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Scritto da Satya Marino
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Domenica 20 Dicembre 2009 16:40 |
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L’autore gioca con un intreccio vorticoso, volutamente confusionario delle tre storie. Il suo linguaggio è buio, a tratti oscuro e difficile atto ad immergere il lettore nei colori di queste esistenze e della vita notturna. Originale la scelta di usare tre cromature diverse, un colore per ognuno dei personaggi, che riesce a dare ordine alla narrazione.
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Scritto da Barbara Gozzi
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Venerdì 11 Dicembre 2009 16:37 |
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La lingua di Dora Albanese si sta formando, così come l’affondo in storie e la capacità di narrare voci, snodi, gestendo personaggi e contesti. C’è immediatezza e freschezza nell’incedere. Una sorta di carnale registrazione che galleggia, affonda, riemerge, galleggia un po', pare perdersi poi di nuovo a prendere un ampio respiro prima di tornare negli abissi. Negli esordi si celano spesso aderenze da pelle ancora in crescita, non del tutto stabile tra ossa e muscoli.
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Alfabeto di strade (e altre vite) |
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Scritto da Barbara Gozzi
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Domenica 06 Dicembre 2009 16:34 |
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“Vivere di poesia” è per Masala esigenza di essere, entro maglie strette di una società (quella italiana in primis) che si nutre esclusivamente o quasi d’arte ufficiale, pratica, veloce, tra dinamiche commerciali e patinate. Ma fare poesia non è un gioco, non si scherza. Basta ascoltare una lettura, dalla voce dello stesso autore che cadenza ritmi, intensità. Alfabeto di strade (e altre vite) raccoglie una selezione di componimenti di Alberto Masala, nativo sardo, classe 1950, che attualmente abita a Bologna. In questo volume si raccolgono due libretti (Taliban e Nella casa del boia entrambi con introduzione di Jack Hirschman) e componimenti poetici divisi in quattro sezioni che scandiscono anche cronologicamente le opere scelte: Leggerezza, Ritmo, Il condominio e A tenore.
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L’esatta sequenza dei gesti |
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Scritto da Giovanni Currelli
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Venerdì 04 Dicembre 2009 16:31 |
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La struttura intrecciata delle varie vicende che andranno poi ad unirsi in un’unica principale era sicuramente una sfida non facile ma che è stata ampiamente vinta, ogni “episodio” infatti viene interrotto al momento giusto prima di ricominciare qualche capitolo più in là. Uno stratagemma ben utilizzato che “rischia” di far leggere il libro tutto d’un fiato e che regala ai lettori un romanzo già pronto per una trasposizione cinematografica senza bisogno di riscritture.
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Facciamo finta che sia per sempre |
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Scritto da Antonio Tirelli
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Venerdì 27 Novembre 2009 00:00 |
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Scrive in maniera delicata, Ilaria Giannini, come chi possiede l’intento sincero di non voler parlare da alcun pulpito. I personaggi che ci mette di fronte appaiono talvolta estremi nei loro atti e nelle loro affermazioni, e potrebbero sembrare maschere, caratteri piuttosto che persone verosimili. Potrebbe essere un’imprecisione nel romanzo, ma è altrettanto possibile che ci troviamo di fronte alla pura esigenza di distillare una massa gigantesca di argomenti e convogliarla tutta nei volti di Stefano, Nicole, Martina e Paolo, affinché attraverso i loro movimenti sia visibile qualcosa che resterebbe taciuto se l’autrice li avesse resi più “umani”.
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Scritto da Fabrizio Bolognesi
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Sabato 21 Novembre 2009 16:22 |
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Quattro io narranti rivisitano la vicenda sotto diversi punti di vista: Giordano, parrucchiere sognante, uomo d’altri tempi, che si innamora forse della persona sbagliata; Letvania, oggetto del suo desiderio, giovane Ucraina, arrivata in Italia per sposare il boss locale in seguito ad accordi malavitosi; la guardia del corpo del boss, curioso ibrido di spietatezza e filosofia spicciola; Fabio B, l’amico di Giordano, dispensatore di pillole di saggezza provincial-popolare.
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Scritto da Marialuisa Fascì Spurio
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Giovedì 19 Novembre 2009 00:00 |
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È prima di tutto la storia di una condizione sociale marginale e difficile, di una bambina orfana di padre che vive con la madre in una roulotte e che scopre, grazie anche ad una serie di incontri molto importanti, di avere uno strano e difficile dono: vedere la morte delle persone. Le basta toccare appena qualcuno e le immagini degli ultimi istanti della vita di questa persona le si materializzano davanti.
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Scritto da Carlo Palizzi
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Sabato 14 Novembre 2009 16:57 |
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Questo primo romanzo di Gabriele Dadati è un romanzo di movimento: il lettore è chiamato a rallentare il corso degli eventi perché solo all’apparenza tutto fila liscio lungo la distesa di una pianura: «Per voi il significato è solo questo, e la mia funzione è di essere voce. Nessuno ha amore più grande, ripete nell’aria un santo che è morto cinque secoli fa.»
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Scritto da Giuseppe Merico
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Giovedì 12 Novembre 2009 16:54 |
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Viaggio che è narrativa che viene allo scoperto, senza omissioni, senza imbarazzo; che si fa domanda insistente e si risponde con ciò che l’essere umano può esperire nella sua breve vita. Da qui dunque nascono le ultime narrazioni di Vasile, da qui la ricerca della fede e la riflessione filosofica nelle parole del sofista Protagora, citato due volte.
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Scritto da Erwin de Greef
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Mercoledì 04 Novembre 2009 16:48 |
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Le otto storie qui raccolte, a cura di Danilo Manera, sono la narrazione colta, sincera, appassionata e sofferta di una generazione che si racconta come storia di un’emancipazione senza fine.
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Scritto da Grigi Bolero
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Martedì 27 Ottobre 2009 17:43 |
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Fuga e salvezza sono componenti caratterizzanti della narrazione: il trio protagonista del romanzo di Mario Rossi muove in direzione ignota, e il mezzo d’evasione – alcol o trip – amplifica la necessità del fuori che, se per Dante assume i contorni del disprezzo, per Sandra/Giulia diviene ricerca di sé, ritrovo. Quanto ad Andrea, fuga e salvezza sono fatti di carne da piegare e possedere: «Voglio vivere come dico io. E andassero affanculo mio padre, la fabbrica, la cassa integrazione. Se crolla tutto me ne vado in Germania o in Svizzera, che ci vuole. Io stasera voglio solo spassarmela.»
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Tecniche di basso livello |
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Scritto da Antonio Tirelli
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Giovedì 22 Ottobre 2009 17:41 |
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Quasi come una raccolta di aforismi, il testo riassume nevrosi, ansie e distorsioni del vivere attuale, utilizzando un linguaggio ricco e appuntito, oltre che comprensibile. Non è un romanzo e non è un racconto: eppure sono presenti dei protagonisti, le cui esistenze non ci è concesso di vedere in un dispiegarsi lineare di avvenimenti.
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Scritto da Erwin de Greef
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Venerdì 16 Ottobre 2009 17:31 |
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Giocato tra attualità e memoria, finzione e cronaca, l’ultima fatica narrativa di Patrick Fogli, Vite spericolate, prende le mosse dal funerale di Laura, la madre della protagonista, Caterina, appena morta di mesotelioma, una malattia incurabile causata dall’amianto. In seguito ad una serie di eventi che si inanellano in una perfetta narrazione noir, la protagonista si lascia coinvolgere, non senza una certa resistenza, nell’indagine che vuole smascherare le negligenze criminali dei proprietari della “Fabbrica”, dove per l’appunto si lavorava l’amianto.
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Scritto da Antonio Tirelli
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Mercoledì 07 Ottobre 2009 17:26 |
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Centamore è un autore che possiede colpi in canna; ha idee da tenere in considerazione e propone una raccolta di racconti godibili, talvolta leggeri talvolta più impegnativi, scritti con linguaggio scorrevole e non privi di humour. Dimostra di conoscere i maestri del genere e si serve intelligentemente del patrimonio da loro messo a disposizione.
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Qualcuno ha morso il cane. Racconti di doppia vita |
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Scritto da Giuseppe Merico
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Domenica 27 Settembre 2009 17:22 |
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L’antologia scorre eterogena attraversando stili narrativi molto diversi tra loro, si va dalla prosa pura alla narrativa in forma di poesia fino al piccolo gioiellino che è l’intermezzo disegnato da Gianluigi Mattia e narrato da Antonio Veneziani, Quaderno segreto.
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Scritto da Decimo Cirenaica
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Mercoledì 09 Settembre 2009 00:00 |
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L’identità è sicuramente uno dei temi più dibattuti all’interno del panorama culturale europeo e non solo; non lo era mai stato, non si era mai avvertita l’esigenza di confinare concettualmente un sentire individuale e collettivo. Perché quindi questa esigenza? Ciò che a noi interessa – non è la sede questa per una ricognizione sul tema dell’identità – è l’esigenza dell’autore di battere questo sentiero ed eseguire una radiografia del suo stare al mondo.
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Scritto da Marialuisa Fascì Spurio
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Martedì 02 Giugno 2009 12:04 |
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Impazienti e immobili, i personaggi della Danco, che nei suoi monologhi trova la teatralità dello sbrego e del sospeso, sono senza condanna e senza consolazione, fatti solo di una lingua spontanea e graffiante.
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Michelangelo. La grande ombra |
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Scritto da Antonio Tirelli
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Domenica 31 Maggio 2009 12:00 |
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Il viaggio che Tuena chiede ai suoi lettori di intraprendere parte da una sola domanda: perché Michelangelo, dopo aver abbandonato Firenze nel 1534, non vi ha più fatto ritorno? Posto l’interrogativo, ci si immerge in un flusso narrativo dinamico e non banale all’interno del quale, con un atto di umiltà letteraria, l’autore lascia che chi legge sia preso per mano dai protagonisti del libro.
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Scritto da Marialuisa Fascì Spurio
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Venerdì 15 Maggio 2009 11:58 |
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Volk è fatto di materia organica, è un fiume vischioso difficile da guadare, di quella resina malinconica e mitteleuropea, senza un’estetica codificata, né manierismo post-moderno già confezionato: qui il garbuglio è di pancia, emotivo, ruvido.
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Scritto da Giovanni Curreli
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Sabato 02 Maggio 2009 11:51 |
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Gli interessi che inducono le forze dell’ordine ad utilizzare Nazzari per pedinamenti e perquisizioni non canoniche, sono spesso oscuri e talvolta sfociano nell’illecito; sono interessi mossi da mani politiche e da affari economici fatti alle spalle degli ignari cittadini e portati avanti da dei gran figli di buona donna come Tore Moi, una figura negativa che sa tanto di agente dei servizi segreti deviati.
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Per il resto chiedete a Pennac |
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Scritto da Francesca Baroni
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Lunedì 20 Aprile 2009 10:28 |
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Il romanzo, tutt’altro che superficiale e mordacemente critic, si snoda frontalmente, come i personaggi che lo animano, attraverso capitoli brevi e ritmati, secondo un modo di scrittura più anglo americana – l’autore si ispira apertamente ai maestri Buckowski, Bellow, Stevenson – che nostrano, alternati da brevi discorsi diretti.
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Scritto da Milvia Comastri
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Venerdì 10 Aprile 2009 10:24 |
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È, il suo, uno stile di scrittura che può nascere solo da essere stato lui stesso, a mano a mano che proseguiva nella stesura del romanzo, Scott, e Evans, e Gran, e Bowers, e tutti gli uomini della spedizione. Ed è così che anche il lettore diventa parte attiva di quella terribile avventura. Leggendolo, ho provato un’empatia così grande con quegli uomini di cui Tuena narra la storia come forse non mi era mai capitato.
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La terra vista dalla luna |
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Scritto da Gianluca Liguori
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Domenica 05 Aprile 2009 10:22 |
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La storia che Morici racconta è quella del giovane Simon, un ragazzo con evidenti disturbi psichiatrici che ha sempre vissuto chiuso nella sua cameretta, o a volte nel bagno quando costretto a scappare dal padre. Simon, il nostro viaggiatore improbabile, un altoatesino psicotico, maniacale, con scarse relazioni sociali, che aveva immaginato un’amicizia particolare con Antonella, questa ragazza conosciuta in una clinica psichiatrica e che gli si era dimostrata amica.
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Scritto da Teo Lorini
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Martedì 10 Marzo 2009 10:17 |
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I frutti dimenticati si snoda tra i ricordi dell’infanzia paesana e le riflessioni sugli sbagli propri e altrui. Non è importante sapere la percentuale d’autobiografia delle vicende narrate: il romanzo ribolle d’una materia incandescente ma ancora troppo poco metabolizzata per non rischiare qualche slittamento nell’autoreferenzialità.
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Scritto da Giulia Pazzola
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Lunedì 23 Febbraio 2009 11:24 |
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Attraverso i protagonisti l’autore dà voce alla propria rivoluzione, delineando moniti di rimprovero nei momenti di cedimento, mettendo in scena operazioni di gruppo quali “Revolve” (un’azione di sabotaggio dei manifesti pubblicitari, volto a trasformare uno strumento di massificazione in un mezzo di espressione), descrivendo le partecipazioni del collettivo di fotografi a manifestazioni a sfondo politico.
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Scritto da Giovanni Curreli
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Giovedì 05 Febbraio 2009 11:18 |
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“Aiutami” è un romanzo che impone di schierarsi, una posizione netta e coerente che lascia poco spazio a compromessi, tentennamenti o rimpianti. Nessun compromesso per gli attivisti animalisti protagonisti di questa storia che non accettano una posizione intermedia tra uomo e animale, per loro non esiste nessuna “predestinazione” del genere umano e quindi è inevitabile la parità di diritti tra uomini e qualsiasi tipo di animale, nessun tentennamento nel portare avanti la loro azione, brutale, decisa e sensazionale, nessun rimpianto una volta portata a termine l’operazione, qualunque siano le conseguenze.
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Scritto da Fabrizio Bolognesi
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Domenica 25 Gennaio 2009 11:12 |
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La grande capacità letteraria di Mascheri sta nell’aver eroso pian piano ciascuno di questi apparenti punti fermi dell’esistenza auspicata da ognuno trasformando, o quanto meno dispiegando nelle sua essenza,la realtà di un uomo che parte da capitano e strada facendo diventa un quasi anonimo gregario, per poi in prossimità (o meglio, poco dopo) dell’arrivo tentare un colpo di coda, forse risolutore o quanto meno riparatore.
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La conquista dello spazio e altri racconti |
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Scritto da Simone Olla
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Giovedì 15 Gennaio 2009 11:03 |
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I palazzoni e la sua gente muovono alla conquista dello spazio: la provincia della provincia anni ottanta si svela nella contrapposizione fra speranza di autosufficienza e promessa televisiva di essere parte di un tutto. Londra e Vienna come punti di partenza e di arrivo immaginari, luoghi da osservare con distacco e da cui osservarsi con disincanto, metro per misurare la dimensione umana dell’esistenza.
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