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Ehi! Ciao, vieni più vicino, sì, son qui dietro, vieni più vicino, non avere paura. Come ti chiami? io chiamo Rosalberto Maria, sono l’unico bambino che vive qui dentro. Mi chiamo così perché sono il figlio di Giuseppina, quella che aiuta i frati a pulire tutte le cose che ci sono qui. La mamma voleva così tanto una femmina che aveva promesso alla Madonna che ci avrebbe messo il nome di Rosa e siccome ogni promessa è debito… chissà perché non ha pensato a Rosario, ma è meglio così, un nome così non ce l’ha nessuno fuori, vero? … mi raccomando, non dire a nessuno che mi hai visto, nessuno nessuno, promettimelo, perché altrimenti la mia mamma ha detto che non la fanno lavorare più e l’abate William lo mandano via e così non mi porta più le cocacola gommose. Qui non ci sono le cocacola gommose, me le porta William, che è l’unico che sa che ci sono, insieme a mia mamma. Ma spesso sono impegnati quindi mi annoio tanto e allora vado in giro e mi nascondo da solo e mi diverto a spiarli. Invece, quando i frati fanno le preghiere o vanno a mangiare, William viene a trovarmi e mi insegna le cose, soprattutto le cose religiose. Come la Santissima Trinità che è una cosa divisa e separata insieme, o del peccato, che è una brutta cosa dentro ognuno di noi da sempre ma che a volte esce. Non ho proprio capito perché non c’è la mamma di Gesù nella santa trinità, se è la madre di Dio dovrebbe esserci, mica come quella colomba che non si capisce cos’è. Mi piacerebbe proprio essere come la trinità con la Mamma e l’abate William, ma lui dice che non si può. Mia mamma invece, quando gliel’ho detto, ha fatto una faccia strana e quasi quasi cadeva dalle scale. Però so benissimo come fanno i frati a fare uscire il peccato. Espiare loro dicono, è una parola che mi ha insegnato William. Non c’è un momento preciso, come per le preghiere, i canti o l’acqua da dare agli orti. Si fermano un attimo, diventano rossi, fanno prot! da sotto e poi si fanno subito un segno della croce, così il peccato è stato perdonato, credo. Anche tu fai così, vero? Non so perché ma quando ci provo anch’io, e son bravino a espiare i peccati, mia mamma mi dice di no, che non sta bene e allora io le dico che sto espiando i peccati e che è dovere di ogni cristiano farlo. Anzi, le dico che è lei la peccatrice, che non li espia proprio mai ma allora lei dice che le mamme non hanno peccati ma è una bugia, perché di notte, quando dorme, ne escono di peccati da lei, eeeh! e allora mi sveglio e comincio a farmi io i segni della croce per lei, che forse funziona lo stesso. Ma a volte son peccati così grossi che ci vuole quello che sta a Roma vestito di bianco.

[racconto per spazi indecisi in occasione di cicli indecisi] |