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Auotore: Renzo Paris Titolo: La vita personale Edizioni: Hacca, Matelica, 2009 Pagine: 368
La vita personale di Renzo Paris esce nel febbraio del 2009 e viene subito applaudito come libro fondamentale per un’intera generazione, quella dei poeti e letterati romani maturati negli anni ’70. È la storia dell’enorme e devastante complesso di Edipo del protagonista, il poeta romano Luca Saraceni (vistoso alter ego dello stesso Paris), e delle relazioni sentimentali con le tre donne della sua vita, i cui nomi dividono il romanzo in tre ipotetici atti: l’entusiasmo dei vent’anni, la costruzione della famiglia, il tempo delle riflessioni. I rapporti con queste donne vengono descritti ossessivamente, compulsivamente, con una dedizione per i particolari fisici e carnali fin troppo passionale, con Paris che ci guida lungo i corpi di queste donne, invitandoci a guardarli attraverso una lente d’ingrandimento, spiegandoci quello che prova ogni volta che li osserva, e ogni volta che poi ne gode. Il contesto di queste meditazioni e peripezie sentimental-sessuali, è la Roma degli anni ‘60, ‘70, ‘80 e ’90, dei suoi poeti e letterati, della seconda scuola romana di poesia, della vita culturale e dei reading, delle loro pubblicazioni e dei primi riconoscimenti. Lo sfondo narrativo della vita personale di Saraceni è il turbinio di questi nomi famosi (Bellezza, Moravia, Morante, Pasolini e tanti, tanti altri), che vengono ripetuti fino all’ossessione, citando quello che fanno, quello che dicono, e cosa pensano l’uno dell’altro, fino alla loro decadenza, alla morte. Vengono raccontate le serate nei salotti più importanti, frequentati dai soliti nomi, ma anche gli episodi di cronaca più rilevanti. Tutto questo per contestualizzare più a fondo la narrazione, per aiutare a comporre l’affresco corale di una parte del nostro paese e della nostra storia. Un affresco che può stregare il lettore interessato a queste tematiche, ma che allo stesso tempo rischia di annoiare a morte chi invece nulla sa, e né vuole sapere, di quello che viene ricordato come un periodo d’oro e produttivo della letteratura italiana.. Renzo Paris è tremendamente a suo agio in questo raccontare. Entra ed esce nel personaggio Luca Saraceni. Non si risparmia commenti, confessioni e aggiustature alla storia. Di fatto si muove in una meta-narrazione, un espediente letterario secondario, quasi nascosto dalla potenza della storia e da come viene raccontata. La vita personale è un libro fondamentale e necessario (come spesso viene descritto) solo per una cerchia di nostalgici appassionati, per chi ha gli strumenti per cogliere certi riferimenti, apprezzare certe rivelazioni o descrizioni di momenti intimi, che Paris ci descrive da un punto di vista privilegiato. Per tutti gli altri, resta un libro piacevole, ridondante come può esserlo un testamento, a tratti troppo concentrato su aspetti personali superflui allo scorrere della storia; una intensa, carnale e ossessiva storia d’amore per la vita e per le donne, per le ideologie e la letteratura.
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