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Attorno a questo mio corpo PDF Stampa E-mail
Scritto da Lorenzo Mari   
Lunedì 16 Gennaio 2012 00:00

attorno a questo mio corpo, haccaAutore: Laura Pacelli, Maria Francesca Papi e Fabio Pierangeli (a cura di)
Titolo: Attorno a questo mio corpo. Ritratti e autoritratti degli scrittori della letteratura italiana
Edizioni: Hacca, Matelica 2010
Pagine: 620


I corpi degli scrittori, ritratti e autoritratti: verrebbe da dire ‘immaginifica’, e non scientifica, né tanto meno, anatomica, l’idea di questo libro, che vede rispecchiata questa sua caratteristica anche nella bella copertina – che ha il pregio, sia detto, e sia ripetuto, di continuare l’ottima tradizione grafica della piccola casa editrice maceratese Hacca…
È stato un gruppo di giovani ricercatori romani – Fabio Pierangeli, Maria Francesca Papi e Laura Pacelli, in primis – a proporre questo tema, chiamando a raccolta i colleghi di tutta Italia, e anche, com’è ormai prevedibile, qualche ricercatore espatriato. Non mancano neppure i docenti di corso più lungo, come Giulio Ferroni (Machiavellli) o Raffaele Manica (Moravia), e i contributi degli scrittori e poeti, tra i quali spiccano Elio Pecora (Bellezza), Renzo Paris (Penna), Plinio Perilli (Manganelli) e Dante Maffia (Campanella).
Gli intellettuali così riuniti a questa mensa cannibalica si sono misurati con la de-costruzione e ri-costruzione del corpo degli scrittori appartenenti al canone italiano, da Iacopone da Todi fino a Manganelli e Tondelli. Prima grande assente, dunque, come in ogni canone, è la scena dell’estremo contemporaneo, in cui invece si sarebbe potuto parlare di molti corpi, e per dirne solo qualcuno, di Aldo Busi, Aldo Nove, Roberto Saviano…
Altra lacuna – questa, solo apparente – è la mancanza di un criterio metodologico-scientifico uniforme nella trattazione dei singoli autori, letti (e anatomizzati) secondo il gusto e l’impostazione critica, sempre diversi, dei loro vivi-sezionatori. A volte, dei loro amanti.
Tuttavia, è la stessa mancanza di una scientificità forte e pressante a costituire uno dei pregi del libro, che risulta godibile anche per chi ha sempre avuto un rapporto individuale, e non necessariamente irreggimentato nella critica accademica, nella critica militante o nella pratica della scrittura, con alcuni di questi autori.
Tale lacuna fa del libro, come si diceva in principio, una grande impresa immaginifica e un atlante anatomico di una letteratura che negli ultimi anni, grazie, e non a discapito di, certe estenuazioni del postmoderno, è tornata decisamente alla materia inesauribile della corporeità.

 

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