|
Scritto da Marco Mazzucchelli
|
|
Lunedì 10 Giugno 2013 00:00 |
|
Faccio una premessa dovuta. Non sono un appassionato di poesia. Posso quasi dire di non apprezzarla, eccetto rare eccezioni. Non ne conosco le regole (probabilmente è anche per questo che non l'apprezzo, unitamente al fatto che non digerisco i virtuosismi in generale). Non sono in grado di esaltarmi per delle sfaccettature metriche o per la scelta che sta dietro all'utilizzo di una certa parola piuttosto che un'altra. Ma, allo stesso tempo, la poesia che riesce a colpirmi è quella più diretta, più sentita, che percepisco navigare a vista, sbandare tra l'assenza di rime, assonanze, consonanze o allitterazioni.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Mimmo in Palestra
|
|
Lunedì 03 Giugno 2013 00:00 |
|
Prendiamo le seguenti parole:
amore | vita | rabbia | padre | bambino | morte | felicità | dolore | mare | odio | sofferenza | sogni | madre | cielo
Scegliamone qualcuna e proviamo quindi a unirle, magari usandone anche delle altre, per ottenere una buona poesia. Scritta? Ecco, ora leggiamola a mente. Mi raccomando, non ad alta voce perché qualcuno lì attorno potrebbe sentire che quella poesia fa effettivamente schifo. I temi lì sopra, rappresentati da quelle parole, porterebbero la maggior parte di noi a scrivere delle banalità, che probabilmente si concluderebbero con un gabbiano o un tramonto.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Marta Casarini
|
|
Lunedì 27 Maggio 2013 00:00 |
|

Maddalenina, matta del paese senza i privilegi affettivi che di solito la provincia riserva ai suoi personaggi più bizzarri, puzza di escrementi e indugia negli stessi per cercarvi tesori. Parla con l'uccellino del cucù, si cucina lenticchie e cuce centrini.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Amianto. Una storia operaia |
|
|
|
|
Scritto da Lorena Torresan
|
|
Lunedì 06 Maggio 2013 00:00 |
|
Da bambina, tra la fine degli anni ottanta e i primi anni novanta, dell'amianto sapevo poco e niente. Non ne conoscevo il colore o la consistenza, né sapevo dove trovarlo: se me lo avessero mostrato, non avrei saputo riconoscerlo. Sapevo soltanto che è un isolante (o meglio, che protegge dal fuoco, perché non credo mi fosse chiaro il concetto di materiale isolante) e che fa paura. Sapevo che è pericoloso, ma non me ne era chiaro il perché: per diversi anni ho creduto che emanasse qualcosa di tossico e invisibile, come fosse un parente degli isotopi radioattivi.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Senza un briciolo di emozione |
|
|
|
|
Scritto da Mimmo in Palestra
|
|
Lunedì 25 Marzo 2013 00:00 |
|
Come Matteo B. Bianchi scrive nella prefazione, nonostante i racconti trattino di delitti, malattie terminali, patricidi e tentati suicidi, la pesantezza di questi temi è solo sfiorata da D’Antona che pare giocare con lucida indifferenza sulle sorti dei suoi personaggi.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Mimmo in Palestra
|
|
Lunedì 11 Marzo 2013 00:00 |
|
"L'onnipotente” è un romanzo sul potere e sulla sete di potere: un giovane prete, figlio di un alto dirigente di partito, decide di tentare la scalata ecclesiastica per arrivare al posto di capo supremo: papa. Il protagonista del romanzo, Santo, dopo un breve periodo da seminarista infarcito di droghe, e, successivamente, grazie a una spietata e nefanda evangelizzazione indirizzata perlopiù verso le basse fasce sociali di giovani sbandati, riesce a crearsi una robusta rete di potere basata sull’intimidazione, sul ricatto e sull’uso strategico dei proventi da prostituzione, spaccio di stupefacenti e commercio d’armi.
|
|
Leggi tutto...
|
|
La città degli uomini d'oggi |
|
|
|
|
Scritto da Marco Mazzucchelli
|
|
Lunedì 04 Marzo 2013 00:00 |
|
Edoardo Persico (1900-1936) è stato un personaggio “enigmatico e sfuggente” (per citare Giuseppe Lupo dalla prefazione) attivo intellettualmente degli anni venti e trenta del secolo scorso. “Scrittore, grafico, collezionista d’arte ed esperto di architettura”, a soli ventidue anni scrive questo libro, una delle massime espressioni del pensiero libero, manifestando così tutta la sua precocità.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Mimmo in Palestra
|
|
Lunedì 25 Febbraio 2013 00:00 |
|

Carlo Sperduti fin dall’inizio ci tiene a precisare che “Caterina va in città” non è un romanzo. Noi siamo d’accordo e in questa, che non è una recensione, scriveremo a proposito del romanzo scritto da Carlo Sperduti “Caterina fu gettata”. Si direbbe una storia di coppia. Una storia d’amore comprendente gatti, pentole, ippopotami, plexiglas facciale, e poi le B di bar, birra e buccia di banana. Una storia tra un lui e una lei in armonia a condividere, insieme a un fondamentale gatto, un piccolo appartamento, talmente piccolo che Tommaso, sotto velato ordine di Caterina, decide di sistemare e creare spazio, gettando, come si può intuire, la suddetta Caterina nel cassonetto della spazzatura.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Marco Mazzucchelli
|
|
Lunedì 17 Settembre 2012 00:00 |
|
Con Viaggio nella notte Massimiliano Santarossa (che Gian Paolo Serino nella quarta di copertina descrive come “uno degli scrittori italiani di maggior talento”) ci narra l’ultimo giorno di vita di un giovane lavoratore delle periferie industriali del nord est italiano. È lo stesso ragazzo che in prima persona ci elenca le varie fasi di questa giornata, che comincia abitualmente con la sveglia per andare a lavorare in fabbrica e termina con un girovagare serale senza meta, per quelle terre abbandonate, distrutte e disperate che si sofferma a descriverci con tormentata dedizione.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Dario Falconi
|
|
Martedì 17 Luglio 2012 00:00 |
|
Sarò sincero: quando ho preso tra le mani il libro L’eternità stanca (Contromano Laterza, 2012) di Errico Buonanno, da lettore presuntuosamente convinto delle proprie capacità intuitive, una smorfia di impercettibile disappunto ha rigato il mio volto facendomi assumere la ridicola compostezza del sommelier stizzito dopo una degustazione deludente.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Mauro Maraschi
|
|
Lunedì 09 Luglio 2012 00:00 |
|
Eugenio Bollini è, stando ai fatti, un mediocre. Per definire la sua specifica condizione, ha postulato la “Sindrome del Q.I. 130”, un complesso che affliggerebbe chi è sufficientemente intelligente da comprendere i mali del mondo (e i propri) ma non abbastanza da porvi rimedio. Se già a scuola era uno di quelli che “bravo ma non si impegna”, in età adulta le cose non sono andate meglio: è stato lasciato dalla moglie Carolina, bella quanto “spregiudicata”, per il rozzo imprenditore Pascucci e, come ciclista, è ingabbiato nel ruolo di gregario, “uno che si muove nell’ombra e che si uccide di fatica, anche se sa che non vincerà mai”. È una promessa estorta dal padre Giorgio, durante una sbronza, a condannarlo al riscatto: dovrà arrivare in fondo al Tour de France, “non vincere, ma solo arrivare in fondo”. La morte di Giorgio, le affettuose pressioni della sorella e un intrallazzo del cognato, poi, non gli lasceranno scampo: Bollini dovrà abbandonare le tiepide acque della mediocrità.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Marco Mazzucchelli
|
|
Martedì 24 Aprile 2012 00:00 |
|
Cedimenti è un romanzo noir, con venature eco(fanta)scientifiche, scritto a quattro mani da due amiche sotto lo pseudonimo di Francesca Vesco. Qui viene narrata la storia di Martina, una 28enne milanese che eredita la villa di un lontano nonno siciliano, la cui vista sul mare è deturpata da uno dei tanti ecomostri che brutalizzano il territorio del nostro paese. Martina arriva in Sicilia per i funerali e scopre che il nonno si stava battendo per l’abbattimento dell’ecomostro e così, dopo un primo tentennamento, inizia una battaglia personale contro l’abusivismo edilizio locale. In questa impresa Martina è affiancata da Paolo, il bell’ingegnere con cui inizierà una storia d’amore, Giuliano, l’ecologista originario del luogo e, suo malgrado, Barbara, la ricercatrice genetica ed ex collega di Paolo.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da simone olla
|
|
Martedì 17 Aprile 2012 00:00 |
|

Lo specifico del mito, afferma Michel Maffesoli, è saper cogliere la vita nella sua totalità: esso è parte dell’inconscio collettivo. Il mito è origine, è verità detta dai poeti (Gusdorf); il mito non è sorto dal popolo, ma al contrario ha creato per primo il popolo (Walter F. Otto). «Un mito creato dall’uomo, o perfino un mito autentico di cui l’uomo si impadronisca per fini strumentali, cioè per fini, in ultima analisi, utilitaristici, non può mai agire veramente, poiché non manifesta più la volontà stessa dell’Essere, ma si limita a tradurre la volontà soggettiva di chi ne fa uso.» (Alain de Benoist) Se il mito – narrazione oggettiva – si realizza in assenza di tempo, l’icona – nonostante la medesima capacità del mito di creare isterie collettive o adesioni tribali – è uno specchio del quotidiano: è qui; è ora.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Marco Mazzucchelli
|
|
Martedì 10 Aprile 2012 00:00 |
|
Questa storia parte da una provincia del centro Italia, immersa nella natura, nei campi e nelle sere senza fine, tra maneggi di cavalli, tramonti e testimoni di Geova. Tutto ha inizio dalle famiglie di questi tre adolescenti - famiglie che cadono a pezzi – e dalle loro camerette, tutte farcite di poster e computer, con in sottofondo una colonna sonora fatta di bip delle chat dei social network e di canzoni e schiamazzi da reality show.
|
|
Leggi tutto...
|
|
La stanza delle poche righe |
|
|
|
|
Scritto da Patrizia Sergio
|
|
Martedì 03 Aprile 2012 00:00 |
|
La necessità e la vera urgenza si manifestano nel tentativo di recuperare la virtù dell’ascolto, del non lasciarsi sopraffare dal vuoto dell’ovvietà. Lo sguardo del poeta si risolve in brevi tocchi, nel momento in cui nell’impossibilità del dialogo, anche le parole rischiano di precipitare nel nulla. Così i sensi divengono l’unico ausilio sincero, inequivocabile, per afferrare ciò che è destinato a mutare.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Alessandra Pigliaru
|
|
Martedì 20 Marzo 2012 00:00 |
|
Il nuovo libro di Alberto Masala, volumetto bello e prezioso, è costruito intorno a quattro colloqui che si dipanano lungo vent’anni di attività artistica poetica ma soprattutto etica e politica dello scrittore. Non si tratta di semplici conversazioni, piuttosto ciò che preme segnalare è il carattere di autobiografia intellettuale che ne viene fuori, ponendo l’accento su diversi urgenti e cruciali temi della contemporaneità che Alberto attraversa con la sua personale vicenda intellettuale. Non a caso, secondo me, viene scelta la forma del colloquio per discutere sull’arte e sulla poesia, credo vi sia un intento di reciprocità e di restituzione profonda nei confronti dell’altro, per mettere a tacere l’Ego e occuparsi invece di quella trasmissione della memoria che resta materia vivida e pulsante e che va coltivata e declinata nelle forme dell’agire.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Patrizia Sergio
|
|
Martedì 13 Marzo 2012 00:00 |
|
Un’occasione mancata, premesse interessanti ma che nel corso della lettura del romanzo sono senza dubbio deluse. Lo sviluppo narrativo risulta lento, ripetitivo ed estremamente noioso, i dialoghi spesso non aggiungono nulla e mostrano una debolezza d’inventiva da parte del narratore. Inoltre le descrizioni sono un déjà vu del genere di fantascienza e pagina dopo pagina appaiono pressoché identiche.
|
|
Leggi tutto...
|
|
A loro il tentativo di chiudermi ametà |
|
|
|
|
Scritto da Alessandra Pigliaru
|
|
Mercoledì 07 Marzo 2012 00:00 |
|
Forse è vero che bisogna uccidere chi più si ama per poter restare soli. Gli altri, quelli che non ami abbastanza, sono talmente lontani che potresti evitare di ucciderli. Penso questo, sdraiato sul letto con il sole che lentamente si leva. La solitudine che ricorre diverse volte nel romanzo è la descrizione puntale di vicinanze e lontananze. Mentre le distanze si stabiliscono tacitamente infatti, sono le vicinanze che vanno nominate ed è esattamente quella nominazione ad affaticare. Si fa fatica nell'affidarsi.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Fabrizio Gabrielli
|
|
Lunedì 05 Marzo 2012 00:00 |
|
Si chiama triscaidecafobia, parolavaligia contorta, a disfarla vi si trova la fobia e va bene, ma poi c'è triscaideca, lemma già più oscuro; tris è tre, deca è dieci, tre più dieci fa tredici, bravo, tu che leggi, se c'eri già arrivato, sette più: la triscaidecafobia è quel timore immotivato che t'assale davanti al numero tredici. Faresti meglio a non fartelo salire, ecco, quel timore, se t'appresti a spalancare le porte de Le Tredici Cose di Alessandro Turati, la nuova Iena di Neo Edizioni, fresca fresca d'uscita, fuori oggi: pènsa, stai leggendo la prima recènzia in assoluto.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Mirador. Irène Némirovsky, mia madre |
|
|
|
|
Scritto da Alessandra Pigliaru
|
|
Martedì 21 Febbraio 2012 00:00 |
|
Le Mirador. Mémoires rêvés fu pubblicato per la prima volta nel 1992 da Presses de la Renaissance. Da subito venne considerato con una certa attenzione dalla critica perché la biografia di Irène Némirovsky rappresenta un testo di grande valore sia letterario che simbolico. Diciannove anni dopo la sua comparsa in Francia, Mirador, curato con dedizione da Cinzia Bigliosi, viene pubblicato per Fazi, tradotto da Maurizio Ferrara e Gennaro Lauro e corredato da una prefazione e intervista di René Ceccatty.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Marco Mazzucchelli
|
|
Martedì 14 Febbraio 2012 00:00 |
|
L’Italia dei poveri di Giovanni Russo è una raccolta di articoli, inchieste, interviste e istantanee, pubblicata nel 1958 da Longanesi, nel 1982 da Marsilio e nel 2011 da Hacca, con una prefazione di Giuseppe Lupo, necessaria per comprendere sia il libro, che la decisione di ripubblicarlo.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Mauro Maraschi
|
|
Martedì 07 Febbraio 2012 00:00 |
|
Alzi la mano chi non ha mai avuto bisogno di un Piano B. Dall’Arca di Noè in poi, la Storia ne è piena. E nel suo piccolo ognuno di noi ha dovuto escogitare un Piano B per superare frustrazioni, amori finiti, licenziamenti e lutti. Ci sono Piani B grandiosi, che prevedono una riorganizzazione dei paradigmi interpretativi della realtà, una risemantizzazione dei cliché giornalistici o addirittura una trasvalutazione di tutti i valori. Ma a volte, più umilmente, è sufficiente la presa di coscienza che se la nostra attuale condizione lavorativo/sentimentale/sociale ci fa schifo, bene, siamo ancora in tempo per cambiarla. Perché faber est suae quisque fortunae.
|
|
Leggi tutto...
|
|
A un sogno dal mare e nell’oblio dei monti- Dialoghi con Anna Maria Ortese |
|
|
|
|
Scritto da Marina Bisogno
|
|
Lunedì 23 Gennaio 2012 00:00 |
|
Il libro è una ricostruzione fedele degli ultimi anni di vita della scrittrice, contrassegnata da rassegnazione e, allo stesso tempo, dal desiderio di ricominciare a scrivere. Viveva a Rapallo, costretta in casa con la sorella psicotica. Il merito di Salvi è aver omaggiato una donna schiva e una narratrice sublime, capace di ascoltare la vita, raccontarla, conoscendone le luci e le ombre.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Attorno a questo mio corpo |
|
|
|
|
Scritto da Lorenzo Mari
|
|
Lunedì 16 Gennaio 2012 00:00 |
|
I corpi degli scrittori, ritratti e autoritratti: verrebbe da dire ‘immaginifica’, e non scientifica, né tanto meno, anatomica, l’idea di questo libro, che vede rispecchiata questa sua caratteristica anche nella bella copertina – che ha il pregio, sia detto, e sia ripetuto, di continuare l’ottima tradizione grafica della piccola casa editrice maceratese Hacca…
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Marco Mazzucchelli
|
|
Martedì 10 Gennaio 2012 00:00 |
|
Questa raccolta di racconti, a firma di Luigi Davì, apparve per la prima volta nel 1957 per Einaudi, nella collana dei “Gettoni” diretta da Elio Vittorini. Nel 2011 Hacca Edizioni la ripropone con una prefazione di Sergio Pent e una postfazione di Giuseppe Lupo, che aiutano a contestualizzare l’importanza di questi racconti negli anni ‘50 e che ci suggeriscono perché valga la pena riscoprirli oggi.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Lorenzo Mari
|
|
Lunedì 02 Gennaio 2012 00:00 |
|
È difficile tornare sui passi dei maestri della letteratura del passato – degli autori cosiddetti ‘canonici’ – senza fare uso di retorica, evitando di cadere nei tranelli di una critica ipertrofica, oppure uscendo dalla spirale dell’amore e dell’odio soltanto viscerali… Tutt’al più, forse, i grandi scrittori possono essere pedinati, immergendo il proprio corpo e la propria scrittura in un fatto fisico non di derivazione, di approssimazione cauta, eppure costante – anzi, pedinarli sembra essere un buon compromesso, ed è quanto ha deciso di fare Renzo Paris con “La banda Apollinaire” (Hacca, 2011).
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Marco Mazzucchelli
|
|
Martedì 27 Dicembre 2011 00:00 |
|
Un po’ più lontano di Massimo Cassani narra del vissuto solitario e frustrato di un traduttore di testi tecnici di edilizia, che di secondo mestiere (segretamente) fa il pedinatore e il postino per il SISMI. Un uomo che rimarrà senza nome fino alla fine del libro, un introverso amante delle solitudine, che in queste pagine confessa la sua storia, in prima persona e senza vergogna.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Marco Mazzucchelli
|
|
Lunedì 19 Dicembre 2011 00:00 |
|
Diviso in Purgatorio, Inferno e Paradiso, nella prima parte del libro troviamo Gabriele, un regista impegnato a girare un film ispirato al cannibale di Rotenburg e che cerca di creare un prodotto vendibile senza pregiudicarne lo spessore artistico; nella vita privata invece, vive l’amore e la vita insieme alla moglie con apparente normalità. Il Purgatorio risulta essere una lunga e immobile introduzione all’evolversi della trama, dove tutto viene suggerito e niente sembra dover accadere.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Mauro Maraschi
|
|
Lunedì 12 Dicembre 2011 00:00 |
|
Al secondo romanzo dopo Tasca di pietra (Zandegù, 2007) Matteo De Simone si conferma un narratore puro, di quelli che asserviscono la cifra stilistica al meccanismo diegetico. Con un lessico misurato e un ritmo sostenuto, Denti guasti (Hacca, 2011) racconta ben tre discese all’inferno: da una parte quella di Roman e Silviu, clandestini moldavi di 19 e 15 anni costretti a prostituirsi dal bulgaro Ivan; dall’altra quella della diciottenne Giulia (che con Roman ha un’improbabile relazione), orfana di padre, figlia dell’alcolizzata Silvana e aspirante cantante.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Marina Bisogno
|
|
Lunedì 05 Dicembre 2011 00:00 |
|
Dammi un bacio di Mauro Gasparini (Le Bolleblu edizioni) è una raccolta di vita, di esperienze diverse, spesso lontane dall’immaginario comune. L’amore è solo uno degli aspetti della narrazione, fa da specchio ai personaggi e li guida alla scoperta di sé. Bambini, uomini, donne, persino anziani: non esiste una maniera univoca per declinare l’amore, che vive anche di gelosie, idealizzazioni e fraintendimenti.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Tecniche di basso livello |
|
|
|
|
Scritto da Marco Mazzucchelli
|
|
Lunedì 28 Novembre 2011 00:00 |
|
Tecniche di basso livello è un libro composto da micro capitoli numerati, paragrafi disordinati, azioni statiche, che compongono incompiutamente un’immagine superiore, uno scenario globale cui il lettore accede progressivamente. Come gocce pregne di colori e informazioni, i paragrafi cadono su una tela bianca globale e piano piano la colorano definendola.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Mauro Maraschi
|
|
Lunedì 07 Novembre 2011 00:00 |
|
A un mese dalla rottura con la fidanzata (beccata in flagrante con un venditore di aspirapolveri) e a un giorno dai trent’anni, Marcello Zanzini viene licenziato dalla BigBiz, il cui amministratore delegato Luis Castor (all’anagrafe Luigino Castorino) ostenta un’urticante itanglish. Svanita l’illusione di una carriera miliardaria, Zan (come lo chiamano gli amici) si ritrova a svendere su eBay le icone di un status sociale appena conquistato e già sfumato. Non gli rimane che iniziare a fumare e abbandonarsi alle attenzioni erotiche di Federica, di lui segretamente innamorata. È guadando una fontana in cerca di refrigerio, spinto da un luglio incandescente, che Zan attira l’attenzione di un barbone.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Buenos Aires troppo tardi |
|
|
|
|
Scritto da Simone Belfiori
|
|
Lunedì 31 Ottobre 2011 00:00 |
|
Che non ci fosse solo l'Argentina del tango e di tutto ciò che di esotico ci ammalia mediaticamente da decenni lo sapevo già, per fortuna. Però c'è anche quella, come mi ha ricordato Paolo Maccioni durante la presentazione del suo “Buenos Aires troppo tardi”. Perché esiste sicuramente una bella Argentina, la cui capitale ne è paradigma, fatta di musica e passione, non solo quella della carne e non solo per modo di dire. La passione nei luoghi e nella storia, nelle sue vie e nelle sue mura.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Mauro Maraschi
|
|
Lunedì 24 Ottobre 2011 00:00 |
|
Ci sono diversi modi di discendere agli inferi. Enzo, il protagonista di Keep yourself alive (Lupo, 2009), lo fa senza autocommiserazione, adottando un punto di vista quasi neutrale, postumo, che trasforma il piano personale in parabola universale. Enzo non è eroe né anti-eroe, ma solo uno dei tanti predestinati alla maledizione, con l’attenuante che non fa di questa coscienza un vezzo.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Storie di extracomunitaria follia |
|
|
|
|
Scritto da Mauro Maraschi
|
|
Mercoledì 05 Ottobre 2011 00:00 |
|
L’autri ce dispone di un lessico vasto, usato con disinvoltura ma mai ostentato. La sua ossessione per le parole è dichiarata fin dal primo racconto, Sperequazione, nel quale Arnav, settenne di Delhi, rifiuta l’inglese, impostogli come alternativa all’hindi, e si ostina ad esplorare l’italiano, convinto che sia l’unica “lingua sincera”.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Mauro Maraschi
|
|
Martedì 27 Settembre 2011 00:00 |
|
Il leitmotiv di Piccolo testamento è l’elaborazione di un lutto, un tema difficile da trattare senza tendere al patetismo. Piccolo testamento è “la storia di un’amicizia più grande della morte”. Il lutto, però, lascia presto spazio a qualcosa di più annichilente, la coscienza della vacuità del tutto, inaccettabile per l’ateo dell’ultimo secolo. Ad esso si somma il disagio, a tratti snobistico, dell’uomo di pensiero.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Le acrobazie mentali di Ivan Mostarda |
|
|
|
|
Scritto da Beatrice Pesente
|
|
Martedì 20 Settembre 2011 00:00 |
|
Ferrara è la città natale dell'autore, e in effetti in questa storia c'è molto spirito emiliano. Come ci sono anche influenze altrettanto forti di luoghi e Paesi dove sicuramente Lorenzo Mazzoni è stato, ha vissuto, dove ha immagazzinato immagini, profumi e colori, che ha poi riversato in questo volume. La storia, in breve, è quella di Ivan Mostarda, che va a Parigi con uno strumento musicale da lui inventato (il Pentolofono), alla ricerca di un misterioso suonatore di cucchiai di cui ha sentito parlare e col quale vorrebbe fare un duetto. Lì si innamora della bella Josephine, con cui vorrà passare il resto della propria vita.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Sono un ragazzo fortunato |
|
|
|
|
Scritto da Beatrice Pesente
|
|
Lunedì 08 Agosto 2011 00:00 |
|
Ho appena finito di leggere questo libricino giallo e nero dalla copertina ruvida. Ho subito combattuto contro la curiosità di andare in rete a cercare informazioni sull'autore, o stralci di altre cose che ha scritto, per evitare di farmi condizionare e per arrivare alla lettura, diciamo, “candidamente”. Ne sono stata attratta innanzitutto perché è una raccolta di racconti e, come dice sempre una persona a me molto cara, i racconti in Italia non sono merce spendibile al pari dei romanzi e non diventano best seller. Sono i figli piccoli che spesso usano i vestiti smessi dei grandi, e per questo mi fanno simpatia.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Marina Bisogno
|
|
Lunedì 25 Luglio 2011 00:00 |
|
Ci sono libri che si ricordano per la musicalità delle parole, per le impressioni di luce e di colori; altri invece per la storia particolare, unica, ed altri ancora per la caratterizzazione dei personaggi, così ben delineati, che alla fine vorresti parlarci. “Quello che veramente ami” di Riccardo Arena (Flaccovio editore) si rammenta per tutti questi motivi.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Les nouveaux anarchistes. Atti intollerabili di disperazione a Bologna |
|
|
|
|
Scritto da Carlo Palizzi
|
|
Lunedì 11 Luglio 2011 00:00 |
|
Andranno in carcere, Gian e Renzo, per aver amato la stessa donna, l'anarco-insurrezionalista Rita Zamboni; in carcere, caro Gian, dove la pittura è finalmente evasione decorativa e tu, chissà, potrai sentirti quasi un pittore; in carcere, caro Renzo, dove la tua ricerca sul fanciullino di Pascoli smetterà per sempre di essere la tua vita.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Lorenzo Mari
|
|
Lunedì 27 Giugno 2011 00:00 |
|
Risolvere positivamente la crisi, senza per questo distogliere lo sguardo dal negativo – è quanto riesce a Matteo Marchesini nella plaquette Sala d'aspetto (Valigie Rosse, Premio Ciampi Poesia 2010, postfazione di Paolo Maccari), nella quale il fatto che l'autore viva “in tempi di proroga" (negando vigenza sia alla “crisi” in quanto tale che alla sua figurazione opposta, comunemente apocalittica) non esclude che questo possa significare anche attesa (come suggerito dal titolo-cliché) e, nell'attesa, transizione e cambiamento.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Prosperità senza crescita |
|
|
|
|
Scritto da Lorenzo Mari
|
|
Lunedì 20 Giugno 2011 00:00 |
|
Con Prosperità senza crescita di Tim Jackson, Edizioni Ambiente aggiunge un altro importante volume alla già corposa biblioteca di testi ecologisti che la giovane casa editrice milanese può offrire, indirizzandosi, così, non soltanto verso chi si interessa al recente sviluppo della green economy, ma anche – come in questo caso – verso chi intende approcciare in modo consapevole e aggiornato temi economici e ideologici di portata più ampia.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Patrizia Sergio
|
|
Lunedì 13 Giugno 2011 00:00 |
|
Dunque nulla di nuovo ad una prima lettura di questo romanzo imperniato su tematiche postmoderne: il supermercato, in primis, inteso come microcosmo che racchiude tutte le nevrosi dell’uomo moderno, costrutto della spersonalizzazione di cui è vittima la società dei consumi; poi è la volta della provincia e delle sue caricature sociali; il protagonista, giovane disadattato che ripiega su un lavoro qualunque, uno tra i più anonimi, il commesso di un supermercato, semplicemente per tirare su qualche euro che gli permetta di arrivare a fine mese e di guadagnarsi una minima indipendenza dai propri genitori.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Vivere non conviene. Esistere non basta |
|
|
|
|
Scritto da Patrizia Sergio
|
|
Lunedì 06 Giugno 2011 00:00 |
|
Il testamento d’amore, di un amore travagliato, corrotto, che si infrange contro i limiti della realtà. Le due protagoniste si confessano senza alcun compromesso mediante una corrispondenza epistolare che cattura il lettore in un vortice di emozioni e riflessioni a favore di una meditazione intorno alla natura di questo sentimento dai volti mutevoli. Non importa se l’amore in questione riguardi due donne ma la portata devastante che lo caratterizza pagina dopo pagina. Due voci e inevitabilmente due facce della stessa medaglia che fanno i conti in primis con se stesse.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Marco Mazzucchelli
|
|
Lunedì 30 Maggio 2011 00:00 |
|
È la storia dell’enorme e devastante complesso di Edipo del protagonista, il poeta romano Luca Saraceni (vistoso alter ego dello stesso Paris), e delle relazioni sentimentali con le tre donne della sua vita, i cui nomi dividono il romanzo in tre ipotetici atti: l’entusiasmo dei vent’anni, la costruzione della famiglia, il tempo delle riflessioni.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Un viaggio con Francis Bacon |
|
|
|
|
Scritto da Patrizia Sergio
|
|
Lunedì 23 Maggio 2011 00:00 |
|
La narrazione è impressionistica, spazia e comunica con il cinema e la musica, e l’autore, quasi si avvalesse di una macchina da presa, realizza un cortometraggio in prosa. Egli dà voce al dolore muto dell’artista, disserta intorno all’opera d’arte ed evita con estrema padronanza la mera celebrazione fine a se stessa.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Nel grande show della democrazia |
|
|
|
|
Scritto da Grigi Bolero
|
|
Lunedì 16 Maggio 2011 00:00 |
|
Il romanzo di Marco Bosonetto è diviso in due parti, che corrispondono a due giorni di settembre, il tre e il quattro settembre. Un elenco dei personaggi principali, in apertura, annuncia al lettore che Nel grande show della democrazia il ministro unico della Repubblica Italiana diviene tale dopo un Campionato nazionale di televoto, che esiste un Dipartimento Pace Sociale settore Vagabondaggio e Alcolismo, che la Campagna per lo Sradicamento dell'Adolescenza Prolungata è una politica di governo che non scandalizza più nessuno, che il ministro unico in carica è un ex imitatore televisivo, che il calcio è ancora lo sport nazionale più seguito e diffuso.
|
|
Leggi tutto...
|
|
NYX - racconti della notte |
|
|
|
|
Scritto da Carlo Palizzi
|
|
Lunedì 02 Maggio 2011 00:00 |
|
NYX – racconti della notte (Arkadia editore) apre nel 2010 la collana microteca dedicata ai racconti; nel suo intento di dar voce alla notte riesce in pieno, e lo fa attraverso autori noti e meno noti, giovani e meno giovani, che – utilizzando lingue e suggestioni molto diverse – declinano la notte in termini di male, di buio, di morte, di sogno-incubo eccetera.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Lorenzo Mari
|
|
Lunedì 25 Aprile 2011 00:00 |
|
Raccontare una storia bolognese che prescinda dalle tante, troppe, mitologie che Bologna si è cucita addosso nel corso degli ultimi decenni non sembra un’impresa facile. Oltre alla difficoltà di reperire materiali letterari non convenzionali né stereotipati, vi può essere anche un timore concreto, e assai ragionevole, di non riuscire a batter cassa…
|
|
Leggi tutto...
|
|
Buenos Aires troppo tardi |
|
|
|
|
Scritto da Lorenzo Mari
|
|
Mercoledì 30 Marzo 2011 00:00 |
|
Un romanzo dedicato a un luogo straniero che si ama (o che si odia) con intensità, a un posto e a una storia di cui si è conosciuta sulla pelle la contraddittoria complessità, nasce spesso dal rifiuto delle semplificazioni che operano in una guida turistica (pure, un genere di scrittura molto più redditizio…) e apre di necessità al viaggio, alla scoperta, alla delineazione di coordinate storiche, geografiche, letterarie, culturali sicuramente meno visibili, ma forse molto più profonde.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Fabrizio Gabrielli
|
|
Martedì 15 Marzo 2011 00:00 |
|
La prima volta che ho avvertito un forte senso di disagio frammisto ad eccitazione dev'esser stata quando Sergio, poi, con Sergio eravamo amichetti d'infanzia, si mise in testa di spiare le pomiciate della sorella, che si chiamava Alba ed usciva solo al tramonto, esser ragazzini e non apprezzare certe meravigliose quadrature del cerchio. Sergio parlava di sua sorella come un tredicenne può parlare d'una diciottenne prosperosa e discretamente figa, ammesso che sia concesso dedicare certi pensieri alle sorelle.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Dimentico sempre di dare l’acqua ai sogni |
|
|
|
|
Scritto da Patrizia Sergio
|
|
Lunedì 07 Marzo 2011 00:00 |
|
La raccolta di poesie qui proposta è la prova lampante di quanto le parole possano essere suggestive se adoperate dal talento. Il mondo che circonda l’io poetico appartiene alla quotidianità, ed è fortemente interiorizzato per conferire concretezza ad uno scenario emotivo fatto di macerie. Eppure da un animo tormentato apparentemente arido, scorgano versi vibranti.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Lorenzo Mari
|
|
Martedì 15 Febbraio 2011 00:00 |
|
Espunta da un’epistemologia relativista e, più in generale, da una visione del mondo a tutto tondo, la frase “la letteratura non dà risposte, deve limitarsi a fare delle domande” rischia di banalizzarsi, di ridursi a mero luogo comune, di non essere più la spia di un’autentica disposizione alla ricerca, ma, anzi, di essere soltanto il segnale di una beatitudine compiaciuta e soddisfatta di sé (che si accompagna, spesso e volentieri, a una condizione di pallida e mortificante inazione).
|
|
Leggi tutto...
|
|
Bologna in corsivo. Una città fatta a pezzi |
|
|
|
|
Scritto da Lorenzo Mari
|
|
Lunedì 07 Febbraio 2011 00:00 |
|
Se ci sono “101 cose da fare a Bologna almeno una volta nella vita” – come recita il titolo di una fortunata operazione editoriale di qualche anno fa – a Bologna ci sono anche almeno 101 cose da vedere, o da “saper vedere”. Questo sembra volerci dire, in ogni suo passo, la raccolta di corsivi e di “racconti in venti righe” che Matteo Marchesini ha selezionato all’interno della sua produzione giornalistica per le pagine bolognesi del “Corriere della Sera”, nel periodo che va dal 2007 al 2010, e che ha recentemente pubblicato per la casa editrice – sempre felsinea – Pendragon.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Carlo Schiavo
|
|
Lunedì 17 Gennaio 2011 00:00 |
|
Il racconto si snoda leggero e fluido, usando varie modalità e tecniche del registro comico, dal surreale all’iperbolico ai tormentoni. Ma non retrocede dal trattare anche temi seri, come il razzismo verso i migranti, nel passaggio forse migliore del libro. Che per il resto, purtroppo, semina perplessità e lievi insoddisfazioni.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Il molosso. La leggenda del cane |
|
|
|
|
Scritto da Lorenzo Mari
|
|
Lunedì 10 Gennaio 2011 00:00 |
|
Nonostante lo prometta a chiare lettere il risvolto di copertina, quello che propone la neonata, e coraggiosa, collana Novevolt dell’editrice Zona, con “Il molosso” di Enzo Fileno Carabba, non è – non è soltanto – un “piccolo gioiello di stile”. Nel racconto, senz’alcuna pretesa allegorica, o definitiva, della leggenda del molosso, si uniscono, senz’alcuna ratio, spazi mitici, storici e distopici: dalla culla mitica del cane, che è poi la culla della civiltà indoeuropea, tra Iran e Afghanistan, si arriva ad un – non del tutto improbabile – esito futuro della storia italiana, tra guerre tecnologiche che premono alle porte e ritorni non meglio precisati alla pastorizia.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Macabre danze di sagome bianche |
|
|
|
|
Scritto da Carlo Schiavo
|
|
Lunedì 03 Gennaio 2011 00:00 |
|
C’è uno scrittore che deve scrivere un libro, ma probabilmente la sua storia vive di una vita propria. Similmente, le storie in generale esistono di per sé: per (provare a) raccontarle bisogna trovarle, ma poi possono sfuggire di mano, proseguire da sole incontrollate. (Quindi le metafore possono diventare reali, concrete.) Forse le storie sono il sogno di un personaggio fittizio che a volte si percepisce come reale e a volte no; rimanendo il dubbio sulla cifra di realtà o di finzionalità da attribuire al sogno stesso.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Lorenzo Mari
|
|
Lunedì 27 Dicembre 2010 00:00 |
|
Vi si trovano confermate, ed espanse, le nozioni di un Sinisgalli estremamente attento allo sviluppo di tutte le arti, non solo della poesia – le frequentazioni con Lucio Fontana e Edoardo Persico si alternano agli incontri con i grandi personaggi della letteratura come Cesare Zavattini (memorabile la cronaca del “Lunedì dell’Angelo” del 1934 a Luzzara) e Alfonso Gatto (cui Sinisgalli dedica un altrettanto portentoso ritratto) – e nondimeno di un appassionato di scienza e tecnica, di un fine intenditore di urbanistica e di architettura – ne “La città nuova” del 6 ottobre 1934, si legge questa chiarissima affermazione: “Una fabbrica oggi andrebbe discussa come un libro appena stampato o per lo meno come una prima teatrale”.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Marco Mazzucchelli
|
|
Lunedì 20 Dicembre 2010 00:00 |
|
Abbiamo così a che fare con storie al limite, che seppur immerse nella quotidianità e nella “normalità” della vita di persone comuni, la vanno a scuotere con accadimenti forti, violenti, indigeribili, che Zardi quasi sadicamente analizza e seziona, sviscera, comprime fino a farli suppurare, lasciando niente alla sfera del non-detto.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Teatro civile. Nei luoghi della narrazione e dell’inchiesta |
|
|
|
|
Scritto da Lorenzo Mari
|
|
Lunedì 13 Dicembre 2010 00:00 |
|
Perché, ancora una volta, si parla di memoria? Risponde, in luogo di Biacchessi, che lo cita, Ascanio Celestini, tramite le sue note allo spettacolo “Radio Clandestina” (2000): “Tutto avviene in un periodo dove la memoria sta diventando istituzionale con prodotti commerciali come “La giornata della memoria”, “Il giorno del ricordo”. La memoria diventa quella del ministro che mette la corona di fiori, dei soldati che sfilano in una parata, delle medaglie appese alle bandiere. In realtà la memoria è un’altra cosa.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Fabrizio Gabrielli
|
|
Lunedì 06 Dicembre 2010 00:00 |
|
Sono tredici istantanee che a scorrerle su e giù te la levi mica dalla testa una serie di convinzioni. Tanto per cominciare, che se ti scontri con un formazione deformata, certe brutalità finisci per portartele dentro ab aeternum. Una volta impresso a fuoco, il marchio della Bestia, sei segnato, anche se non vuoi, anche se hai quella naiveté, che agl'occhi degl'altri ti fa apparire mica un mostro, piuttosto: un disgraziato, un ritardato. Un selvaggio, che parla come e con le bestie, che quando si mette carponi e digrigna i denti, le bestie lo rispettano.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Morena Fanti
|
|
Lunedì 22 Novembre 2010 00:00 |
|
In Antropometria, Zardi esplora e prende le misure all’umanità, a questa umanità balorda e disattenta che ci circonda. C’è sempre un evento scatenante, un evento come quelli che accadono intorno a noi ogni giorno, che spinge i protagonisti a fare delle azioni che li cambiano. In certe storie sono eventi violenti, ma non occorre che lo siano. Traumatici anche, come la notizia di una malattia rara e invalidante che scatena la rabbia della protagonista e la spinge a trattare male chi le sta intorno, soprattutto chi, come il marito, cerca di dimostrarle affetto.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Sono un ragazzo fortunato |
|
|
|
|
Scritto da Grigi Bolero
|
|
Lunedì 15 Novembre 2010 00:00 |
|
Introspezione. Inquietudine di trovarsi. Setacciare, indagare, sceverare. Sputare su carta (uno dietro l'altro) pensieri che del narrato fanno cornice. Obbligando la storia al margine, riducendola a colore di sfondo, è l'esistere qui del personaggio ad esser voce pre-potente.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Rapsodia su un solo tema. Colloqui con Rafael Dvoinikov |
|
|
|
|
Scritto da Lorenzo Mari
|
|
Lunedì 08 Novembre 2010 00:00 |
|
È con grazia, infatti, prima che con altri mezzi, che lo scrittore aostano conduce per mano il lettore in questi Colloqui con Rafael Dvoinikov – sottotitolo del romanzo – facendolo passare attraverso una miriade di testualità differenti, un caleidoscopio di esperienze diverse: il diario di Ethan Prescott (nel ruolo dell’intervistatore, mentre Dvoinikov è l’intervistato; a volte, però, bouleversement: accade il contrario); il racconto in prima persona di Dvoinikov; la descrizione proto-saggistica delle opere di quest’ultimo; la trascrizione di un trattato del Settecento; una serie di note anarchiche e dissacranti…
|
|
Leggi tutto...
|
|
L’ipotetica assenza delle ombre |
|
|
|
|
Scritto da Patrizia Sergio
|
|
Lunedì 01 Novembre 2010 00:00 |
|
L’epilogo è un riuscito colpo di scena ma che meriterebbe una cornice in grado di risaltarlo, dotata di tensione e che tolga il fiato nel lettore. A volte si ha la sensazione che l’autore ben consapevole di avere avuto una buona intuizione narrativa e di “avere per la mani” una storia valida, si perda in aspetti marginali, cercando di protrarre il più a lungo possibile il colpo di scena.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Marta Casarini
|
|
Mercoledì 27 Ottobre 2010 00:00 |
|
I motivi che mi hanno spinta a leggere questo libro sono due, tra i più istintivi che esistano. Primo: il sesso dell'autore. Ho pensato: "è una femmina, scrive. Anch'io sono una femmina, scrivo. Spesso le scrittrici tendono a farsi fuori l'una con l'altra, ad affossarsi a vicenda per cercare di emergere in un ambiente - anche questo, diobono - super maschilista. E allora leggo lei, la recensisco e compio cosa buona e giusta." Secondo: l'argomento. "Il silenzio perfetto" parla di depressione. Fantastico: l'ho vissuta, la vivo, ne ho scritto, ne scrivo. Leggiamolo, è il libro che fa per me.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Marco Mazzucchelli
|
|
Lunedì 25 Ottobre 2010 00:00 |
|
E la storia è un affresco, che per una volta non si prende cura di chi ha urlato nei megafoni, di chi si è eletto capobranco, di chi ha pensato di poter cambiare il mondo, ma di chi invece è stato a guardare, chi da fuori è riuscito ad avere uno sguardo oggettivo e più pacato e che per questo non è mai stato ascoltato, ma solo esortato a essere presente e possibilmente convinto, coloro ai quali è stato chiesto un atto di fede.
|
|
Leggi tutto...
|
|
La mia Waterloo ventricolare |
|
|
|
|
Scritto da Alessia Mocci
|
|
Lunedì 11 Ottobre 2010 00:00 |
|
Roberto Di Egidio segue una sua peculiare poetica che vede una versificazione del tutto assente di punteggiatura, non troviamo infatti in nessuna occasione maiuscole, virgole, punti. Il concetto ed i versi si scindono in un ritmo ben scandito dalla brevitas e dall’ironia. I testi presentano un pregno senso di sagacia e di chiara interpretazione della società odierna, dei suoi piccoli dettagli.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Patrizia Sergio
|
|
Lunedì 04 Ottobre 2010 00:00 |
|
L’opera si presenta come un romanzo di formazione. Ciò si intuisce sin dalle prime pagine e a ben vedere le caratteristiche sono presenti e ben rispettate. L’amore adolescenziale, le sofferenze e gli slanci emotivi che determinano nel giovane protagonista i primi turbamenti, l’amicizia e l’affacciarsi al mondo adulto mediante delle scelte, che inevitabilmente muteranno la vita del giovane.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Lorenzo Mari
|
|
Lunedì 27 Settembre 2010 00:00 |
|
La precisione sociologica dell’autore non arriva a uccidere il piacere della narrazione: i personaggi si sviluppano coerentemente e acquisiscono profondità fascino con lo scorrere delle pagine, dando vita a una trama coinvolgente, perfettamente inserita nell’attualità e attenta ai suoi paradossi.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Patrizia Sergio
|
|
Lunedì 20 Settembre 2010 00:00 |
|
L’autore sviluppa in modo personale e originale i temi che solitamente si riscontrano nella letteratura giovanile ma con una vena di cinismo misto a poesia. Un connubio che produce nel lettore straniamento ma al contempo compartecipazione emotiva. Fabrizio Carucci non scade nell’autocompiacimento, nel retorico o nel banale happy-end. Al contrario il suo stile rispetta la vocazione del narrare con lucido realismo e con la consapevolezza che tutto fugge, finisce e muta.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Carlo Schiavo
|
|
Lunedì 13 Settembre 2010 00:00 |
|
Una serie sospetta di morti e di incidenti si intreccia, nella Parma contemporanea, con la rievocazione di vicende legate ad Alessandro Farnese e alla sua trasferta olandese nell’epoca del conflitto tra l’Invincibile Armata e la flotta dell’Inghilterra elisabettiana. Il nesso ruota attorno alle Farnesiane, celebrazioni in memoria del duca, a biblioteche e a ritrovamenti, con il prospetto dell’immancabile tesoro.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Domenico Tringali
|
|
Lunedì 06 Settembre 2010 00:00 |
|
Diversi viaggi con i quali permettere alla città di insinuarsi nel corpo, con i quali approfondirne la conoscenza pur mantenendo costanti alcuni punti di riferimento: luoghi e locali particolarmente cari all’autrice, la lettura e la scrittura, la presenza di grandi dell’arte eletti a guardiani, la ricerca non solo storica o artistica o aneddotica, ma anche un’esplorazione inevitabile nella solitudine, nella libertà di una città dalla quale ci si sente accolti.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Carlo Schiavo
|
|
Lunedì 30 Agosto 2010 00:00 |
|
Sette racconti intensi, e soprattutto molto ben congegnati e scritti. In Commedia fragile il Narratore è un dio difettoso, un osservatore distaccato e venato di amarezza e disillusione; Il non più giovane Holden procede per elementi che si riprendono, accumuli successivi e a volte concentrici, fra descrizione e flusso interiore, con scivolamenti quasi cantilenanti e musicali dei punti di vista, che rilasciano effetti di straniamento.
|
|
Leggi tutto...
|
|
viaggio obliquo (poesie 1995-2009) |
|
|
|
|
Scritto da Lorenzo Mari
|
|
Lunedì 23 Agosto 2010 00:00 |
|
Come nella migliore tradizione sperimentale (qualunque cosa voglia dire l’espressione sibillina: “tradizione sperimentale”), la domanda sull’essenza della poesia è inaugurale, ma scivola subito nel paradosso di una risposta che, seppur meditata e articolata, non può mai essere definitiva. (Il crisma del definitivo è stigma del fallimento, come si cercherà di dimostrare…)
|
|
Leggi tutto...
|
|
La mia waterloo ventricolare |
|
|
|
|
Scritto da Graziana Lucarelli
|
|
Lunedì 16 Agosto 2010 00:00 |
|
La copertina mi ha fuorviato, o meglio mi ha fatto pensare che quello di Roberto Di Egidio fosse un libro da non prendere troppo sul serio e in effetti, purtroppo e in parte, lo è. Il titolo, immaginifico e discretamente ispirato, parla di battaglie e sconfitte del cuore ma, proprio perché “ventricolari”, le battaglie escono dai confini della sfera emotiva per concretizzarsi nel mondo e assumere le forme più svariate: terremoti, funghi atomici, distributori automatici di coca-cola sbalzati dal terreno, ma non solo.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Alessia Mocci
|
|
Giovedì 12 Agosto 2010 00:00 |
|
L’autrice, Patrizia Gallo, attraverso il poemetto in prosa è riuscita a costruire un telaio letterario di perfetta fattura amalgamando il filo della poesia con il filo della prosa poetica, ed ancora il filo della citazione con il filo dei ricordi di vita della protagonista.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Marco Mazzucchelli
|
|
Lunedì 09 Agosto 2010 00:00 |
|
Gli episodi “del passato”, sono narrati con coinvolgimento e non sono circoscritti al mondo scolastico. Ne esce un affresco pittoresco del complesso popolare del “palazzo Rosso” di Arcella (Imola), dove si muovono quelle tipologie di personaggi della vita reale e di situazioni domestiche che oramai sono estinte. È una vita di quartiere descritta deliziosamente, anche se viene calcata troppo la mano sull’inflazionato espediente del citare e ripetere precise marche di prodotti e programmi televisivi dell’epoca.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Simone Rossi
|
|
Mercoledì 04 Agosto 2010 00:00 |
|
Iacopo Barison si scrive con la I e ha scritto un romanzo che si chiama 28 Grammi dopo (Voras Edizioni). Sì, sono grammi di fumo. Sì, è un titolo un po’ così che richiama l’apocalittico 28 Giorni dopo che, se non sbaglio, dovrebbe essere dello stesso regista di Trainspotting. È nato nel 1988, Iacopo, questo è il suo primo romanzo e l’ha scritto due anni fa. Ci verrebbe bene un film tipo L’Odio, se fossimo gente interessata alla trama: c’è un protagonista e due spalle e tutti e tre si drogano tantissimo, poi c’è una ragazza bellissima e dei delinquenti con i tatuaggi della malavita messicana, a Milano piove e si sta di merda e l’umanità, in generale, è uno spreco di energia creativa.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Fabrizio Gabrielli
|
|
Lunedì 02 Agosto 2010 00:00 |
|
I cani, quelli là fuori ma pure quelli là dentro, dentro al libro di Tetti, sono uni e trini. Sono i mammiferi domestici della razza dei canidi. Sono le persone spregevoli. E poi sono pure un po' l'innesto meccanico della morte. Che a pensarci, son altri gl'animali a cavallo dei quali vien l'idea della morte: i ratti, le mosche, i vermi, mica i cani. Certi dittatori cileni. Attraverso gl'occhi del Camaleonte, passa alle volte, la morte. Ma mai pei denti dei cani.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Marialuisa Fascì Spurio
|
|
Lunedì 26 Luglio 2010 00:00 |
|
L’emigrante è l’affannoso centro del romanzo di Maffìa, la frustazione dello sdradicamento, l’emarginazione un po’ voluta, un po’ subita, la lontananza dagli affetti: “Gli emigranti sono vermi fuori posto, non vivono nella mela dove sono cresciuti, nella ciliegia sull'albero, ma dentro un piatto estraneo e rischiano d'essere schiacciati a ogni istante.”
|
|
Leggi tutto...
|
|
In questo bar non consuma nessuno |
|
|
|
|
Scritto da Fabio Mele
|
|
Lunedì 12 Luglio 2010 00:00 |
|
Zanobbi ci regala uno spaccato sociale, quello degli anni Settanta appunto, vissuti nell’area marchigiana, dove micro e macro-vicende si fondono in un unicum. La storia coinvolge il lettore nella vita di tutti i giorni del protagonista, dall’adolescenza alla gioventù, dalla sua famiglia al gruppo di amici, dal bar in cui si ritrovano alle avventure con le ragazze, fino all'età adulta.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Passaggi e altri abbandoni |
|
|
|
|
Scritto da Marco Mazzucchelli
|
|
Lunedì 05 Luglio 2010 00:00 |
|
Si tratta di uno di quei romanzi formati da più storie, che in partenza viaggiano su sedi proprie per poi intersecarsi gradualmente, fino a creare una rete di rapporti e relazioni condivise. Nello specifico qui abbiamo 4 storie principali: un ex calciatore di seria A finito nel dimenticatoio, un carcerato che ha a che fare con un processo di riabilitazione sociale, un immigrato ucraino bellissimo, un ragazzino che conosce gli abbandoni. Attorno a queste 4 storie gravitano altri personaggi, con altrettante storie e accadimenti minori.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Vito Ferro
|
|
Martedì 29 Giugno 2010 00:00 |
|
Un viaggio alla ricerca di una donna, misteriosa quanto basta a far accendere la curiosità (ecco il filo rosso di continuità tra Ulisse e questo libro: la curiosità) del protagonista, squattrinato e scompigliato autore di un libretto di poesie “guazzabuglio di idee confuse, veloci, alcoliche” (in pratica le idee di tutti); una donna conosciuta via internet, la sola lettrice del suddetto libro di poesie che abbia manifestato interesse per le stesse. Donna maliziosa, frizzante, pazza.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Marialuisa Fascì Spurio
|
|
Lunedì 28 Giugno 2010 00:00 |
|
Cola Napoli vive in una rete di rapporti fatta di maglie che si stringono e si aprono alla bisogna, affiliazioni, tradimenti, avvertimenti, uccisioni, onore e onorati, santi a cui votarsi. E Cola Napoli in questa fitta rete è solo, solo nell’insicurezza dell’umore, nell'idea romantica di Carmeluzza, solo nell'incapacità strafottente di abbassare lo sguardo.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Le leggende inedite di Virgilio |
|
|
|
|
Scritto da Alessia Mocci
|
|
Lunedì 21 Giugno 2010 00:00 |
|
Le ricerche di Charles Godfrey Leland sono state caratterizzate dalla copertura di due aree geografiche italiche: la Romagna e la Toscana. Intervistando il popolo, lo studioso, ha potuto raccogliere molte informazioni e una vasta mole di opere folcloristiche riuscendo a stilare un’idea precisa di ciò che Virgilio è stato per l’Italia: un poeta-mago pagano sopravvissuto alla cristianità; anzi è proprio durante il cirstianesimo che la sua fama è aumentata.
|
|
Leggi tutto...
|
|
La corsa alla green economy |
|
|
|
|
Scritto da Lorenzo Mari
|
|
Lunedì 14 Giugno 2010 00:00 |
|
Il concetto di democrazia energetica potrebbe accompagnarsi ad un’altra provocazione proveniente dagli sterili (eppure assai naturali!) campi della critica culturale: “sostenibile” non sia allora un marchio da apporre sul packaging di un prodotto qualsiasi, ma sia il prodotto esso stesso di un processo di elaborazione, mirato alla solidarietà intergenerazionale. Produrre bene oggi, per poter continuare a produrre, e produrre meglio, domani.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Simone Olla
|
|
Lunedì 07 Giugno 2010 00:00 |
|
I cani vanno avanti, corrono, e permettono al norvegese Amundsen di raggiungere il polo sud prima degli inglesi – che ai cani avevano preferito i cavalli. I cani vanno avanti, dentro una capsula alla conquista dello spazio. Come Laika. Emma vuole raccontare questo smarrimento, questo slancio emozionale che l'uomo trasformerà in lancio emozionante. Basta saghe familiari firmate a quattro mani con il marito Saverio. «Emma si siede, sfiora la tastiera ferdda, e con un pericoloso e compiuto senso del reato, scrive.»
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Fabio Mele
|
|
Lunedì 31 Maggio 2010 00:00 |
|
C’è spazio per l’amore, nel contesto di continua sospensione, di uno stato destinato a cambiare ogni secondo, senza nessuna idea neppure del futuro prossimo. La sofferenza e l’ansia dei protagonisti, però, lo sovrastano e lo inghiottono, impedendo lo sviluppo di una serie di mondi possibili e lasciandoli annegare in problemi più grandi di loro cui nemmeno l’amore riesce a far fronte.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Lorenzo Mari
|
|
Lunedì 24 Maggio 2010 00:00 |
|
L’irriflessività di questo idioma penetra anche nella lingua poetica del registro, annullando la categoria logico-sintattica del “verbo riflessivo”, a favore della possibilità – mediaticamente possibile, ma assai poco probabile – di una transitività assoluta (e quindi onnivora, o, per meglio dire ‘onni-desiderante’, ed effimera a uno stesso tempo). Fame degli individui, ma soprattutto fame del Moloch, che agisce attraverso i singoli, etero-guidandoli, ma lasciandoli nella percezione illusoria di essere i padroni, anziché le vittime, delle proprie scelte.
|
|
Leggi tutto...
|
|
|