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Vivere non conviene. Esistere non basta |
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Scritto da Patrizia Sergio
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Lunedì 06 Giugno 2011 00:00 |
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Autrice: Alessandra Di Gregorio Titolo: Vivere non conviene. Esistere non basta Edizioni: Rupe Mutevole, Bedonia-Parma, 2009 Pagine: 71
Il testamento d’amore, di un amore travagliato, corrotto, che si infrange contro i limiti della realtà. Le due protagoniste si confessano senza alcun compromesso mediante una corrispondenza epistolare che cattura il lettore in un vortice di emozioni e riflessioni a favore di una meditazione intorno alla natura di questo sentimento dai volti mutevoli. Non importa se l’amore in questione riguardi due donne, ma la portata devastante che lo caratterizza pagina dopo pagina. Due voci e inevitabilmente due facce della stessa medaglia che fanno i conti in primis con se stesse. Dopotutto quello che sopravvive sono il dolore, i ricordi di due identità che si sono fuse l’una nell’altra nell’ebbrezza di un sentimento che si è consumato e a quel punto restano solo cumuli di macerie a cielo aperto. Ed è da questa contingenza inopinabile che la protagonista mette insieme i cocci, consapevole di dovere riaprire vecchie cicatrici. Si ritrovano la carne, le lacrime, i rancori, il bisogno di perdersi nell’altro, di afferrare un’ebbrezza che faccia dimenticare la realtà, un odioso compromesso dai volti anonimi, alla riscoperta dell’autenticità di un attimo che però è fugace e tra lenzuola di oblii restano due amare solitudini. L’amore, il più ipocrita dei sentimenti, può diventare dunque una trappola, una forma di tradimento verso se stessi che si esaurisce lentamente e non senza cognizione del dolore che esso contempla. La disamina è spietata, cinica e rifugge da ogni prevedibile retorica con il risultato di un acrilico sentimentale. La narratrice è una voce sincera che racconta delle verità scomode ma che è anche in grado di sussurrare sulla pagina parole che restano incise sotto la pelle del lettore. Notevoli sono i punti di contatto con la poetica di Sylvia Plath che conferiscono a questo romanzo un raffinato valore. Un lavoro originale che si distingue per la scrittura asciutta e autentica. Inoltre è la conferma che un buon romanzo non può misurarsi dal numero delle pagine ma dalla densità con cui è forgiata ogni singola riga. Un’opera d’arte che sorprende e toglie meravigliosamente il fiato.
“Voglio essere qualcosa di più onesto di un ti amo pronunciato a mezza bocca, qualcosa di più concreto di un amore che alla fine non lascia traccia. Pretendo di essere viva adesso, ubbidiente alla mia sete di libertà e conoscenza”.
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