Antropometria PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Mazzucchelli   
Lunedì 20 Dicembre 2010 00:00

 


antropometria, paolo zardi, neo edizioniAutore: Paolo Zardi
Titolo: Antropometria
Edizioni: Neo, Castel di Sangro (AQ) 2010
Pagine: 175

Antropometria è una raccolta di 16 racconti edita da Neo Edizioni. L’autore, Paolo Zardi, preferisce chiamarla una raccolta di storie, mentre io, interpretando ciò che lo stesso Zardi scrive, preferisco chiamarla una raccolta di “eccezioni”. In ogni racconto c’è un episodio scatenante che dà il pretesto ai personaggi di interagire, meravigliarsi, evolversi; sono il perno su cui si torcono le storie dei protagonisti. Eppure allo stesso tempo ne L’urlo, Zardi scrive che questi episodi (che poi sono stupri , violenze, incidenti mortali, suicidi, stati comatosi) non sono altro che “eccezioni” che capitano inaspettatamente, che in realtà tutti noi arriviamo e arriveremo tranquillamente a ottant’anni, che Ia morte non ci riguarda se non come evento straordinario.

Abbiamo così a che fare con storie al limite, che seppur immerse nella quotidianità e nella “normalità” della vita di persone comuni, la vanno a scuotere con accadimenti forti, violenti, indigeribili, che Zardi quasi sadicamente analizza e seziona, sviscera, comprime fino a farli suppurare, lasciando niente alla sfera del non-detto (con i pro e contro del caso). Sono racconti pregni, gravidi di corpi, nei quali è un piacere lasciarsi trasportare dai punti di vista dell’autore, bravissimo nell’immedesimarsi, forse a volte esagerato nella ricerca e nella descrizione del dramma. Così, a due terzi del libro, il giocoso episodio di metanarrativa dal titolo Parlami dei finali (anch’esso un’eccezione…) arriva come una boccata di ossigeno prima dell’ultima immersione.

Antropometria è un libro molto forte, per i temi trattati, per il modo in cui sono raccontati e per lo stile utilizzato, che si esprime al meglio quando le storie vengono condensate, sublimate in due/tre pagine al massimo, quando la scrittura si fa frenetica, sincopata, e paradossalmente Zardi fa miglior sfoggio della sua capacità di essere un ottimo regista.
In chiusura, l’inevitabile appunto personale. Mi rendo sempre più conto di quanto sia difficile scrivere dei dialoghi che siano credibili, reali, e non dei semplici botta e risposta, pieni di intercalare prevedibili e stra-abusati. Riportare fedelmente sulla carta un dialogo tra due persone è un processo complicato, quasi utopico, e prestare poca attenzione al contesto della conversazione, alle espressioni facciali, alle pause, al tamburellare delle dita sul tavolo, all’alzarsi di un sopracciglio (cose che sono l’anima di un dialogo più delle mere parole dette) rende il risultato ancora di più posticcio, meccanico. È in questi frangenti che Antropometria a mio parere perde colpi, rimanendo comunque, uno dei pochi picchi che avvicinano la buona letteratura italiana a quella internazionale contemporanea.

 

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