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Scritto da Grigi Bolero
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Martedì 16 Dicembre 2008 00:00 |
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C’è un prima e un dopo anche nella sfera-tempo, nella ciclicità delle storie che si fanno vita, e il presente lo si ritrova nuovamente nel compiersi dell’atto. In questo tempo – lineare o sferico che sia, comandato dal giorno e dalla notte e stuprato dagli orologi a muro – esistono fratture e sospensioni, a volte nel fisico, vere e proprie cicatrici su cui passarci la mano per sentirne la durezza, ricordo, contatto che si fa promessa del ritorno, periferia di nessun centro che piega il dolore senza vincerlo
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