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Da principio era la neve PDF Stampa E-mail
Scritto da Patrizia Sergio   
Lunedì 04 Ottobre 2010 00:00

fabio mele, da principio era la neveAutore: Fabio Mele
Titolo: Da principio era la neve
Edizioni: Lupo Editore, Copertino (LE) 2009
Pagine: 204

L’opera si presenta come un romanzo di formazione. Ciò si intuisce sin dalle prime pagine e a ben vedere le caratteristiche sono presenti e ben rispettate. L’amore adolescenziale, le sofferenze e gli slanci emotivi che determinano nel giovane protagonista i primi turbamenti, l’amicizia e l’affacciarsi al mondo adulto mediante delle scelte, che inevitabilmente muteranno la vita del giovane.
Lo stile è ineccepibile, la trama sviluppata con coerenza senza sbavature e i personaggi sono ben delineati. Tuttavia, la lettura procede senza coinvolgere particolarmente il lettore. Manca in questo romanzo la profondità emotiva. Infatti, la trama resta in superficie e alla lunga, l’autore si ripiega sul bello stile, quasi si trattasse solo di “un bel temino” da svolgre bene, ma allo stesso tempo egli inciampa su una autoreferenzialità fastidiosa.
Si ha la sensazione che egli racconti la vicenda, o meglio la scriva per se stesso, più che per un eventuale lettore. Non dice tutto, ma solo quello che vuole e in un modo troppo distaccato e freddo. Ciò a discapito di una onestà narrativa che questo genere di romanzo richiede. La voce narrante ripercorre gli eventi, che indubbiamente coinvolgono l’autore in prima persona, senza però scavare in modo convincente nelle emozioni. Di conseguenza il lettore resta al di là della pagina, né riesce ad identificarsi, anche solo in parte, alla storia narrata.
Inoltre, l’autore fa riferimento a testi musicali, agli anni Novanta e ad uno scenario, quello del Salento, che potrebbero essere sviluppati in modo più brillante.
Insomma ogni singolo elemento si presta ad una narrazione che potrebbe suggerire varie sfumature, emozioni in controluce e chiaroscuri su sfondi brillanti, invece l’insieme si rivela molto deludente. Un romanzo che resta immobile e monocorde.

 

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