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il programma giovedì 6 ottobre 2011 simone rossi, croccantissima (2011)
Joyce davanti alla scrivania con la testa tra le mani, gli occhi zuppi e la tosse. Joyce, cosa c’è che non va? È il lavoro? Joyce scuote la testa in orizzontale e poi in verticale. Quante parole hai scritto oggi, Joyce? Sei. Sei? È un gran risultato, almeno per te! Suppongo di sì, ma non so in che ordine vanno. --- musiche: fabrizio bicio chinaglia e cugino lubitch letture: elena marinelli
giovedì 13 ottobre 2011 Jukebooks 2011, Quintadicopertina – una casa editrice digitale Hai presente quando negli anni ottanta si entrava nel bar, si andava al mitico jukebox e si sceglieva la canzone giusta, quella che si voleva ascoltare e che si voleva far ascoltare un po' a tutto il locale? E poi ancora una e una ancora fino a creare un personale long-playing di musica che ci piaceva, tenendo fuori la roba che non potevamo sopportare? Il Jukebooks di quintadicopertina funziona nello stesso modo, si entra nel nostro bar virtuale, si guardano i racconti presenti e si scelgono quelli che si vogliono leggere. Si scaricano sul proprio e-reader e si crea un proprio libro di racconti, fatto solo con quelli che piacciono a noi. --- Quintadicopertina presenterà in anteprima il suo Jukebooks 2011. La casa editrice digitale quintadicopertina nasce nel maggio 2010, come luogo destinato alla scrittura, alla comunicazione e all'informazione digitale. Quintadicopertina si occupa di tante cose, ma in realtà ne fa una sola: arricchire i vostri e-reader con parole pensate apposta per loro. Interverranno Maria Cecilia Averame, co-responsabile della casa editrice e Silvana Mosca, autrice dei racconti Gonadi e Portafogli.
giovedì 20 ottobre 2011 Gabriele Dadati, Piccolo testamento (Laurana, 2011) In un’afosa notte di giugno un giovane di neanche trent’anni si sveglia, si alza dal letto nel quale giace una ragazza che non ama ed esce sul terrazzino a fumare. Ripensa a Vittorio, intellettuale cinquantenne, uomo curioso e rigoroso, amabile e solitario, morto un mese prima: un tumore al cervello gli ha mangiato il corpo, la libertà, la parola. Il giovane era diventato, non per obbligo scolastico ma per elezione, il suo allievo. Quasi il figlio adottivo. E la morte del padre adottivo ha fatto coagulare in lui le sostanze più preziose dell’insegnamento ricevuto: la passione argomentativa, la disponibilità, il sentimento di essere custode di un bene. --- Gabriele Dadati (Piacenza, 1982) ha pubblicato Sorvegliato dai fantasmi (peQuod, 2006; Barbera, 2008), premio Dante Graziosi e finalista come Libro dell’anno per Fahrenheit di Radio 3 Rai; Il libro nero del mondo (Gaffi, 2009). Nel 2009 ha rappresentato l’Italia nel progetto Scritturegiovani di Festivaletteratura di Mantova. Collabora con Booksweb.tv e scrive su Libertà.
giovedì 27 ottobre 2011 Non parlate al conducente, con Piazza Grande ed ExAequo Serata a deciso contenuto civile. Gli Amici di Piazza Grande è l'associazione che pubblica il giornale dei senza dimora e che offre un’ampia serie di servizi sociali. Ospite speciale sarà lo scrittore-autista Donato Ungaro, che leggerà brani della sua gettonata rubrica "Non parlate al conducente", storie di vita e racconti, novelle e strani personaggi che si incontrano sull'autobus. Interverranno inoltre Leonardo Tancredi, presidente dell'associazione e direttore del giornale, e Alessandro Tortelli, responsabile del Servizio Mobile di Sostegno (la squadra che fa le uscite serali per incontrare gli homeless per strada) e referente di numerosi altri progetti. Introduce Mauro Sarti, del comitato editoriale di Piazza Grande.
A precedere, l'aperitivo questa settimana sarà preparato con i prodotti equosolidali della bottega ExAequo, che verranno abbinati agli ottimi vini di Zammù.
--- Piazza Grande è il giornale bolognese dei senza dimora. L'associazione Amici di Piazza Grande è una Onlus che lavora nell’ambito dell’esclusione sociale, per dare assistenza alle persone senza dimora, per difenderne i diritti, per favorirne il reinserimento all’interno della società da cui sono state emarginate. Solo attraverso l’autorganizzazione e la ricerca di nuove strategie di intervento sociale volte a superare la condizione di utente passivo, chi vive in strada può diventare un soggetto attivo, propositivo, e può abbandonare la propria situazione di disagio socio-economico. In 17 anni si è data forma al desiderio dei soci di organizzarsi per costruire la propria impresa: una attività lavorativa di “autoimprenditoria” che è posta fra gli obiettivi nello statuto dell’associazione. Sono allora sorti una sartoria, un laboratorio di biciclette, il progetto Avvocato di strada, corsi di teatro, laboratori di fotografia...
ExAequo Bottega del Mondo è una Cooperativa Sociale senza fini di lucro che ha come obiettivo la promozione di una economia di giustizia. Attraverso il commercio equo e solidale, il consumo consapevole, la finanza solidale, il turismo responsabile e le attività educative e culturali ExAequo sostiene e diffonde pratiche e comportamenti che mettono al centro delle relazioni economiche la dignità della persona, con particolare attenzione ai produttori del Sud del mondo.
giovedì 3 novembre 2011 Azael, Favola d’amore triste per malati di mente E di cosa tratta la poesia? C’hai una risposta valida tu? Bravo. Se non ce l’hai, facciamo un ragionamento. Di cosa trattano i libri di letteratura, i romanzetti estivi e quelli degli scrittori veriantichi? Trattano del passato. A parte quelli di Stephen King e altri che parlano di cose inesistenti, tipo il futuro o i dischi volanti. Ecco, la poesia no. Non parla del passato, perché mica uno ci scrive le cose sue vissute, nelle poesie. Il poeta c’ha un certo pudore delle cose sue vere. E allora ci scrive di cose un po’ vere e un po’ pensate. Come un piatto di rigatoni con il cracr. Il cracr mica esiste, però i rigatoni sì, e insieme fanno una cosa possibile, immaginabile, comprensibile pure dalle massaie che guardano le televendite. Ecco, di questo si tratta qui. Di poesia, una cosa che se ci pensi, può pure essere. --- Massimo Santamicone, o Azael, fa lo stesso, ha 37 anni passati e scrive cose. Alcune le scrive per lavoro, son cose tecniche che riguardano il web, altre invece son cose che scrive perché gli diverte farlo. Ha due blog, Terzadicopertina e Poesie da decubito, che se volete potete andare a leggere. http://www.terzadicopertina.com/ http://www.decubito.org/ http://www.azael.es/
giovedì 10 novembre 2011 Schegge di Liberazione 2011 (Barabba Edizioni): un Ebook collettivo sulla Resistenza
“la REsistenza, questo essere Re nell’ATTO di esistere.” eNZO
Verso la metà di febbraio del 2010 mi sono incontrato col mio socio e gli ho chiesto Be’, ma se facessimo un ebook sulla Resistenza, visto che quest’anno a Carpi c’è l’anniversario di Materiali Resistenti? Lui, il mio socio, mi ha detto Ok, pensaci tu per le questioni dell’internet, io organizzo la serata di presentazione. Va bene, gli ho risposto, proviamo a fare ebook collettivo, in pdf, proviamo a coinvolgere le blogsfera. Lui mi ha detto Va bene. Io gli ho detto Allora siam d’accordo. Lui mi ha detto Sì. Così abbiamo cominciato. Siamo partiti a reclutare scrittori, disegnatori, fotografi e poeti su tutti i social network disponibili (facebook, twitter, tumblr, il blog, eccetera, anche se quello che ha funzionato di più, in termini di partecipazione, è stato FriendFeed). Ci eravamo inventati un tormentone: “Barabba dice 26x1” (una specie di calco del segnale in codice che ha fatto partire la Resistenza, a suo tempo, negli anni ’40, e diceva: “Aldo dice 26x1”) e il 15 di aprile, la deadline per la consegna, avevamo già raccolto una sessantina di contributi tra racconti, saggi, ragionamenti, poesie, disegni, foto e perfino un monologo teatrale di venti pagine. Poi l’abbiamo impaginato e l’abbiamo chiamato Schegge di Liberazione, forse ne avete sentito parlare. L’abbiamo pubblicato gratuitamente su internet, in pdf, e presentato in pubblico il 24 aprile 2010, in un locale di Carpi, con delle letture e dei blogger che erano venuti da mezza Italia per leggere in pubblico i propri pezzi o quelli altrui, o anche solo per vedere cosa stava succedendo. È andata così bene che ci han chiamati a leggerlo a Bologna (due volte), poi a Milano, a Venezia, Perugia, Roma, Fabriano e anche in una radio. Insomma, un ebook e un tour di presentazione, proprio come per i libri veri. È andata così bene che quest’anno l’abbiamo rifatto, anche se forse è l’ultima volta. Come l’anno scorso, al grido di “Barabba dice 26×1” (l’abbiamo riusato, funzionava) sono arrivati oltre novanta contributi. Solo che stavolta volevamo fare un libro di carta, e novanta contributi, per ragioni fisiche ed economiche (ché noi, come molti di voi, siam di quella schiera che tira un po’ a campare), non ci stavano tutti. Così ne abbiamo selezionati una manciata, e questa manciata, impaginata, stampata e rilegata con un po’ di colla e filo, è quella che avete in mano in questo momento. Non sono necessariamente i migliori, i contributi che state toccando, sono quelli che forse più si adattano al formato, ma non è detto, non siamo mica degli editori. E questo oggetto è solo una delle tante facce di quella cosa chiamata Schegge di Liberazione, quella cosa che un giorno d’aprile del 2010 ci è scoppiata in mano ed è diventata improvvisamente una cosa grande. Così, come abbiamo fatto l’anno scorso, anche nel 2011 gireremo un po’ l’Italia a leggere questi racconti, quelli nuovi, quelli vecchi e quelli che per i motivi sopra elencati non han potuto profumare di carta – ma li mettiamo in un altro ebook, abbiamo deciso. Anche quest’anno ci ritroveremo in viaggio, chissà dove, ci conosceremo e ci rincontreremo, leggeremo e berremo insieme, ci abbracceremo e ci scambieremo delle gran pacche sulle spalle. E mi vien da dire, e stranamente non m’imbarazza dirlo, che continueremo a fare, nel nostro piccolo, a modo nostro, la nostra parte. Partigiani. --- Barabba Edizioni, una casa editrice che non vende niente, non spende niente, non guadagna niente e, insomma, non esiste, anche se pubblica dei libri. Ha pubblicato Schegge di Liberazione (ebook collettivo, 2010), Cronache di una sorte annunciata (ebook collettivo, 2010), Pansieri in apnea (di Carlo Dulinizo, 2010), Schegge di Liberazione 2011 (ebook collettivo, 2011), Schegge di Liberazione: outtakes (ebook collettivo, 2011), Cicatrici (ebook collettivo, 2011), croccantissima (di simone rossi, 2011) e Spellicolaggini 2011 (di Elena Marinelli, 2011)
giovedì 17 novembre 2011 Premiazione del concorso di poesia “Primo Scatto: Bologna”, con letture pubbliche
Preferisco il ridicolo di scrivere poesie al ridicolo di non scriverne. Wyslawa Szymborska Il 15 settembre 2011 si è concluso il concorso “Primo Scatto: Bologna”, gratuito e aperto a tutti, al quale era possibile partecipare con 1 poesia, a tema libero, di max. 30 righe. Una giuria autocratica composta dai lettori di Casa Lettrice Malicuvata ha selezionato 7 poesie che saranno pubblicate gratuitamente nell’antologia autoprodotta di poesia Ultimo Scarto (che uscirà a gennaio 2012). Alcuni dei vincitori saranno presenti per leggere le proprie opere durante questa serata di letture; tra questi: Enrico Geremia Vignali, Mir hat getraumt; Giusi Montali, Filastrocca incrociata; Valeria Raimondi, No smart bombs; Alfonso Pierro, Canto al vento.
giovedì 24 novembre 2011 Simone Marcuzzi, 10 italiani che hanno conquistato il mondo (Laurana, 2011)
Fa parte dell’esperienza di ciascuno il sorrisetto beffardo con cui, all’estero, viene accolta l’ammissione di provenienza di un cittadino italiano. “Oh, nice to meet you. And where are you from?” “Italy”. Ed eccovi servito il sorrisetto. Come se scattasse un meccanismo invisibile, una trappola celata dalle foglie sul sentiero obbligato di una nuova conoscenza, la bella sensazione di respirare in terra straniera subito spianata dalla radiazione di significati tossici evocata dal nostro paese. --- Un’esperienza comune a noi italiani è questa: viaggiare all’estero, dichiarare le nostra provenienza e vederci da subito inscritti in una deprimente costellazione di stereotipi. L’Italia? Berlusconi, la mafia, la pizza, qualche volta le belle donne, un tempo il calcio. E così, noi che sappiamo che c’è dell’altro, vorremmo aprir bocca e controbattere. Poi però ci blocchiamo, ci stringiamo nelle spalle, facciamo un sorrisetto al nostro interlocutore e lasciamo perdere. A cosa potremmo aggrapparci infatti? Be’, potremmo fare come ha fatto Simone Marcuzzi, ad esempio. Che invece di dire: “gli italiani sono anche altro”, ha pensato bene di dire: “adesso vi mostro degli italiani che sono anche altro”. Cos’hanno in comune Pinocchio e Luciano Pavarotti, Dante e Rita Levi Montalcini, Enzo Ferrari e Giorgio Armani, Moana Pozzi e Leonardo da Vinci, Sergio Leone e Yuri Chechi? Vivi o morti, immaginari o reali, umanisti o scienziati, sono tutti italiani famosi nel mondo, italiani che tutti conoscono. In un momento in cui il nostro paese sembra in affanno come mai in precedenza e la nostra immagine internazionale è fin troppo negativa, vale la pena di ricordarsi che esiste, è sempre esistita ed esisterà sempre un’Italia bella e riconosciuta nel mondo. Di cui andare fieri. A cui cercare di appartenere. Perché alle nostre spalle e al nostro fianco ci sono anche Umberto Eco, Maria Montessori, Federico Fellini, Carla Fracci, Anna Magnani, Renzo Piano, Eleonora Duse, Luciano Berio, Antonio Canova, Cristoforo Colombo e tanti altri ancora… Ecco quindi il catalogo di Simone Marcuzzi. Da qui ogni lettore potrà partire per fare il proprio. Perché vale la pena di leggere 10 italiani che hanno conquistato il mondo? Perché abbiamo bisogno di guardare a esempi positivi per non assistere impotenti al funerale del nostro paese (piangendo, ovviamente: stile mélo).
Il libro sarà presentato per la prima volta al pubblico. Dialogherà con l’autore Carlo Schiavo.
--- Simone Marcuzzi (Pordenone, 1981) ha pubblicato la raccolta di racconti Cosa faccio quando vengo scaricato e altre storie d’amore crudele (Zandegù, 2006) e il romanzo Vorrei star fermo mentre il mondo va (Mondatori, 2010), vincitore del Premio Zocca Giovani 2011. Collabora all’organizzazione del festival letterario Pordenonelegge.
giovedì 1 dicembre 2011 Il Libretto Rosa di Finzioni Lettori di tutti il mondo, LEGGETE!
Finzioni nasce nel 2009 come una reazione allergica. Uno sfogo causato da un modo d'intendere la lett(erat)ura obsoleto ed elitario, distante anni luce dalle esigenze e dai desideri dei lettori. Non ne potevamo più di autori superstar e critici tromboni, e come lettori eravamo stanchi di essere considerati l'ultima ruota del carro. Allora pensammo di fare una rivista indipendente, che raccontasse il mondo dei libri in un modo nuovo, con un approccio leggero a dei contenuti pesanti, un approccio che insistesse sull'esperienza della lettura, sulla sua condivisione. Provammo ad utilizzare uno stile che, tra il serio e il faceto, si astenesse dai paroloni, ma non rifuggisse certo la profondità.
Per tutto il primo anno, intorno a questo progetto di lettura creativa, raccogliemmo persone, adesioni, contributi, facemmo esperimenti. In contemporanea aprimmo il sito, perché un sito web bisognava pur averlo, e se facevamo 50 visite al giorno brindavamo! Ora ne facciamo 50 volte tanto, come minimo. Poi, esattamente un anno fa, decidemmo di rilanciare il progetto, ampliando e strutturando con rigore la Redazione, inventando di sana pianta un gruppo di fuoco che si occupasse di news, creando nuove rubriche. Tutto quello che abbiamo fatto, lo abbiamo fatto cercando di perseguire un nuovo modo di pensare ed esperire la lettura. Sono state le nostre mille iniziative che hanno dato corpo a un'idea, un modello, il modello finzioniano: dalle pratiche alla teoria, in breve. A un certo punto, circa sei mesi fa, abbiamo sentito il bisogno di metterlo per iscritto questo modello, di dare una formulazione coerente a tutto ciò che stavamo, nei fatti, proponendo. Ci siamo seduti intorno a un tavolo, abbiamo stappato decine e decine di Tassoni, e con tutta la fatica di chi lavora solo per passione e non per lucro, abbiamo scritto il nostro "testo sacro": il testo che, nelle nostre aspettative, dovrà contribuire a fondare una nuova Repubblica dei Lettori; il testo con cui vogliamo rivoluzionare (in senso buono, si capisce!) il mondo degli italici libri.
Un testo rivoluzionario, ma alla maniera di Finzioni, non poteva che chiamarsi Il Libretto Rosa. Mao, versione rosa shocking!!!
Saranno presenti Jacopo Donati, caporedattore sezione "libri", e Silvia Dell'Amore, caporedattore sezione "news".
giovedì 8 dicembre 2011 Paolo Cossi, Ararat - La montagna del mistero Secondo il racconto biblico, dopo il diluvio, l’Arca di Noè si sarebbe adagiata tra le sommità dell’Ararat, il monte che con i suoi oltre cinquemila metri d’altezza è la vetta principale dell’attuale Turchia. Quale realtà corrisponde a questo racconto? Azad Vartanian, il personaggio principale di Ararat, la montagna del mistero, intende accertarlo. È convinto che comparando le testimonianze e i reperti storici si possa arrivare a individuare precisamente il sito che custodiva i resti dell’Arca e che ancora ne reca traccia. Giunto sull’Ararat nei pressi del campo, in una "zona impervia e pericolosa, dove non vi sono alberi ma solo rocce vulcaniche e taglienti che generano frane continue", capisce che, al di là dell’aura sacra che lo circonda, questo sito è soprattutto un luogo eternamente conteso, segnato da un lungo passato di conflitti che hanno lasciato ferite insanabili nella memoria di tutte le popolazioni anatoliche, e ancor oggi strettamente controllato dall’esercito dello Stato turco. Quelle ferite riaffiorano a poco a poco dalle parole, dai gesti e dai silenzi dell’anziano pastore curdo che amichevolmente ospita Azad, lo istruisce, lo guida ai luoghi desertificati e oscuri ov’ebbe luogo, nel 1915, l’eccidio degli armeni che abitavano la montagna, e con ritegno gli mostra quanto vi resta sperso dei loro villaggi e dei loro corpi. Alla fine, il suo non sarà più soltanto il viaggio avventuroso di un intrepido alpinista e archeologo, e andare fino in fondo alle sue ricerche sull’antico mistero del monte Ararat gl’importerà meno di quel che ha dolorosamente appreso di sé, del mondo in cui vive e degli uomini che lo abitano.
In questo suo nuovo lavoro Paolo Cossi ritorna alle questioni da lui già affrontate in Medz Yeghern. Il grande male ma anche ai temi, a lui cari fin dagli esordi, della vita in montagna.
Il DVD allegato al libro contiene un documentario sui popoli dell'Ararat e sulle ricerche archeologiche di Azad Vartanian, cui si deve anche il soggetto di questo racconto. --- Paolo Cossi, Pordenone, 1980. Fra i suoi numerosi libri ricordiamo: Corona, l’uomo del bosco di Erto, Corona, la montagna come la vita, Tina Modotti (Biblioteca dell’immagine); Unabomber e Il terremoto del Friuli (Becco Giallo); La storia di Mara, Anarchia per erbe bollite (Lavieri); 1918, destini d’ottobre (De Bastiani). Ha ricevuto il premio “Albertarelli” nel 2004 come miglior giovane autore italiano; nel 2009, per Medz Yeghern, il premio “Condorcet-Aron per la democrazia” dal Parlamento della comunità francese del Belgio e il premio “Diagonale” come miglior albo straniero pubblicato in Belgio nel 2009. I suoi libri sono stati tradotti in Francia, Belgio, Spagna, Olanda, Norvegia e Corea. paolocossi.com cossipaolo.blogspot.com
giovedì 15 dicembre 2011 Attraverso passaggi (Casa Lettrice Malicuvata, 2011) + mostra fotografica e premiazione contest Instagramers Bologna + Libro Ametà “Cosa dite se scegliamo una frase dall’Annuario Attraverso Passaggi e lasciamo che le persone fotografino quello che le suggerisce?” “Bello, facciamolo.”
“La strada era una storia condivisa”: la frase è tratta dal racconto "Come funzionano gli orologi", di Marco Montanaro, inserito nell'antologia malicuvatiana “Attraverso Passaggi”, e ha subito attivato gli instagramers bolognesi, che hanno condiviso un sacco di foto (in totale 318!). Ne sono state scelte 10 dagli organizzatori, ma saranno gli stessi instagramers che stabiliranno le prime 3, i cui autori riceveranno premi foto-letterari. 50 di questi scatti saranno in ogni caso esposti, e potranno essere ammirati per tutta la sera.
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Instagram è un’applicazione per iPhone per condividere foto on line. Gli Instagramers bolognesi parteciperanno in queste settimane ad un contest: inviare foto ispirate all’Annuario Attraverso Passaggi. Le migliori foto saranno stampate, esposte e premiate nel corso della serata. http://www.facebook.com/igersbologna http://web.stagram.com/n/igersbologna/
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decimo cirenaica, attraverso ricordi di domani rivisitazioni a chiudersi, pezzi di romanzi ametà, poesie, lettere, scritti metapolitici. Un discorso senza capo né coda musicato da chopin, django reinhardt, coro bachis sulis, cugino lubitch; un libro, anche: الوقت لمن لا يعرف a loro il tentativo di chiudermi ametà.
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Attraverso passaggi – annuario010 racconti | fotografie | dialoghi | illustrazioni | graphic designs ed. casa lettrice malicuvata 2011 illustrazioni: kain malcovich progetto grafico: dogonreview.org
è successo che in un anno – il 2010 – abbiamo incontrato parole, tante, e capitava che queste fossero associate a una voce o a un viso; altre volte – quelle parole – rimanevano lì, appese ad uno schermo o stampate sulla carta. nostro è stato il compito di leggere o ascoltare. attraverso passaggi.
racconti | fotografie | dialoghi | illustrazioni | graphic designs: linguaggi che coabitano, si cercano, si confrontano e si completano.
è la vicenda umana che mostra e definisce il quotidiano fatto di avvenimenti, l’uomo interpretato in spazi utopici in definizione. passaggi di preteso tempo. è esposizione raffinata e colta di avventure, confessioni, intimità. è la realtà attraverso le sue fantasticherie che si pone con il gusto multicolore dei suoi narratori. in quest’isola del probabile, del desiderio e del volere esistere, la cronaca del reale mescola allucinazione e meraviglia. |