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Tecniche di basso livello PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Mazzucchelli   
Lunedì 28 Novembre 2011 00:00


bortolotti, lavieriAutore: Gherardo Bortolotti
Titolo: Tecniche di basso livello
Edizioni: Lavieri, S. Angelo in Formis (CE) 2009
Pagine: 80


Tecniche di basso livello è un libro composto da micro capitoli numerati, paragrafi disordinati, azioni statiche, che compongono incompiutamente un’immagine superiore, uno scenario globale cui il lettore accede progressivamente. Come gocce pregne di colori e informazioni, i paragrafi cadono su una tela bianca globale e piano piano la colorano definendola.

Questi frammenti non sono legati da un intreccio nel senso standard a cui ci abitua la narrativa da scaffale autostradale, eppure in ogni pagina si intuisce un senso generale più alto, una trama che si fa fatica ad afferrare. È difficile trovare un altro testo che sappia descrivere così bene il senso della vita e dell’esistenza che ogni giorno ci sfugge, che rincorriamo ma che mai raggiungiamo, persi nelle molteplici sfaccettature con cui ci investe ogni singolo episodio, dagli slogan pubblicitari sui cartelloni nelle periferie delle nostre città, alle notizie dei telegiornali che ci informano delle tragedie che avvengono dall’altra parte del pianeta.
A pagina 51 leggiamo: “Tutto sembrava implicare che ci dovessimo limitare alla sola presa visione. Le miserie per strada, gli orrori tematizzati dal telegiornale, il vuoto che si scavava nelle nostra cittadinanza erano solo regioni di particolari più o meno coerenti, in un quadro più vasto, impossibile a vedersi intero, comunque estraneo”.

In questi frammenti percepisco una nota ballardiana, nel senso di una descrizione di una società identica alla nostra eppure parallela, un qualcosa che riconosciamo come familiare ma che allo stesso tempo ci spaventa, perché illuminato, descritto, da una luce negativa e nuova. Un qualcosa che già c’è e che eppure deve ancora arrivare, come un’esagerazione inevitabile davanti alla quale preferiamo chiudere gli occhi, pur essendo consapevoli che si tratti di una cosa a cui siamo destinati. È altrettanto ballardiana l’assenza di sentimenti e relazioni amorose come motore propulsore del testo; le reazioni causa/effetto propulsive vengono trovate nelle strategie di marketing, nelle programmazioni televisive, nell’impiallaciatura di mobili economici. negli spazi del divertimento da weekend, nel salario, nell’autunno, nelle mattine in ufficio, in un mare di occupazioni inutili.

La narrazione al passato e l’uso della prima persona plurale accentuano la sensazione perdita, fallimento e distacco. L’amore e i rapporti amorosi sono relegati nella dimensione del ricordo malinconico. Tecniche di basso livello è la descrizione del degrado emotivo ed evolutivo del nostro tempo, come se noi fossimo già una civiltà dispersa da millenni. Si ha la sensazione che la voce narrante orbiti in una capsula attorno a un pianeta distrutto.

Nonostante l’assenza di un susseguirsi cronologico dei frammenti, reputo stupido non soffermarsi sull’ultimo, visto che getta una luce chirurgica su quello che sembra essere la direzione cui la nostra società è indirizzata: “Esaurite le occasioni di avere successo, andavamo a dormire”.

 

 

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