Gentilissimo PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Mazzucchelli   
Lunedì 10 Maggio 2010 00:00


maurizio benvenuti, gentilissimoAutore: Gentilissimo
Titolo: Maurizio Benvenuti
Edizioni: Belletti, Misano Adriatico (RN) 2008

Pagine: 300

Fino al giorno in cui sono entrato nel mondo del lavoro, sono cresciuto con la comoda convinzione che nel mondo degli adulti, chiunque facesse un certo tipo di lavoro, fosse effettivamente in grado di farlo; che l’idraulico fosse davvero in grado di riparare le tubazioni, che l’architetto fosse davvero in grado di costruirti una casa, e via dicendo. Ovviamente questa mia convinzione poi si è miseramente disintegrata contro il muro della realtà di ogni giorno.
In quest’ottica, Maurizio Benvenuti, partendo da una critica serrata e spassosa agli errori presenti sulle cartografie ufficiali e sugli atlanti, svela la superficialità con cui capita vengano redatte le carte geografiche, e ne fa occasione per mettere letteralmente in croce le assurdità della vita quotidiana moderna (che rinnega le proprie origini) e le contraddizioni di tutti gli aspetti del sistema cattolico (“Lei crede che le opere buone fatte per interesse personale possano servire da merce di scambio con dio?”).
Questo libro è difficile da catalogare. Si tratta di una raccolta di lettere indirizzate tra gli altri a sindaci, direttori di giornali, editori, che diventano il pretesto per parlare di tutto e senza sosta; ci sono 80 devastanti pagine della “Cronologia della Terra del Fuoco”, poi un attacco serrato e sentito al cartografo Peters, una critica per una volta scientifica e precisa, provata,  quando l’autore di norma non si scomoda a citare testi o autori a sostegno di tutte le altre numerosissime tesi qui citate, come se non abbia il tempo per farlo, come se non sia la cosa più importante.
In questo libro ci sono molte altre cose, ma quella su cui credo ora valga la pena soffermarsi è la seguente: a un certo punto Benvenuti scrive “Se c’è un problema, è piuttosto quello dei grandi delinquenti che passano da persone per bene”. E in un certo senso, con questa affermazione, possiamo ritornare all’inizio di questa riflessione. L’autore, per tutto il libro, pone l’accento sul problema del linguaggio e di conseguenza non si può non parlare anche del problema della conoscenza e della sua diffusione: di sicuro è un problema se finiamo nelle mani di un idraulico incapace, peggio se è l’architetto a essere incapace, ancora peggio se è un medico… ma è TRAGICO se l’incapace è chi si erge a divulgatore di conoscenza.
Allo stesso modo, ribaltando le parti potrei dire di non potermi fidare di tutto quello che Benvenuti afferma in questo libro. Dovrei andare personalmente a fare ricerche, cercare informazioni su tutti i temi sollevati e questo è ovviamente impossibile e senza senso. È come se tutto il libro, farcito anche di indizi fuorvianti e “boiate”, fosse un’unica grande prova di quello che Benvenuti vuole comunicare.
In un periodo dove ai libri non si chiede altro che descrivere bene ciò che tutti sono in grado di vedere ogni giorno e farsi leggere nel più breve tempo possibile, Gentilissimo cerca di ridare il vecchio significato alla parola “letteratura”, ponendo dei quesiti, facendone germogliare altri nella mente di chi legge, non venendo dimenticato una volta chiusa l’ultima pagina.

 

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