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Pranzi (ergo, quell'affamato infame d'un fama) |
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Scritto da Julio Cortázar
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Giovedì 16 Settembre 2010 00:00 |
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Nei ristoranti dei cronopi succedono di queste cose, tipo che un fama chiede con grande concentrazione una bistecca con patate fritte, e resta senza parole quando il cameriere cronopio gli chiede quante patate fritte desidera. Che significa quante? vocifera il fama. Mi porti patate fritte e basta, eccheccazzo! È che qua le serviamo a porzioni da sette, trentadue o novantotto, spiega il cronopio. Il fama medita un momento, ed il risultato della meditazione consiste nel dirgli, al cronopio, Guardi, amico mio, veda di andarsene a fanculo. Con immensa sorpresa del fama il cronopio obbedisce istantaneamente, vale a dire scompare, come se se lo fosse bevuto il vento. Chiaro che il fama non saprà mai dove si trove questo fanculo, ed il cronopio probabilmente neppure, ed in ogni caso il pranzo è ben lungi dall'essere un successo.
[tratto da Papeles Inesperados, 1952-1956 | traduzione di Fabrizio Gabrielli] |