Vivere adagio PDF Stampa E-mail
Scritto da Vito Ferro   
Martedì 29 Giugno 2010 00:00

francesco dall'olio, vivere adagioTitolo: Vivere adagio
Autore: Francesco
Dell’Olio
Editore: Historica, Cesena 2009
Pagine: 48


Una volta il viaggio era epica, metafora di una vita, odissea, travaglio, terre inesplorate, imprese ardite; i libri cercavano quindi di riportare la “meraviglia” insita in ogni scoperta, e far conoscere al lettore, ignaro e digiuno di tali conoscenze, uomini luoghi eventi mai sentiti prima.
Nell’era dell’Ipad e delle patatine Cipster, il viaggio è cosa minima, sono poche ore di tragitto (che ci calcola il viamichelin.it), sono un Ravenna-Como tre ore, a meno che non ci si fermi a sbronzarsi agli autogrill, insieme a frustrati sconosciuti che sognano Santo Domingo e le mulatte. Questo è il “viaggio” per il protagonista di Vivere adagio, romanzo breve di Francesco Dell’Olio, terzo parto della frizzante collana Shortcut di Historyca Edizioni, 50 pagine scarse piene di ottime illustrazioni e dialoghi vivaci, veri, spontanei.
Un viaggio alla ricerca di una donna, misteriosa quanto basta a far accendere la curiosità (ecco il filo rosso di continuità tra Ulisse e questo libro: la curiosità) del protagonista, squattrinato e scompigliato autore di un libretto di poesie “guazzabuglio di idee confuse, veloci, alcoliche” (in pratica le idee di tutti); una donna conosciuta via internet, la sola lettrice del suddetto libro di poesie che abbia manifestato interesse per le stesse. Donna maliziosa, frizzante, pazza.
Il nostro poeta, proprietario di Ciobin, un cane simpatico quanto ubriacone, consulta prima l’angelo e poi il diavolo (Gigi e Sem), i suoi due amici, l’uno l’opposto dell’altro: che fare? C’è da fidarsi?
Ovviamente ascolta il diavolo, e parte.
Tra soste alcoliche e vigili in agguato, raggiunge il luogo dell’appuntamento, quel ramo del lago di Como circondato da case alte e annerite e traffico impazzito (altro che idillio bucolico).
E qui, la surreale, imprescindibile sorpresa: che non sveleremo, ovvio.
Vivere adagio è un libricino breve, agile, scaltro, divertente.
Non ha pretese e nel non averle mantiene tutte le promesse. Letteratura young adult, la chiamano.
Ma per scriverla bisogna essere più che young adult.
Calibrate bene le battute, costruiti i personaggi con pochi colpi ben assestati, una costruzione di sequenze secondo la migliore tradizione Bukowskiana.
I pregi di questo libretto, oltre alla simpatica e veritiera presentazione di Gianluca Morozzi e le illustrazioni di un team variegato di artisti, stanno tutte nel parlarci di un angolo di mondo e di una voce piccola, per questo comprensibile ed affidabile. Non l’estremo, non l’eccesso: il giusto.
La collana Shortcut pubblica per natura testi di tale brevità, e questo forse è l’unico limite: quando ci si affeziona così facilmente ad un personaggio e alla sua vicenda, se ne vuole di più.  
Un libro che i ragazzi che hanno appena preso la patente gradiranno molto, ma forse anche coloro che della propria adolescenza turbolenta ne hanno fatto la loro piccola, indistruttibile leggenda personale.

 

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