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A un sogno dal mare e nell’oblio dei monti- Dialoghi con Anna Maria Ortese |
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Scritto da Marina Bisogno
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Lunedì 23 Gennaio 2012 00:00 |
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Il libro è una ricostruzione fedele degli ultimi anni di vita della scrittrice, contrassegnata da rassegnazione e, allo stesso tempo, dal desiderio di ricominciare a scrivere. Viveva a Rapallo, costretta in casa con la sorella psicotica. Il merito di Salvi è aver omaggiato una donna schiva e una narratrice sublime, capace di ascoltare la vita, raccontarla, conoscendone le luci e le ombre.
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Attorno a questo mio corpo |
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Scritto da Lorenzo Mari
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Lunedì 16 Gennaio 2012 00:00 |
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I corpi degli scrittori, ritratti e autoritratti: verrebbe da dire ‘immaginifica’, e non scientifica, né tanto meno, anatomica, l’idea di questo libro, che vede rispecchiata questa sua caratteristica anche nella bella copertina – che ha il pregio, sia detto, e sia ripetuto, di continuare l’ottima tradizione grafica della piccola casa editrice maceratese Hacca…
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Scritto da Marco Mazzucchelli
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Martedì 10 Gennaio 2012 00:00 |
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Questa raccolta di racconti, a firma di Luigi Davì, apparve per la prima volta nel 1957 per Einaudi, nella collana dei “Gettoni” diretta da Elio Vittorini. Nel 2011 Hacca Edizioni la ripropone con una prefazione di Sergio Pent e una postfazione di Giuseppe Lupo, che aiutano a contestualizzare l’importanza di questi racconti negli anni ‘50 e che ci suggeriscono perché valga la pena riscoprirli oggi.
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Scritto da Lorenzo Mari
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Lunedì 02 Gennaio 2012 00:00 |
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È difficile tornare sui passi dei maestri della letteratura del passato – degli autori cosiddetti ‘canonici’ – senza fare uso di retorica, evitando di cadere nei tranelli di una critica ipertrofica, oppure uscendo dalla spirale dell’amore e dell’odio soltanto viscerali… Tutt’al più, forse, i grandi scrittori possono essere pedinati, immergendo il proprio corpo e la propria scrittura in un fatto fisico non di derivazione, di approssimazione cauta, eppure costante – anzi, pedinarli sembra essere un buon compromesso, ed è quanto ha deciso di fare Renzo Paris con “La banda Apollinaire” (Hacca, 2011).
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Scritto da Marco Mazzucchelli
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Martedì 27 Dicembre 2011 00:00 |
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Un po’ più lontano di Massimo Cassani narra del vissuto solitario e frustrato di un traduttore di testi tecnici di edilizia, che di secondo mestiere (segretamente) fa il pedinatore e il postino per il SISMI. Un uomo che rimarrà senza nome fino alla fine del libro, un introverso amante delle solitudine, che in queste pagine confessa la sua storia, in prima persona e senza vergogna.
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Scritto da Marco Mazzucchelli
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Lunedì 19 Dicembre 2011 00:00 |
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Diviso in Purgatorio, Inferno e Paradiso, nella prima parte del libro troviamo Gabriele, un regista impegnato a girare un film ispirato al cannibale di Rotenburg e che cerca di creare un prodotto vendibile senza pregiudicarne lo spessore artistico; nella vita privata invece, vive l’amore e la vita insieme alla moglie con apparente normalità. Il Purgatorio risulta essere una lunga e immobile introduzione all’evolversi della trama, dove tutto viene suggerito e niente sembra dover accadere.
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Scritto da Mauro Maraschi
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Lunedì 12 Dicembre 2011 00:00 |
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Al secondo romanzo dopo Tasca di pietra (Zandegù, 2007) Matteo De Simone si conferma un narratore puro, di quelli che asserviscono la cifra stilistica al meccanismo diegetico. Con un lessico misurato e un ritmo sostenuto, Denti guasti (Hacca, 2011) racconta ben tre discese all’inferno: da una parte quella di Roman e Silviu, clandestini moldavi di 19 e 15 anni costretti a prostituirsi dal bulgaro Ivan; dall’altra quella della diciottenne Giulia (che con Roman ha un’improbabile relazione), orfana di padre, figlia dell’alcolizzata Silvana e aspirante cantante.
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Scritto da Marina Bisogno
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Lunedì 05 Dicembre 2011 00:00 |
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Dammi un bacio di Mauro Gasparini (Le Bolleblu edizioni) è una raccolta di vita, di esperienze diverse, spesso lontane dall’immaginario comune. L’amore è solo uno degli aspetti della narrazione, fa da specchio ai personaggi e li guida alla scoperta di sé. Bambini, uomini, donne, persino anziani: non esiste una maniera univoca per declinare l’amore, che vive anche di gelosie, idealizzazioni e fraintendimenti.
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Tecniche di basso livello |
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Scritto da Marco Mazzucchelli
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Lunedì 28 Novembre 2011 00:00 |
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Tecniche di basso livello è un libro composto da micro capitoli numerati, paragrafi disordinati, azioni statiche, che compongono incompiutamente un’immagine superiore, uno scenario globale cui il lettore accede progressivamente. Come gocce pregne di colori e informazioni, i paragrafi cadono su una tela bianca globale e piano piano la colorano definendola.
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Scritto da Mauro Maraschi
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Lunedì 07 Novembre 2011 00:00 |
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A un mese dalla rottura con la fidanzata (beccata in flagrante con un venditore di aspirapolveri) e a un giorno dai trent’anni, Marcello Zanzini viene licenziato dalla BigBiz, il cui amministratore delegato Luis Castor (all’anagrafe Luigino Castorino) ostenta un’urticante itanglish. Svanita l’illusione di una carriera miliardaria, Zan (come lo chiamano gli amici) si ritrova a svendere su eBay le icone di un status sociale appena conquistato e già sfumato. Non gli rimane che iniziare a fumare e abbandonarsi alle attenzioni erotiche di Federica, di lui segretamente innamorata. È guadando una fontana in cerca di refrigerio, spinto da un luglio incandescente, che Zan attira l’attenzione di un barbone.
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Buenos Aires troppo tardi |
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Scritto da Simone Belfiori
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Lunedì 31 Ottobre 2011 00:00 |
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Che non ci fosse solo l'Argentina del tango e di tutto ciò che di esotico ci ammalia mediaticamente da decenni lo sapevo già, per fortuna. Però c'è anche quella, come mi ha ricordato Paolo Maccioni durante la presentazione del suo “Buenos Aires troppo tardi”. Perché esiste sicuramente una bella Argentina, la cui capitale ne è paradigma, fatta di musica e passione, non solo quella della carne e non solo per modo di dire. La passione nei luoghi e nella storia, nelle sue vie e nelle sue mura.
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Scritto da Mauro Maraschi
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Lunedì 24 Ottobre 2011 00:00 |
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Ci sono diversi modi di discendere agli inferi. Enzo, il protagonista di Keep yourself alive (Lupo, 2009), lo fa senza autocommiserazione, adottando un punto di vista quasi neutrale, postumo, che trasforma il piano personale in parabola universale. Enzo non è eroe né anti-eroe, ma solo uno dei tanti predestinati alla maledizione, con l’attenuante che non fa di questa coscienza un vezzo.
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Storie di extracomunitaria follia |
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Scritto da Mauro Maraschi
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Mercoledì 05 Ottobre 2011 00:00 |
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L’autri ce dispone di un lessico vasto, usato con disinvoltura ma mai ostentato. La sua ossessione per le parole è dichiarata fin dal primo racconto, Sperequazione, nel quale Arnav, settenne di Delhi, rifiuta l’inglese, impostogli come alternativa all’hindi, e si ostina ad esplorare l’italiano, convinto che sia l’unica “lingua sincera”.
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Scritto da Mauro Maraschi
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Martedì 27 Settembre 2011 00:00 |
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Il leitmotiv di Piccolo testamento è l’elaborazione di un lutto, un tema difficile da trattare senza tendere al patetismo. Piccolo testamento è “la storia di un’amicizia più grande della morte”. Il lutto, però, lascia presto spazio a qualcosa di più annichilente, la coscienza della vacuità del tutto, inaccettabile per l’ateo dell’ultimo secolo. Ad esso si somma il disagio, a tratti snobistico, dell’uomo di pensiero.
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Le acrobazie mentali di Ivan Mostarda |
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Scritto da Beatrice Pesente
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Martedì 20 Settembre 2011 00:00 |
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Ferrara è la città natale dell'autore, e in effetti in questa storia c'è molto spirito emiliano. Come ci sono anche influenze altrettanto forti di luoghi e Paesi dove sicuramente Lorenzo Mazzoni è stato, ha vissuto, dove ha immagazzinato immagini, profumi e colori, che ha poi riversato in questo volume. La storia, in breve, è quella di Ivan Mostarda, che va a Parigi con uno strumento musicale da lui inventato (il Pentolofono), alla ricerca di un misterioso suonatore di cucchiai di cui ha sentito parlare e col quale vorrebbe fare un duetto. Lì si innamora della bella Josephine, con cui vorrà passare il resto della propria vita.
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Sono un ragazzo fortunato |
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Scritto da Beatrice Pesente
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Lunedì 08 Agosto 2011 00:00 |
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Ho appena finito di leggere questo libricino giallo e nero dalla copertina ruvida. Ho subito combattuto contro la curiosità di andare in rete a cercare informazioni sull'autore, o stralci di altre cose che ha scritto, per evitare di farmi condizionare e per arrivare alla lettura, diciamo, “candidamente”. Ne sono stata attratta innanzitutto perché è una raccolta di racconti e, come dice sempre una persona a me molto cara, i racconti in Italia non sono merce spendibile al pari dei romanzi e non diventano best seller. Sono i figli piccoli che spesso usano i vestiti smessi dei grandi, e per questo mi fanno simpatia.
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Scritto da Marina Bisogno
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Lunedì 25 Luglio 2011 00:00 |
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Ci sono libri che si ricordano per la musicalità delle parole, per le impressioni di luce e di colori; altri invece per la storia particolare, unica, ed altri ancora per la caratterizzazione dei personaggi, così ben delineati, che alla fine vorresti parlarci. “Quello che veramente ami” di Riccardo Arena (Flaccovio editore) si rammenta per tutti questi motivi.
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Les nouveaux anarchistes. Atti intollerabili di disperazione a Bologna |
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Scritto da Carlo Palizzi
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Lunedì 11 Luglio 2011 00:00 |
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Andranno in carcere, Gian e Renzo, per aver amato la stessa donna, l'anarco-insurrezionalista Rita Zamboni; in carcere, caro Gian, dove la pittura è finalmente evasione decorativa e tu, chissà, potrai sentirti quasi un pittore; in carcere, caro Renzo, dove la tua ricerca sul fanciullino di Pascoli smetterà per sempre di essere la tua vita.
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Scritto da Lorenzo Mari
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Lunedì 27 Giugno 2011 00:00 |
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Risolvere positivamente la crisi, senza per questo distogliere lo sguardo dal negativo – è quanto riesce a Matteo Marchesini nella plaquette Sala d'aspetto (Valigie Rosse, Premio Ciampi Poesia 2010, postfazione di Paolo Maccari), nella quale il fatto che l'autore viva “in tempi di proroga" (negando vigenza sia alla “crisi” in quanto tale che alla sua figurazione opposta, comunemente apocalittica) non esclude che questo possa significare anche attesa (come suggerito dal titolo-cliché) e, nell'attesa, transizione e cambiamento.
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Prosperità senza crescita |
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Scritto da Lorenzo Mari
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Lunedì 20 Giugno 2011 00:00 |
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Con Prosperità senza crescita di Tim Jackson, Edizioni Ambiente aggiunge un altro importante volume alla già corposa biblioteca di testi ecologisti che la giovane casa editrice milanese può offrire, indirizzandosi, così, non soltanto verso chi si interessa al recente sviluppo della green economy, ma anche – come in questo caso – verso chi intende approcciare in modo consapevole e aggiornato temi economici e ideologici di portata più ampia.
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Scritto da Patrizia Sergio
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Lunedì 13 Giugno 2011 00:00 |
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Dunque nulla di nuovo ad una prima lettura di questo romanzo imperniato su tematiche postmoderne: il supermercato, in primis, inteso come microcosmo che racchiude tutte le nevrosi dell’uomo moderno, costrutto della spersonalizzazione di cui è vittima la società dei consumi; poi è la volta della provincia e delle sue caricature sociali; il protagonista, giovane disadattato che ripiega su un lavoro qualunque, uno tra i più anonimi, il commesso di un supermercato, semplicemente per tirare su qualche euro che gli permetta di arrivare a fine mese e di guadagnarsi una minima indipendenza dai propri genitori.
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Vivere non conviene. Esistere non basta |
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Scritto da Patrizia Sergio
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Lunedì 06 Giugno 2011 00:00 |
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Il testamento d’amore, di un amore travagliato, corrotto, che si infrange contro i limiti della realtà. Le due protagoniste si confessano senza alcun compromesso mediante una corrispondenza epistolare che cattura il lettore in un vortice di emozioni e riflessioni a favore di una meditazione intorno alla natura di questo sentimento dai volti mutevoli. Non importa se l’amore in questione riguardi due donne ma la portata devastante che lo caratterizza pagina dopo pagina. Due voci e inevitabilmente due facce della stessa medaglia che fanno i conti in primis con se stesse.
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Scritto da Marco Mazzucchelli
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Lunedì 30 Maggio 2011 00:00 |
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È la storia dell’enorme e devastante complesso di Edipo del protagonista, il poeta romano Luca Saraceni (vistoso alter ego dello stesso Paris), e delle relazioni sentimentali con le tre donne della sua vita, i cui nomi dividono il romanzo in tre ipotetici atti: l’entusiasmo dei vent’anni, la costruzione della famiglia, il tempo delle riflessioni.
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Un viaggio con Francis Bacon |
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Scritto da Patrizia Sergio
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Lunedì 23 Maggio 2011 00:00 |
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La narrazione è impressionistica, spazia e comunica con il cinema e la musica, e l’autore, quasi si avvalesse di una macchina da presa, realizza un cortometraggio in prosa. Egli dà voce al dolore muto dell’artista, disserta intorno all’opera d’arte ed evita con estrema padronanza la mera celebrazione fine a se stessa.
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Nel grande show della democrazia |
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Scritto da Grigi Bolero
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Lunedì 16 Maggio 2011 00:00 |
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Il romanzo di Marco Bosonetto è diviso in due parti, che corrispondono a due giorni di settembre, il tre e il quattro settembre. Un elenco dei personaggi principali, in apertura, annuncia al lettore che Nel grande show della democrazia il ministro unico della Repubblica Italiana diviene tale dopo un Campionato nazionale di televoto, che esiste un Dipartimento Pace Sociale settore Vagabondaggio e Alcolismo, che la Campagna per lo Sradicamento dell'Adolescenza Prolungata è una politica di governo che non scandalizza più nessuno, che il ministro unico in carica è un ex imitatore televisivo, che il calcio è ancora lo sport nazionale più seguito e diffuso.
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NYX - racconti della notte |
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Scritto da Carlo Palizzi
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Lunedì 02 Maggio 2011 00:00 |
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NYX – racconti della notte (Arkadia editore) apre nel 2010 la collana microteca dedicata ai racconti; nel suo intento di dar voce alla notte riesce in pieno, e lo fa attraverso autori noti e meno noti, giovani e meno giovani, che – utilizzando lingue e suggestioni molto diverse – declinano la notte in termini di male, di buio, di morte, di sogno-incubo eccetera.
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Scritto da Lorenzo Mari
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Lunedì 25 Aprile 2011 00:00 |
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Raccontare una storia bolognese che prescinda dalle tante, troppe, mitologie che Bologna si è cucita addosso nel corso degli ultimi decenni non sembra un’impresa facile. Oltre alla difficoltà di reperire materiali letterari non convenzionali né stereotipati, vi può essere anche un timore concreto, e assai ragionevole, di non riuscire a batter cassa…
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Buenos Aires troppo tardi |
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Scritto da Lorenzo Mari
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Mercoledì 30 Marzo 2011 00:00 |
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Un romanzo dedicato a un luogo straniero che si ama (o che si odia) con intensità, a un posto e a una storia di cui si è conosciuta sulla pelle la contraddittoria complessità, nasce spesso dal rifiuto delle semplificazioni che operano in una guida turistica (pure, un genere di scrittura molto più redditizio…) e apre di necessità al viaggio, alla scoperta, alla delineazione di coordinate storiche, geografiche, letterarie, culturali sicuramente meno visibili, ma forse molto più profonde.
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Scritto da Fabrizio Gabrielli
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Martedì 15 Marzo 2011 00:00 |
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La prima volta che ho avvertito un forte senso di disagio frammisto ad eccitazione dev'esser stata quando Sergio, poi, con Sergio eravamo amichetti d'infanzia, si mise in testa di spiare le pomiciate della sorella, che si chiamava Alba ed usciva solo al tramonto, esser ragazzini e non apprezzare certe meravigliose quadrature del cerchio. Sergio parlava di sua sorella come un tredicenne può parlare d'una diciottenne prosperosa e discretamente figa, ammesso che sia concesso dedicare certi pensieri alle sorelle.
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Dimentico sempre di dare l’acqua ai sogni |
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Scritto da Patrizia Sergio
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Lunedì 07 Marzo 2011 00:00 |
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La raccolta di poesie qui proposta è la prova lampante di quanto le parole possano essere suggestive se adoperate dal talento. Il mondo che circonda l’io poetico appartiene alla quotidianità, ed è fortemente interiorizzato per conferire concretezza ad uno scenario emotivo fatto di macerie. Eppure da un animo tormentato apparentemente arido, scorgano versi vibranti.
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Scritto da Lorenzo Mari
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Martedì 15 Febbraio 2011 00:00 |
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Espunta da un’epistemologia relativista e, più in generale, da una visione del mondo a tutto tondo, la frase “la letteratura non dà risposte, deve limitarsi a fare delle domande” rischia di banalizzarsi, di ridursi a mero luogo comune, di non essere più la spia di un’autentica disposizione alla ricerca, ma, anzi, di essere soltanto il segnale di una beatitudine compiaciuta e soddisfatta di sé (che si accompagna, spesso e volentieri, a una condizione di pallida e mortificante inazione).
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Bologna in corsivo. Una città fatta a pezzi |
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Scritto da Lorenzo Mari
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Lunedì 07 Febbraio 2011 00:00 |
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Se ci sono “101 cose da fare a Bologna almeno una volta nella vita” – come recita il titolo di una fortunata operazione editoriale di qualche anno fa – a Bologna ci sono anche almeno 101 cose da vedere, o da “saper vedere”. Questo sembra volerci dire, in ogni suo passo, la raccolta di corsivi e di “racconti in venti righe” che Matteo Marchesini ha selezionato all’interno della sua produzione giornalistica per le pagine bolognesi del “Corriere della Sera”, nel periodo che va dal 2007 al 2010, e che ha recentemente pubblicato per la casa editrice – sempre felsinea – Pendragon.
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Scritto da Carlo Schiavo
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Lunedì 17 Gennaio 2011 00:00 |
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Il racconto si snoda leggero e fluido, usando varie modalità e tecniche del registro comico, dal surreale all’iperbolico ai tormentoni. Ma non retrocede dal trattare anche temi seri, come il razzismo verso i migranti, nel passaggio forse migliore del libro. Che per il resto, purtroppo, semina perplessità e lievi insoddisfazioni.
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Il molosso. La leggenda del cane |
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Scritto da Lorenzo Mari
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Lunedì 10 Gennaio 2011 00:00 |
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Nonostante lo prometta a chiare lettere il risvolto di copertina, quello che propone la neonata, e coraggiosa, collana Novevolt dell’editrice Zona, con “Il molosso” di Enzo Fileno Carabba, non è – non è soltanto – un “piccolo gioiello di stile”. Nel racconto, senz’alcuna pretesa allegorica, o definitiva, della leggenda del molosso, si uniscono, senz’alcuna ratio, spazi mitici, storici e distopici: dalla culla mitica del cane, che è poi la culla della civiltà indoeuropea, tra Iran e Afghanistan, si arriva ad un – non del tutto improbabile – esito futuro della storia italiana, tra guerre tecnologiche che premono alle porte e ritorni non meglio precisati alla pastorizia.
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Macabre danze di sagome bianche |
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Scritto da Carlo Schiavo
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Lunedì 03 Gennaio 2011 00:00 |
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C’è uno scrittore che deve scrivere un libro, ma probabilmente la sua storia vive di una vita propria. Similmente, le storie in generale esistono di per sé: per (provare a) raccontarle bisogna trovarle, ma poi possono sfuggire di mano, proseguire da sole incontrollate. (Quindi le metafore possono diventare reali, concrete.) Forse le storie sono il sogno di un personaggio fittizio che a volte si percepisce come reale e a volte no; rimanendo il dubbio sulla cifra di realtà o di finzionalità da attribuire al sogno stesso.
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Scritto da Lorenzo Mari
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Lunedì 27 Dicembre 2010 00:00 |
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Vi si trovano confermate, ed espanse, le nozioni di un Sinisgalli estremamente attento allo sviluppo di tutte le arti, non solo della poesia – le frequentazioni con Lucio Fontana e Edoardo Persico si alternano agli incontri con i grandi personaggi della letteratura come Cesare Zavattini (memorabile la cronaca del “Lunedì dell’Angelo” del 1934 a Luzzara) e Alfonso Gatto (cui Sinisgalli dedica un altrettanto portentoso ritratto) – e nondimeno di un appassionato di scienza e tecnica, di un fine intenditore di urbanistica e di architettura – ne “La città nuova” del 6 ottobre 1934, si legge questa chiarissima affermazione: “Una fabbrica oggi andrebbe discussa come un libro appena stampato o per lo meno come una prima teatrale”.
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Scritto da Marco Mazzucchelli
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Lunedì 20 Dicembre 2010 00:00 |
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Abbiamo così a che fare con storie al limite, che seppur immerse nella quotidianità e nella “normalità” della vita di persone comuni, la vanno a scuotere con accadimenti forti, violenti, indigeribili, che Zardi quasi sadicamente analizza e seziona, sviscera, comprime fino a farli suppurare, lasciando niente alla sfera del non-detto.
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Teatro civile. Nei luoghi della narrazione e dell’inchiesta |
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Scritto da Lorenzo Mari
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Lunedì 13 Dicembre 2010 00:00 |
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Perché, ancora una volta, si parla di memoria? Risponde, in luogo di Biacchessi, che lo cita, Ascanio Celestini, tramite le sue note allo spettacolo “Radio Clandestina” (2000): “Tutto avviene in un periodo dove la memoria sta diventando istituzionale con prodotti commerciali come “La giornata della memoria”, “Il giorno del ricordo”. La memoria diventa quella del ministro che mette la corona di fiori, dei soldati che sfilano in una parata, delle medaglie appese alle bandiere. In realtà la memoria è un’altra cosa.
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Scritto da Fabrizio Gabrielli
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Lunedì 06 Dicembre 2010 00:00 |
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Sono tredici istantanee che a scorrerle su e giù te la levi mica dalla testa una serie di convinzioni. Tanto per cominciare, che se ti scontri con un formazione deformata, certe brutalità finisci per portartele dentro ab aeternum. Una volta impresso a fuoco, il marchio della Bestia, sei segnato, anche se non vuoi, anche se hai quella naiveté, che agl'occhi degl'altri ti fa apparire mica un mostro, piuttosto: un disgraziato, un ritardato. Un selvaggio, che parla come e con le bestie, che quando si mette carponi e digrigna i denti, le bestie lo rispettano.
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Scritto da Morena Fanti
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Lunedì 22 Novembre 2010 00:00 |
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In Antropometria, Zardi esplora e prende le misure all’umanità, a questa umanità balorda e disattenta che ci circonda. C’è sempre un evento scatenante, un evento come quelli che accadono intorno a noi ogni giorno, che spinge i protagonisti a fare delle azioni che li cambiano. In certe storie sono eventi violenti, ma non occorre che lo siano. Traumatici anche, come la notizia di una malattia rara e invalidante che scatena la rabbia della protagonista e la spinge a trattare male chi le sta intorno, soprattutto chi, come il marito, cerca di dimostrarle affetto.
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Sono un ragazzo fortunato |
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Scritto da Grigi Bolero
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Lunedì 15 Novembre 2010 00:00 |
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Introspezione. Inquietudine di trovarsi. Setacciare, indagare, sceverare. Sputare su carta (uno dietro l'altro) pensieri che del narrato fanno cornice. Obbligando la storia al margine, riducendola a colore di sfondo, è l'esistere qui del personaggio ad esser voce pre-potente.
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Rapsodia su un solo tema. Colloqui con Rafael Dvoinikov |
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Scritto da Lorenzo Mari
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Lunedì 08 Novembre 2010 00:00 |
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È con grazia, infatti, prima che con altri mezzi, che lo scrittore aostano conduce per mano il lettore in questi Colloqui con Rafael Dvoinikov – sottotitolo del romanzo – facendolo passare attraverso una miriade di testualità differenti, un caleidoscopio di esperienze diverse: il diario di Ethan Prescott (nel ruolo dell’intervistatore, mentre Dvoinikov è l’intervistato; a volte, però, bouleversement: accade il contrario); il racconto in prima persona di Dvoinikov; la descrizione proto-saggistica delle opere di quest’ultimo; la trascrizione di un trattato del Settecento; una serie di note anarchiche e dissacranti…
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L’ipotetica assenza delle ombre |
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Scritto da Patrizia Sergio
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Lunedì 01 Novembre 2010 00:00 |
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L’epilogo è un riuscito colpo di scena ma che meriterebbe una cornice in grado di risaltarlo, dotata di tensione e che tolga il fiato nel lettore. A volte si ha la sensazione che l’autore ben consapevole di avere avuto una buona intuizione narrativa e di “avere per la mani” una storia valida, si perda in aspetti marginali, cercando di protrarre il più a lungo possibile il colpo di scena.
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Scritto da Marta Casarini
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Mercoledì 27 Ottobre 2010 00:00 |
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I motivi che mi hanno spinta a leggere questo libro sono due, tra i più istintivi che esistano. Primo: il sesso dell'autore. Ho pensato: "è una femmina, scrive. Anch'io sono una femmina, scrivo. Spesso le scrittrici tendono a farsi fuori l'una con l'altra, ad affossarsi a vicenda per cercare di emergere in un ambiente - anche questo, diobono - super maschilista. E allora leggo lei, la recensisco e compio cosa buona e giusta." Secondo: l'argomento. "Il silenzio perfetto" parla di depressione. Fantastico: l'ho vissuta, la vivo, ne ho scritto, ne scrivo. Leggiamolo, è il libro che fa per me.
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Scritto da Marco Mazzucchelli
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Lunedì 25 Ottobre 2010 00:00 |
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E la storia è un affresco, che per una volta non si prende cura di chi ha urlato nei megafoni, di chi si è eletto capobranco, di chi ha pensato di poter cambiare il mondo, ma di chi invece è stato a guardare, chi da fuori è riuscito ad avere uno sguardo oggettivo e più pacato e che per questo non è mai stato ascoltato, ma solo esortato a essere presente e possibilmente convinto, coloro ai quali è stato chiesto un atto di fede.
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La mia Waterloo ventricolare |
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Scritto da Alessia Mocci
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Lunedì 11 Ottobre 2010 00:00 |
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Roberto Di Egidio segue una sua peculiare poetica che vede una versificazione del tutto assente di punteggiatura, non troviamo infatti in nessuna occasione maiuscole, virgole, punti. Il concetto ed i versi si scindono in un ritmo ben scandito dalla brevitas e dall’ironia. I testi presentano un pregno senso di sagacia e di chiara interpretazione della società odierna, dei suoi piccoli dettagli.
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Scritto da Patrizia Sergio
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Lunedì 04 Ottobre 2010 00:00 |
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L’opera si presenta come un romanzo di formazione. Ciò si intuisce sin dalle prime pagine e a ben vedere le caratteristiche sono presenti e ben rispettate. L’amore adolescenziale, le sofferenze e gli slanci emotivi che determinano nel giovane protagonista i primi turbamenti, l’amicizia e l’affacciarsi al mondo adulto mediante delle scelte, che inevitabilmente muteranno la vita del giovane.
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Scritto da Lorenzo Mari
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Lunedì 27 Settembre 2010 00:00 |
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La precisione sociologica dell’autore non arriva a uccidere il piacere della narrazione: i personaggi si sviluppano coerentemente e acquisiscono profondità fascino con lo scorrere delle pagine, dando vita a una trama coinvolgente, perfettamente inserita nell’attualità e attenta ai suoi paradossi.
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Scritto da Patrizia Sergio
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Lunedì 20 Settembre 2010 00:00 |
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L’autore sviluppa in modo personale e originale i temi che solitamente si riscontrano nella letteratura giovanile ma con una vena di cinismo misto a poesia. Un connubio che produce nel lettore straniamento ma al contempo compartecipazione emotiva. Fabrizio Carucci non scade nell’autocompiacimento, nel retorico o nel banale happy-end. Al contrario il suo stile rispetta la vocazione del narrare con lucido realismo e con la consapevolezza che tutto fugge, finisce e muta.
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Scritto da Carlo Schiavo
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Lunedì 13 Settembre 2010 00:00 |
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Una serie sospetta di morti e di incidenti si intreccia, nella Parma contemporanea, con la rievocazione di vicende legate ad Alessandro Farnese e alla sua trasferta olandese nell’epoca del conflitto tra l’Invincibile Armata e la flotta dell’Inghilterra elisabettiana. Il nesso ruota attorno alle Farnesiane, celebrazioni in memoria del duca, a biblioteche e a ritrovamenti, con il prospetto dell’immancabile tesoro.
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