| Romeo e Giulietta | Tragedia in cinque atti |
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| Scritto da Elena Carletti |
| Venerdì 06 Maggio 2011 00:00 |
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omeo >< Giulietta - Tragedia in cinque atti
Prepararsi al dolore dell’eunuco o della vedovanza protratta
I
Da Vienna a Verona e tu ed io e l’aria di miracolo che ci inghiotte tra le chiazze di cielo squarciato nel sole impudico di gennaio
Abbiamo disperso i nostri passi in una eco torbida -come segreti sigilli come promesse caute- e abbiamo sperso la porpora dei nostri respiri lenti come rubini densi come sorsate di vini rossi inebrianti
amanti o amori e brividi ardenti nel petto sotto al balcone di lei e io e tu per mano e noi che diventavamo un solo Romeo stordito che grida al cielo rotto
un muto amore
II
Tra io e tu la giostra dei chilometri e la spirale intermittente del tempo in mezzo
Come il trapelare di terre sommerse come balene emerse a respirare ci stringiamo corpo a corpo in un brillare di raggi fulgenti
Ma è soltanto un balenare fugace di luce prima di inabissarsi -ancora una volta- nella distanza avversa
nell’estenuante sibilo sottomarino
III
Non è la sveglia amore non è l’alba quella ma l’abbaglio impazzito dei fanali e la sirena delle ambulanze in corsa
è notte tienimi forte voglio contarti ancora i desideri dentro agli occhi
IV
In uno stormire gremito d’ali di gabbiano ti ho visto trascolorare blu notte o blu ghiaccio e scivolare inafferrabile tra le mie mani cianotiche come una salma immobile come l’affondo di perla inghiottita dalla gola del fiume gelato
-tu- mi hai punto il cuore vivo con labbra di cianuro e dove sei adesso amore?
V
Ti portano via come un pazzo da me come un folle all’aeroporto ti portano via passi –tuoi- e io mi impazzisco tutta e io mi ribalto il petto mi batto lo sterno coi pugni mi strappo i capelli forti e io me li stringo in ciocche nere di dolore – e neri granelli di cenere o polvere e io mi sbatto su un letto e ardo e riardo per tutta la notte ed è come far finta di morire e muoio e ti aspetto e mi risollevo svuotata - fenice ferita ti attendo e attendo le mie morti così sempre preannunciate ti aspetto
qui piano col silenzio di una chiesa sospesa in una veglia sconfinata
e io ti prego vieni tu qui a morirmi addosso |







