Home [ modi verbosi ] [ del 2010 ] A domanda risponde Marta Casarini
A domanda risponde Marta Casarini PDF Stampa E-mail
Scritto da Marialuisa Fascì Spurio   
Giovedì 01 Aprile 2010 00:00

Marialuisa Fascì Spurio: Nel tuo romanzo il corpo è un elemento centrale, pur essendo poi un romanzo tutto cerebrale e introspettivo, ecco, dove finisce la mente e dove inizia il corpo, è così netta la separazione quando si scrive o si scrive anche con il corpo?

Marta Casarini: L'unica attività fisica che compio è scrivere. Quando mi siedo davanti alla tastiera e comincio a raccontare una storia io sudo, soffro, faccio ballare le ginocchia, mi tormento le unghie e i capelli, cerco di tenere a bada gli smottamenti delle viscere, perché per me scrivere è questo: movimento e legame con la materia. Mi piace scrivere di cucina, descrivere situazioni che coinvolgano tutti i sensi, conoscere il mondo e parlarne usando il gusto, il tatto, la vista.
Il mio romanzo parla di una ragazza "oversize" (o, se preferite, "morbida", "abbondante", "formosa"...quanti aggettivi si trovano pur di non menzionare l'evidenza), che si mette in relazione con le persone e gli oggetti attraverso la minuziosa osservazione del proprio corpo, perdendosi nelle pieghe e nei cambiamenti del proprio aspetto, che sono anche quelli della propria psiche. In Nina Nihil giù per terra cito Beckett e le sue rughe per parlare del forte legame tra pensiero, percezione di sé e caratteristiche fisiche: sono convinta che ogni neo, gobba sul naso, smagliatura e alluce valgo condizionino e influenzino la nostra vita e il nostro atteggiamento verso il mondo, e che pelle e pensiero non si possano scindere, a meno di non voler prendere drasticamente le distanze dalla propria realtà. Trovo affascinanti i corpi "imperfetti", i nasi troppo grossi, le tette asimmetriche e le mani callose, li trovo intensi, in grado di raccontare un passato e una storia, e trovo preoccupante la tendenza a livellare corpi, a renderli tutti uguali, che per me significa cancellare le storie e rendere uguali i pensieri e le emozioni. Il dolore, lo sgomento, il processo attraverso il quale impariamo ad amare e accettare il nostro corpo dev'essere mostrato e non nascosto, dev'essere raccontato, e io spero di riuscire a imprimerlo sulle pagine come sul mio volto.

 

produzioni

Banner

progetti

Banner

collaborazioni

Banner