| La stanza delle poche righe |
|
|
|
| Scritto da Patrizia Sergio |
| Martedì 03 Aprile 2012 00:00 |
Titolo: La stanza delle poche righeAutore: Alessandro Assiri Edizioni: Manni, San Cesario, Lecce 2010 Pagine: 120 I versi di questa raccolta di poesie sono passi in punta di piedi. I movimenti cadenzati accompagnano parole sbriciolate su pagine opache. La ricerca del poeta ruota intorno alla parola, unico testimone di emozioni che rischiano di sbiadire nel tempo che, come scrive Assiri, è un “mercoledì vuoto di sogni”. La necessità e la vera urgenza si manifestano nel tentativo di recuperare la virtù dell’ascolto, del non lasciarsi sopraffare dal vuoto dell’ovvietà. Lo sguardo del poeta si risolve in brevi tocchi, nel momento in cui nell’impossibilità del dialogo, anche le parole rischiano di precipitare nel nulla. Così i sensi divengono l’unico ausilio sincero, inequivocabile, per afferrare ciò che è destinato a mutare. Emerge in queste pagine un’estetica del silenzio, il vero rumore di un animo disabitato. Si avverte a fior di pelle l’amore e il fascino per la parola, per i suoni, sino alle sillabe. Un ulteriore difesa adottata dal poeta sono i ricordi, simili ad origami e gli oggetti (i più quotidiani senza particolari iperbole) che appartengono ad una musa silente, la quale si aggira sonnambula tra le pagine di questo piccolo manufatto screpolato. Gli intrecci di pensieri e i sospiri segnano i contorni di una miniatura impressionista. E in questo sbottonarsi di pensieri, di digiuni infiniti, il poeta recupera una sorta di densità che solo le attese sono in grado di provocare. Indubbiamente “La stanza delle poche righe” è un delicato flusso di pensieri che merita di essere goduto con un adeguato sottofondo musicale e una luce quasi crepuscolare, per valorizzare l’intensità di versi sussurrati. |




Titolo: La stanza delle poche righe


