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Un viaggio con Francis Bacon PDF Stampa E-mail
Scritto da Patrizia Sergio   
Lunedì 23 Maggio 2011 00:00


un viaggio con francis baconTitolo: Un viaggio con Francis Bacon
Au
tore: Franz Krauspenhaar
Edizioni
: Zona - 9Volt, Civitella in Val di Chiana, Arezzo, 2010
Pagine: 6
8

L’autore propone un viaggio nell’opera di Francis Bacon che si traduce in ricerca nei meandri dell’anima di un artista tra i più complessi e affascinanti. Se l’arte di Bacon nasce dal dolore, dall’ossessione e dalle ferite, non si può restare immacolati da tale contatto che finisce con lo “sporcare” anche il lettore.
Ebbene, la scrittura quando si eleva ad Arte riesce a operare anche questo piccolo miracolo. La narrazione è impressionistica, spazia e comunica con il cinema e la musica, e l’autore, quasi si avvalesse di una macchina da presa, realizza un cortometraggio in prosa. Egli dà voce al dolore muto dell’artista, disserta intorno all’opera d’arte ed evita con estrema padronanza la mera celebrazione fine a se stessa. Quella di Krauspenhaar è una prosa critica che di conseguenza evoca e celebra con maestria il potere che l’arte può esercitare, ovvero racchiudere in sé una miriade di mondi, avviare un dialogo tra le arti laddove matrice è il dolore che si fa ossessione, il sacrificio della parte più profonda dell’artista, quella parte dell’io che resta pur sempre tormentato nonostante il tentativo catartico operato attraverso la creazione artistica. E a tal proposito ritengo che alcuni versi di Sergio Corazzini e Aldo Palazzeschi possano ben prestarsi a chiarire ulteriormente tale concetto, quando cantavano:
Il mio cuore è una rossa/macchia di sangue dove/io bagno senza possa/la penna, a dolci prove/eternamente mossa.
O ancora:
Io metto una lente/Dinanzi al mio core,/per farlo vedere alla gente./Chi sono?/Il saltimbanco dell’anima mia.

 

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