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I cani là fuori PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Mazzucchelli   
Lunedì 04 Gennaio 2010 00:20

tettiAutore: Gianni Tetti
Titolo: I cani là fuori
Edizioni: Neo, Castel di Sangro (AQ) 2009
Pagine: 193


I cani là fuori raccontati da Gianni Tetti per Neo edizioni, rappresentano il processo di disumanizzazione che la società sta portando avanti sull’essere umano, su l’uomo che si animalizza assimilando solo le caratteristiche peggiori dell’animale, perlopiù snaturandole, avendo dimenticato quello che un animale può insegnare.
I cani là fuori quindi sono l’ultimo stadio conosciuto dell’evoluzione dell’essere umano, che si dimentica anche di essere umano, cosa questo significa e quali responsabilità ne derivano; i personaggi raccontati hanno perso i punti di riferimento, e sbandano senza sapere perché compiono certe azioni, ignorando di non aver nemmeno scelta in questo.
Tetti descrive e sceneggia alla perfezione queste realtà marginali, utilizzando ad hoc una tipologia di prosa conosciuta e rodata, che ben si adatta ai temi trattati; sincopata, frammezzata, breve, a tratti cruda, apparentemente semplice, la lingua del giovane autore sassarese sorregge una narrazione in prima persona permettendo al lettore di star dietro al flusso di coscienza dei personaggi principali e di seguirli nelle loro follie, che si rivelano innocentemente nella descrizione metodica degli atti più quotidiani – solo superficialmente insignificanti – e nei desideri dove viene rivelata la schiavitù mediatica che affligge le ultime generazioni.  
Questi undici racconti, ambientati in una provincia sarda che nella verità e nella semplicità dei gesti può assomigliare a tante altre province italiane, si fondono e si confondono uno nell’altro, i loro contorni si mischiano andando a dipingere una realtà più ampia e sfaccettata. Ogni racconto procede attraverso la descrizione di molteplici occasioni, stati d’animo, considerazioni, confronti interiori ed esteriori, andando a formare quella visione più ampia della realtà che Tetti intende rappresentare. Un esperimento molto interessante e da valutare con la dovuta attenzione, un libro da leggere, che però alla lunga risente della completa mancanza di evoluzione dei personaggi, vittima di una sorta di monodimensionalità e “non evoluzione” che, se da una parte è necessaria al fine di descrivere questa umanità piatta, senza possibilità di salvezza e redenzione, dall’altra appesantisce l’assimilazione del concept del libro stesso: per ottenere quel respiro, quel disegno più ampio e armonico, cui credo si sia cercato di dar vita con I cani là fuori, non bastano undici racconti ben scritti e godibilissimi, con una mia personalissima segnalazione degli episodi “Adele” e “Il Momento Giusto Arriva”, dove la scrittura e le idee di Gianni Tetti brillano di luce propria, più che in altri frangenti.

 

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