paura? Te l'ho detto, all'inizio sì, poi, ci fai l'abitudine. Adesso non ho neanche più la vergogna di passare davanti a lui mezza nuda per farmi la doccia. Nessun problema, è immateriale, non può farmi nulla. Maya nuda che si fa la doccia. Mmm. Entriamo, te la senti? Ah, sì, entriamo.
A volte ho avuto come l'impressione che il freddo avesse un odore. In casa di Maya l'odore sapeva di caldo, come fiamme di passione che avvolgessero qualsiasi angolo soprammobile copridivano della casa. Questo era il potere di Maya e una volta entrato nel suo appartamento potevo percepirlo ancora di più, c'ero dentro.
Ciao Roger, dice lei. E lo vedo. Seduto su una sedia in un angolino del salotto, a scrivere e scrivere centinaia di sudoku, uno dietro all'altro, passiva compilazione di numeri in caselle. Alza la testa ci guarda, mi guarda. Abbassa la testa e si ferma un attimo a contemplare il suo sudoku. Pochi istanti e ricomincia a compilare. Perché tutti 'sti sudoku? È stata una mia idea, sai, lui non mangia, non parla non deve andare in bagno, non fa niente. L'ho visto intristirsi ogni giorno di più per questa sua agonia nell'affrontare il tempo che passa, aspettando di scomparire. Allora gli ho dato i sudoku. Sembrano funzionare. Ma parla vero? Praticamente no, oltre al BU dell'apparizione non ha più detto niente. Forse è molto molto spaventato. O forse lo fa per non complicarsi la vita. Comunque, me lo hai detto in libreria, sei un esperto di fantasmi, spero che tu riesca a fargli dire qualcosa. Ah. Eh. ... Adesso devo uscire, continua lei, ti chiedo di provare a farlo parlare, cercare di capire se possiamo fare qualcosa perché si smaterializzi o almeno se gli è possibile cambiare casa.
Lei se ne va. Adesso sono con lui che continua a fare sudoku su sudoku senza neanche a guardarmi. Faccio un paio di giri della casa, guardo le foto di Maya, Maya in montagna, Maya con alcuni amici al parco giochi, Maya in costume al mare, Maya da piccola, Maya in costume al mare, Maya in costume al mare. Maya in costume al mare, Maya in costume al mare, Maya è bellissima. Sì.
Maya è bellissima, dico. Lui si gira e mi guarda ma non cambia espressione. Però si vede che capisce quel che intendo, anche lui sa che Maya è bellissima. Non pensi anche tu? Gli chiedo. Che è bellissima? Niente. Un muro di sudoku. Continua a scrivere numeri. Mi avvicino e vedo le colonne, tutti i numeri sono sbagliati cribbio. Hai messo quattro cinque uno dietro all'altro ma come speri di completare un sudoku così? Senti, gli dico, forse dovremmo provare a farlo insieme che ne dici? Almeno posso spiegarti le regole perché non credo ti siano chiare. Altrimenti almeno uno saresti riuscito a completarlo. Lui si ferma. Dalla sua nuca vedo passare immagini, come uno schermo sul collo gli leggo dentro e vedo, leoni, scorpioni, fauci veloci, invasioni di locuste, cavalletti e treppiedi, alcolisti anonimi, certificati di frequenza, carte d'identità, carne ai ferri che ritorna animale e ritorna ai ferri però viva e gli esce la carne dal sangue, pesci morti girati all'insù, mestruazioni a Fiume, passaggi a livello senza i binari dopo, senso di colpa d'invidia d'inedia di dinastia, sesto senso contro senso contro tutto e tutti, rapaci rapidi e ripide discese di piramidi a seconda del punto di vista, fatica a palate e patate ai ferri con la carne di prima nel frattempo bollita, lasciami stare, laureare, fregola la fregola vedo tutto.
Capisco che non vuole che lo aiuti. Mi siedo sul divano, accendo la tv e metto sul cinque. Poi sul tre. Poi sul quattro. Poi di nuovo sul tre. Poi sul cinque. Poi unduettre, unduettre, unduettre. Sento la sua voce, finalmente la sua voce. Qualcuno direbbe baritonale o altro. Io non me ne intendo di 'ste cose. Nemmeno di geologia anche se mi piacerebbe. Sei il fidanzato di Maya? Mi chiede 'sto sporcaccione che cosa va a pensare subito tutti uguali 'sti fantasmi. No, non sono il suo fidanzato. Sono un esperto di fantasmi, sono qui per studiarti e per poi chiederti di andartene di casa perché chi se la prende una ragazza che ha un fantasma in casa? Capisci? Eh. Sei poco gentile, mi dice lui. Scusa. È che se faccio l'esperto divento antipatico. Ma sei un esperto sì o no? In realtà più che esserlo lo faccio. Faccio l'esperto in molto campi ma questo dei fantasmi è la prima volta. Io guardavo un libro sui fantasmi sì, ma erano donne fantasma nude. Mai fatto l'esperto di fantasmi prima, io. Però sono contento che ti sei messo a parlarmi. Questo è bello. Raccontami la tua storia, chi sei, chi eri, che musica ascolti? Ti racconto la mia storia: mia moglie era brava a fare le crepes. Poi mentre tossivo sul ciglio di un burrone lei mi ha tirato una pacca sulla schiena. Io sono caduto di sotto urlando. Lei è morta dopo anni di prigione e depressione per avermi ucciso e per essere in prigione. È una triste storia, mi dispiace condividere con te questa mia sofferenza. Non ti preoccupare, anzi, sono contento che ti confidi con me. Ma perché non parli a Maya? Beh, quando eri piccolo avevi paura dei fantasmi? Sì. Ti è mai capitato di essere convinto d'avere un fantasma in camera e voler chiamare i tuoi genitori ma non riuscire a tirare fuori nessun suono dalla gola perché la paura ti blocca i pomoni? Sì, mi è capitata quella sensazione. Ero molto piccolo ma ricordo bene. Avevo una grande paura per un'ombra che sembrava muoversi sulla parete. Ecco. Per noi fantasmi può succedere la stessa cosa. Voi fantasmi avete paura dei fantasmi? No, Maya è troppo bella, non riesco a parlarle, ho paura di farci una brutta figura. Lei è così in gamba conosce un sacco di cose, io da parte mia non son buono nemmeno a fare un BU come si deve, non sono buono nemmeno a scomparire. Ecco, questa non la capisco, com'è possibile che non riesci più a scomparire? Beh all'inizio era vero, il disagio della situazione davanti a una ragazza così bella, mi aveva portato a perdere il controllo delle mie capacità fantasmagoriche. Non riuscivo effettivamente a scomparire. Poi facendo un po' d'esercizio. Insomma in realtà adesso potrei tranquillamente smaterializzarmi. E perché non lo fai? Non è colpa mia, è lei che ha cominciato a girarmi davanti mezza nuda. Tu non sai cosa vuol dire Maya mezza nuda. Mmm… Maya mezza nuda...mmMa insomma, non esageriamo, Maya è una bella ragazza ma non puoi bloccare la tua esistenza davanti ad una casualità della natura che ha accostato certe linee sul corpo di quella ragazza, ci sono un sacco di cose da fare, sei un fantasma, ci sono delle persone là fuori da andare a spaventare, non vorrai mica lasciare il primato della paura ai telegiornali? Svegliati, sbloccati, fai qualcosa. A quel punto il fantasma tira fuori dalla tasca la sua macchina fotografica digitale. Ho delle foto di Maya mezza nuda. Cosa? Allora non fai solo i sudoku. Fammele vedere. No. Ti prego fammele vedere, ne ho bisogno. No no no. Come minimo poi le metti su internet. Ma cosa dici? dammi la macchina. Proprio mentre stavo per scagliarmi contro di lui, pronto a picchiarmi con un essere immateriale, sento le chiavi girare nella serratura. È Maya, dice lui, e si rimette a fare i sudoku. Io resto fermo in piedi di fianco al fantasma, Maya mi dice ehi, tutto bene? Sei riuscito a tirare fuori qualcosa da 'sto fantasma che non dice niente? Io non rispondo. Decido di non rispondere e rimango con uno sguardo impassibile perso nel vuoto. Maya mi muove la mano davanti agli occhi, ueiuei, mi fa, signor esperto? Mi sente? Io niente, mi butto sul divano, accendo la tv metto sul cinque, poi sul tre, poi sul cinque. Credo di poter resistere un bel po' di tempo così. |