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Il colore della notte PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessia Mocci   
Giovedì 12 Agosto 2010 00:00

il colore della notte, alessia mocciAutore: Patrizia Gallo
Titolo: Il colore della notte
Edizioni: Rupe Mutevole, Parma 2008
Pagine: 120


“…perché il colore di una notte non lo percepisci mai quando ci sei dentro, lo percepisci solo nel ricordo.”
L’ossessione del colore della notte e la consapevolezza della propria ossessione sono gli elementi distintivi del pensiero di Anastasia protagonista del libro Il colore della notte.
Il colore della notte, edito presso la casa editrice Rupe Mutevole nel 2008, presenta un’armonia di struttura dettata da una personalissima ricerca di simmetria.
L’autrice, Patrizia Gallo, attraverso il poemetto in prosa è riuscita a costruire un telaio letterario di perfetta fattura amalgamando il filo della poesia con il filo della  prosa poetica, ed ancora il filo della citazione con il filo dei ricordi di vita della protagonista.
La tessitura ha decorato un drappo variegato nel quale si distingue l’ossatura del corpo poetico smarrito, volutamente, in un ciclo temporale sagomato da citazione, telefonata, istante, colore, ricordo.
Il testo, ciclicamente, racconta una notte di Anastasia, notte nella quale la sua mente girovaga libera e racconta se stessa. La citazione, come reminiscenza artistica, è un frammento in alcuni casi musicale in altri poetico, incontriamo infatti Bruce Dickinson, i Queen, i Guns N’ Roses, i Joy Division, i Sopor Aeternus, John Donne, Virginia Woolf.
Alla citazione segue una chiamata, Anastasia cerca comprensione, vuole esternarsi, ma la conversazione non riesce mai a percorrere la scia che vorrebbe e s’interrompe con una “buonanotte” recitata forzatamente da entrambe le parti. In un solo caso il numero non è raggiungibile, in questo caso la non comunicazione tra la protagonista e Tasha, l’interlocutore, effigia il malessere interiore di una ragazza che non riesce a collegare la sua dimensione con il mondo.
L’istante è sapientemente presentato dall’autrice con frammenti di orario della notte, le indicazione temporali giungono sino all’alba e creano nel lettore una densa partecipazione scandita dalla certezza dello scorrere del tempo. Nell’istante è il pensiero della protagonista che parla a se stessa palesando la natura emblematica del personaggio. Il pensiero è la voce della verità, è la sua coscienza.
Il colore è ciò che Anastasia cerca: il colore caratterizzante di quella specifica notte. Ogni notte ha un colore che rappresenta l’assenza di luce. Il testo è pregno di riferimenti ai colori degli oggetti ed alcuni colori si presentano come veri e propri capitoletti: rosa, giallo, verde, violetto, argento, blue, bianco, oro.
Il ricordo è ciò che chiarifica e completa la natura di Anastasia. Attraverso i ricordi notturni della sua vita si sottolinea un’irrequietezza dell’animo ed una difficoltà negli affetti, come sostiene nella domanda retorica:
“…è possibile per l’essere umano dare importanza a qualcosa prescindendo dal se?”
Sin dal primo flashback si segue la successione temporale della vita di Anastasia. In ogni momento, dalla sua infanzia al presente, la ragazza non riesce ad instaurare un vero rapporto di fiducia reciproca nell’altro.
“Chissà perché mai, ma tu riesci sempre a sorridere così dolcemente agli estranei, a quelle persone che è praticamente impossibile incontrerai di nuovo in questa stessa vita.”
Sono diversi i nomi citati delle persone che provavano sentimenti per Anastasia, ognuno ha rilevanza nella sua mente ma è come impossibilitata nella vita da un freno che riproduce solamente il vuoto. Incontreremo Ilaria, Samantha, Matteo, Enrico, Rebecca, Luisa, Michela, Fabrizio, Paolo, Johnni.
La notte di Anastasia è una notte scandita oltre che dall’orario anche dai kilometri percorsi. La protagonista infatti è in macchina e cerca di raggiungere un luogo sconosciuto al lettore e sino all’arrivo, persino, alla protagonista:
“temi che la notte finisca prima della fine del tuo viaggio?” chiede, infatti, a se stessa.

[Tratto da mondoraro.org]

 

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