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In morte di Turi PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Mazzucchelli   
Lunedì 03 Maggio 2010 00:00

in morte di turi, salvatore la portaTitolo: In morte di Turi
Autore: Salvatore la Porta
Edizioni: Villaggio Maori, Valverde (CT) 2008
Pagine: 128


In morte di Turi. Un corpo che penzola impiccato apre le danze a una storia in cui l’elemento surreale - perno sul quale avviene e si torce la narrazione - viene magistralmente sopraffatto dall’elemento realista. Le storie di Turi sono le storie di tutta la Sicilia. Turi lo sciupa femmine. Turi il sindacalista. E Turi l’impiccato.
Ma è suicidio o omicidio? Questa storia ci dice che dipende, che alla fine non è importante… perché dipende dalla visione che hanno gli altri di Turi. C’è chi dice che non può essersi impiccato. C’è chi dice che non possono averlo ammazzato. E c’è chi dice che non è morto, e che per la seconda, per la terza volta, risorgerà.
In morte di Turi è un piacevolissimo pretesto per parlare della Sicilia e dei suoi uomini, un rapporto fatto di cose che non si possono dire, cose che si devono accettare, cose che anche se vengono cambiate poi alla fine restano sempre uguali.
Salvatore la Porta racconta, tramite un flusso di coscienza ammaestrato e controllato, una storia che sposa una narrazione fluida, che vaga libera tra i ricordi e gli accadimenti senza mai allontanarsene troppo. Tutto ruota attorno a un corpo morto che penzola e a dei corpi vivi che guardano e parlano.
Questo corpo e questi corpi vanno poi a formare il macro-corpo che è la Sicilia (che è fatta dei suoi vivi come è fatta dei suoi morti). Il corpo morto offre il pretesto per raccontare una storia. I corpi vivi si adoperano invece per svilupparla e nutrirla caoticamente.
Una storia che a un certo punto si biforca, per ricongiungersi poi solo sul finale; apparentemente semplice, ma a cui si potrebbe dedicare parecchio tempo per eviscerarne riflessioni sul “doppio”, sull’“identità”, sull’immagine che gli altri hanno di noi, sulla morte, sul come vivere la vita.
Autore ed editore decidono la frase della quarta di copertina: Turi è morto. Una vicenda pirandelliana in cui la gente è troppo occupata a raccontare per accorgersi dei fatti. Una sinossi efficacissima. Tutto il gusto di questo libro è racchiuso qui dentro, tutto il suo sapore di denuncia, poi condito e smorzato dagli accadimenti delle storie personali, che come sempre richiedono il loro tributo di lacrime e risate, partecipazione. Una storia il cui gusto viene perfettamente descritto anche da una frase contenuta nel libro stesso, che in parte ne racchiude la morale: Sono fiori fatti per essere calpestati.

 

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