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I cani vanno avanti PDF Stampa E-mail
Scritto da Simone Olla   
Lunedì 07 Giugno 2010 00:00

 

i cani vanno avanti, valentina brunettin, simone ollaAutrice: Valentina Brunettin
Titolo: I cani Vanno avanti
Edizioni: Alet edizioni, Padova 2010
Pagine: 200


No, i cani che cercano la droga non vengono drogati; così come, quelli che cercano esplosivo, non vengono fatti esplodere... si lavora per associazione, si educa il cane a giocare fin da cucciolo con un asciugamano bianco arrotolato e fissato alle estremità con dello scotch: il manicotto. Il cane piange per avere il suo gioco; decine e decine di cani, ogni anno, vengono allevati con un manicotto bianco di spugna legato ad uno spago – l'associazione manicotto-droga, l'addestramento vero e proprio, coinvolgerà soltanto venti cani, quelli che hanno mostrato più interesse al “gioco”. Durante il corso di addestramento gli istruttori amano ripetere: Il cane è un prolungamento del vostro corpo: senza di voi il cane non trova nulla; senza il cane, voi, non troverete nulla.
È l'istinto a guidare il cane, nel gioco-lavoro come nell'amore: «Sono trascinati da una passione cieca e senza ragione che li fa amare disperatamente un loro consimile e poi li lascia tramortiti, soddisfatti e ignari, felici di riprendere la loro vita quotidiana. I cani non soffrono per amore, nemmeno per quello materno. Il loro senso di perdita è riferito al padrone, all'essere umano, a cui sentono, per istinto, non per ragione, di appartenere.»
I cani vanno avanti, corrono, e permettono al norvegese Amundsen di raggiungere il polo sud prima degli inglesi – che ai cani avevano preferito i cavalli.
I cani vanno avanti, dentro una capsula alla conquista dello spazio. Come Laika.
Emma vuole raccontare questo smarrimento, questo slancio emozionale che l'uomo trasformerà in lancio emozionante. Basta saghe familiari firmate a quattro mani con il marito Saverio. «Emma si siede, sfiora la tastiera ferdda, e con un pericoloso e compiuto senso del reato, scrive.» E trova la vertigine dell'ignoto nei traumi di Eleonora e Adele, da sola, di notte, mentre il marito dorme: Emma è il suo romanzo, la storia della cagnetta Laika, un romanzo che sia solo suo, di Emma, gli aperitivi con Alba e gli appuntamenti col desiderio che di nome fa Andrea e di mestiere fa il giornalista; un desiderio limpido e solido come quel grumo sul seno – una palla, un occhio cieco sotto la pelle tesa e abbronzata; un desiderio talmente puro da far paura – i cani scappano verrebbe da pensare, Andrea scappa e dimentica e continua la sua vita (auto)dispensato dalla responsabilità (sociale?). I cani, come Saverio, vanno avanti: una bella giornalista gli regala un erede e il pubblico applaude il suo romanzo solista; l'editore è soddisfatto.
Ad Emma rimane Laika, un monolocale da annusare e una due tre quattro mancate risposte: Virgilio, Andrea, Editore, Alba.
I cani rispondono senza pensare.
I cani, senza pensare, vanno avanti.

 

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