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Autore: Marta Casarini Titolo: Nina Nihil giù per terra Edizioni: Voras, Alfonsine (RA) 2009 Pagine: 142
Intanto vorrei che Nina fosse una mia amica. E al di là di questo gergo tutto postmoderno che, sì, in effetti fa tanto Emilia ormai, bhè Nina è proprio irresistibile: la ciccia, l’inadeguatezza, la malinconica vitalità, la tagliente autorinoia, Nina Nihil giù per terra è un mondo fatto di cose di tutti e di cose tutte sue, è una specie di guazzabuglio di romanticherie e umorismo, è come guardare il mondo da un’altra prospettiva, qualcosa tipo il pavimento, e parlargli, al mondo. "Ed emanavi un'elettricità densa, una specie di ronzio che ti partiva dai talloni e si dipanava lungo le vene e le smagliature che immaginavo ti disegnassero la pelle, una musica continua che cercavi di reprimere per non esplodere, perché la tua epidermide già troppo impegnata a contenerti tutta non allargasse le sue crepe." E Marta Casarini racconta. Tutto un discorso lungo e pieno - affidato a Mela, sua confidente, ragazzina a cui Nina fa da babysitter un pomeriggio a settimana - è il filo conduttore dell’intero romanzo, logorroiche scorribande su e giù tra l’infanzia e l’adolescenza, tra gli amori, la famiglia, le inquitudini e i supermercati di una 25enne bolognese, un’inesuaribile fonte di iperboliche idee su di una realtà che non sempre fa ridere ma che Marta Carsarini ci restituisce da un’agolazione divertita anche quando fa male. E poi c’è Bologna, ovunque. Nella lingua che inventa, nelle immagini, nel modo strepitante e variopinto in cui Nina vive questa sua vita, nel suo armadio disordinato, negli amici, nelle contraddizioni di una città tritata e strapazzata dai suoi stessi miti. C’è letteratura e c'è buona musica. C’è una serie di cose terrorizzate e sincere, sensuali e caotiche, tutte da leggere, d’un fiato, di corsa. Giù per terra. |