|
Titolo: L'elenco universale delle cose tristi Autore: Italo Gilles Lasalle Editore: Cicorivolta, Villafranca Lunigiana (Ms), 2008 Pagine: 153
Siamo negli anni del Risorgimento e dei fermenti rivoluzionari, e una piccola locanda, la Pensione Marceau, sulle coste della Francia, è l’io narrante de L’elenco universale delle cose tristi. Bizzarri individui e curiose vicende prendono vita tra le mura della locanda. Fra tutti spicca il signor Ruppert che grazie alla corrispondenza che riceve da tutto il mondo sta tentando di stilare proprio un elenco universale delle cose tristi:
Come dice Arthur, il mondo fa bancarotta da tutte le parti. Per cui, alla luce dei recenti sviluppi, io credo che la lista, ai primi dieci posti, vada così ridisegnata: il ricordo distrutto la noia della domenica l’appagamento e il dolore la macchina per scrivere la Borsa settembre perché qualcosa sta per finire il suono dell’accordeon la macchina fotografica il seltz la bambola di stracci
Insieme al signor Ruppert c’è il vecchio signor Poutskin che da parte sua invece vorrebbe arrivare a completare l’elenco universale delle parole vuote. Le vicende dei due uomini si intrecceranno tra le stanze della pensione Marceau e filosofiche conversazioni, fino a sciogliere il segreto che avvolge il signor Ruppert e il suo elenco. E poi c’è Nadine, una giovane dai natali misteriosi, che con la sua bellezza incanta gli avventori della locanda che fanno a gara per conquistarla raccontandole, come la stessa ragazza chiede, storie anch’esse tristi. Ma a dispetto di questo e del titolo, il romanzo di Italo Gilles Lasalle è tutt’altro che triste, anzi, è una miscela di quel realismo magico tipico della letteratura sudamericana e di un gusto raffinato tutto mittleuropeo che lo rende avvincente e frizzante. Ed è l’Europa, infatti, il punto centrale del libro, anzi il suo popolo che nonostante i venti di cambiamento e le numerose invenzioni tecnologiche che lo inviterebbero ad essere finalmente protagonista del proprio tempo e del proprio destino, vive un periodo di dilagante scontentezza fino a quei fermenti rivoluzionari che lo vedranno impegnato e attivo intorno alla metà dell’ottocento: Lasalle racconta un periodo storico di grossi sconvolgimenti, ma soprattutto quella società che anche nei suoi ideali nobili e rivoluzionari continuerà a essere vittima di se stessa.
|