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Titolo: Quello che veramente ami Autore: Riccardo Arena Editore: Flaccovio, Palermo 2008 Pagine: 249
Ci sono libri che si ricordano per la musicalità delle parole, per le impressioni di luce e di colori; altri invece per la storia particolare, unica, ed altri ancora per la caratterizzazione dei personaggi, così ben delineati, che alla fine vorresti parlarci. “Quello che veramente ami” di Riccardo Arena (Flaccovio editore) si rammenta per tutti questi motivi. Gli scorci marini, i protagonisti, piccoli eroi giovani e belli, e la storia, quella degli uomini di ieri e di oggi. Il testo è un lungo, avvincente flash back, di cui l’autore si serve per ripercorrere le vicende che hanno segnato gli anni di piombo in Italia. Enrico, detto Tunisi, è innamorato della sua Sicilia, terra di confine, lontana dai disordini di Roma e di Milano. Il ragazzo, però, si trasferisce proprio nel capoluogo lombardo, scenario di lotte accese e di conflitti sociali. I giovani sono animati da una partecipazione politica prorompente, forse unica nella storia del nostro paese. Destra o sinistra, rosso o nero: dicotomie nette, foriere di odio e di violenza. Ben presto, difatti, dai dibattiti accesi si passa alle intimidazioni, dalle intimidazioni ai pugni, alle spranghe, e persino alle pistole. Enrico è fascista, o forse crede solo di esserlo. Suo padre ha una libreria filonazista e nutre un forte risentimento nei confronti dei partigiani, che durante la Liberazione gli hanno massacrato una gamba. La Grande Guerra ha trasformato le idee ed i sentimenti, e così il protagonista cresce col mito del Duce. Il Tunisi ha il suo giro, i suoi amici, le sue riunioni, le sue battaglie. Dall’altra parte Monica, i comunisti, i rossi. Amore, odio, vita, morte: ideali che sfociano in follia, principi che esplodono tra le mani come bombe, ed uccidono senza badare all’età, al sesso, al credo politico. Paroloni di cui ci si riempie la bocca, gli occhi, fino a diventare ciechi, fino a non capire che la violenza offende la vita. In tutto il romanzo, attraverso gli occhi dei personaggi, l’autore tenta di interrogare la storia, di raccontarla, senza sbavature, senza eccessi, prediligendo la via dei sentimenti. Cosa agita il cuore di quei ragazzi sessantottini? Cosa li sovrasta e li domina senza che gli stessi ne siano consapevoli? L’amore, l’amicizia, la vita stessa? In fondo sono solo ragazzi, che hanno giocato alla guerra, mescolando per sempre le carte della storia contemporanea. Dal Sessantotto agli anni Novanta è un susseguirsi inesauribile di eventi, che l’autore restituisce alla memoria del lettore romantico. Ed è, infatti, nella storia che il lettore scova tracce di verità, dettate dalla poesia, che irraggia il buio della brutalità.
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