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La felicità esiste [brano] |
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Scritto da Paolo Zardi
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Venerdì 27 Gennaio 2012 00:00 |
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Negli ultimi anni, aveva avuto un numero piuttosto alto di relazioni sessuali – incredibilmente alto, per un uomo come Baganis che, pur presentando un aspetto particolarmente interessante, non aveva alcuna qualità. Tipicamente, le donne che si portava a letto (ma letto era solo un modo di dire: i rapporti sessuali frettolosi che consumava con le sue compagne, si svolgevano in ogni genere di luogo) erano sposate; poche le signore separate, e poche le prostitute alle quali si rivolgeva, senza alcuna vergogna, quando non trovava qualcuno con cui passare la notte.
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Scritto da Tom Cho
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Mercoledì 18 Gennaio 2012 00:00 |
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Di questi tempi le tute-gommate sono molto più comode ed è più facile che rappresentino umani, piuttosto che mostri. Sono anche di gran lunga più realistiche e molto meno costose da produrre. Tutto ciò ha permesso alla suitmation di valicare i confini del cinema e di diventare un prodotto alla portata del consumatore comune.
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L'ascensione di Roberto Baggio [brani] |
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Scritto da Vanni Santoni e Matteo Salimbeni
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Giovedì 12 Gennaio 2012 00:00 |
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“Rigore!” “Macché rigore!” “Rigore, rigore!” “E batti codesto rigore! Tanto lo sbagli!” Era un bel giorno di marzo, a Firenze. Sorbivamo limonate, le schiene poggiate sul bordo della fontana di piazza Santo Spirito, e guardavamo i ragazzini giocare a pallone. Un venticello fresco muoveva le camicie e le fronde degli alberi; i raggi del sole assopivano le parole. La fontana, il vento, il pallone, una limonata: il giorno seguente sarebbe stato uguale e così quello dopo ancora. Dal fondo della piazza spuntò tuttavia un cappello. Ondeggiava lento fra gli ombrelloni dei bar, sormontato da un’aureola di fumo. Sotto al cappello, un vecchio completo di gabardine e una valigetta sdrucita. Era l’Editore. Così, senza troppa fantasia, veniva chiamato nella zona, dato che quello era il suo mestiere. Ma con la E maiuscola e questo, soprattutto, per via dell’anzianità. Molte erano le storie che gli ruotavano attorno.
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Scritto da Filippo Balestra
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Venerdì 06 Gennaio 2012 00:00 |
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C'era il tramonto al di là del muraglione sul molo eravamo seduti sullo scoglio io e lei, lei bellissima come al solito io invece io mi prudeva il didietro
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Scritto da Elena Carletti
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Giovedì 29 Dicembre 2011 00:00 |
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Sono le 7 e 30 sveglia la sveglia suona leggero languorino biscotti e tè è buono qui è buono qui suoneria suoneria suona pronto chi è?
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Scritto da dario falconi
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Venerdì 23 Dicembre 2011 00:00 |
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Quando il mare è cattivo il marinaio deve prestare molta più attenzione. La vita sulla barca è dura ma la compagnia è buona. Al bando le indolenze e le negligenze. La sopravvivenza di tutti è in pericolo.
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Quando tutto tace: un viaggio sulle ceneri degli anni ottanta |
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Scritto da Massimo Spiga
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Mercoledì 23 Novembre 2011 00:00 |
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Il libro si apre con un dialogo tra un'angelo dall'aspetto sgradevole, chiamato Teresa, e l'autore del romanzo stesso. Più che un dialogo è un litigio sulle modalità di creazione di Teresa. Come gli androidi di Blade Runner, quindi, fin dal primo momento in cui appare, Teresa è un personaggio manifestamente artificiale, creato dal suo Dio (ovvero De Roma) per assolvere ad uno scopo specifico.
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Piccolo testamento [incipit] |
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Scritto da Gabriele Dadati
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Lunedì 21 Novembre 2011 00:00 |
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È la prima volta che sogno Vittorio da quando non c’è più. In genere è raro che al risveglio ricordi i sogni, ancora più raro che abbiano a che fare con qualcuno che amo e se proprio succede non è mai uno dei miei morti. A parte questo s’è trattato di un sogno che non valeva niente, completamente privo di azioni: c’eravamo solo noi due, io seduto e Vittorio in piedi.
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Scritto da Filippo Balestra
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Giovedì 17 Novembre 2011 00:00 |
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Dalla delusione mi stava cadendo la testa allora mi sono sdraiato a terra e con gli occhi vicini al pavimento liscio, tra gli interstizi e le cavità, i pertugi del pavimento liscio, si annidava lo sporco
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di quando rubai una enciclopedia |
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Scritto da Patti Smith
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Venerdì 11 Novembre 2011 00:00 |
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Mia madre doveva stare molto attenta a fare le spesa, perché mio padre era in sciopero. Faceva la cameriera, e il suo stipendio e le mance bastavano a malapena a mandare avanti la famiglia. Un giorno, mentre era lì che confrontava i prezzi, uno scaffale con la World Book Encyclopedia catturò la mia attenzione. I volumi erano color crema, con rami d'albero stampati in oro sul bordo. Il primo volume costava 99 centesimi con una spesa di 10 dollari.
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intermezzo osceno in luogo pubblico |
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Scritto da roberta donato
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Mercoledì 02 Novembre 2011 00:00 |
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Nel frattempo si esercitava a sorridere. Era fondamentale un sorriso naturale, un po' vacuo ma senza crepe: ogni espressione del suo disagio sarebbe diventato l'ennesimo oggetto di discussione collettiva denudato vivisezionato analizzato banalizzato. Il suo disagio doveva restare integro in quanto primo motore immobile del lavorio sotterraneo che dopo anni avrebbe finalmente avuto termine.
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L’arte negra e il nostro nero più profondo |
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Scritto da Claudio Ughetto
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Giovedì 20 Ottobre 2011 00:00 |
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L’aneddoto sulla scoperta dell’arte negra è ormai così noto da essere diventato un luogo comune: scoperta in un bistrot parigino una scultura negra, Vlaminck l’avrebbe portata dal suo amico Derain per sistemarla su un cavalletto e dire che era quasi bella come la Venere di Milo. – No, è bella allo stesso modo – avrebbe risposto l’altro. Così i due andarono a chiedere il parere di Picasso che sentenziò: – Avete torto tutt’e due: è molto più bella! – Più probabilmente, fu Matisse a scoprire la scultura, anche se Picasso ne fu effettivamente folgorato[1].
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due domande ad Alessandro De Roma |
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Scritto da Alessandro De Roma
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Martedì 18 Ottobre 2011 00:00 |
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La forza è nel raccoglimento. La demenza che mi minaccia è innanzitutto la mia demenza di autore e di italiano che ha armi impari alla sfida che ha intrapreso, ma che non può rinunciare. In questo senso “La fine dei giorni” e “Quando tutto tace” sono due libri molto vicini: anche se appartengono a generi molto diversi, parlano entrambi della difficoltà di non essere risucchiati dal peggio del nostro paese
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Fantasticu puzone. O di come la tradizione orale sconfisse la censura del potere |
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Scritto da simone olla
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Giovedì 13 Ottobre 2011 00:00 |
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Il verso entrava nell'orecchio e si attaccava alla memoria e gocciolava di tanto in tanto fino allo stomaco attraversando il cuore; c'era chi cantava una strofa o un componimento tutto intero, chi ricordava i suoi capelli e il viso pulito, le sue vesti e il suo cavallo. Ascoltare e trascrivere fu il mosaico che consegnai alle mie genti. (incompleta) versione collage per coro polifonico da bachis sulis, peppino mereu, francesco ignazio mannu, carlo palizzi, oscar wilde
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se ti compri una nave gigante |
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Scritto da Filippo Balestra
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Giovedì 22 Settembre 2011 00:00 |
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Se ti compri una nave gigante è brutto arrivare in porto e vedere che c'è una nave più gigante della tua
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due modi diversi di rapportarsi a una cosa che si rompe |
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Scritto da simone rossi
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Giovedì 15 Settembre 2011 00:00 |
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Sì, è la sveglia del cellulare, non so come sia successo. Tutto il resto funziona: chiamate, messaggi, calcolatrice, fa anche le foto, però la sveglia non riesco più a farla suonare. Anche se lo metto in modalità Normale – uso solo due modalità, Normale e Riunione – che sarebbe come dire silenzioso, non è che faccia tutte queste riunioni – anche se lo metto in modalità Normale, a volume alto, la sveglia non suona.
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Scritto da Dario Falconi
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Venerdì 29 Luglio 2011 00:00 |
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Sedursi e non sedersi. Alzarsi in piedi e battere le mani. Dopo tante mani smettere di giocare e rendersi conto d’aver per l’ennesima volta perso tutto: tempo, illusioni, vita. Un giocatore è recidivo.
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dove vivono i ratti [brani] |
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Scritto da Gianni Tetti
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Venerdì 22 Luglio 2011 00:00 |
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I ratti sono animali che fanno schifo. Vivono in mezzo alla merda. Mangiano tutto. Soprattutto la merda. Perché stanno nelle fogne. Sottoterra. E nelle fogne sotto terra è pieno di piscio e di merda. E se vivi là, quello mangi: merda. Merda e scarafaggi viola. Scarafaggi viola e veloci che scendono ancora più giù. Passano quel buchetto della fogna e vanno da tutta la famiglia di scarafaggi viola e veloci che aspettano un po’ di merda per mangiare. E quindi sotto le fogne ci sono le famiglie di scarafaggi viola e veloci che mangiano merda. E sotto ci sono altri strati di terra. Un migliaio ce ne saranno.
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Notte dell'avvenire [brani] |
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Scritto da Massimo Spiga
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Lunedì 18 Luglio 2011 00:00 |
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Gli scienziati la chiamano “fase di controllo termico”, ma è una definizione ipocrita. Per noi piloti è sempre stata e sempre sarà la fase barbecue. A quello stadio dell’operazione, la Vostok 7 aveva ormai sganciato i moduli supplementari e si era ridotta ad una sfera di un diametro poco superiore ai due metri, con dentro ottocento chili di attrezzatura e quarantotto di essere umano. Secondo le equazioni, quell’enorme pallettone da caccia avrebbe dovuto entrare nell’atmosfera a circa trentamila chilometri all’ora.
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Scritto da Alessandro Ansuini
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Giovedì 14 Luglio 2011 00:00 |
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Le ragazze avevano preso familiarità con le sostanze nel senso Che continuavano a infilare le mani dentro le ciotole e poi Si leccavano le dita oppure due avamposti in là si mangiavano un'unghia e Bisognava cominciare a rincorrerne una che fuggiva a piedi scalzi Rincorsa dai ragni per fortuna non avevamo più sette anni quindi Dopo un po’ si stancavano e crollavano addormentate dentro vaste Porzioni di moquette oppure in alcuni vasi lungo la strada perché Questa città sembra non dormire mai
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pensierino per chi scrive poesie a bologna |
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Scritto da Lorenzo Mari
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Venerdì 08 Luglio 2011 00:00 |
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uno che scrive poesie a bologna non dovrebbe essere stretto tra pasolini e il gruppo 63 non dovrebbe essere stretto tra roversi e rondoni dovrebbe poter amare alcuni di questi e combatterne altri – liberamente
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Scritto da Elena Carletti
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Lunedì 04 Luglio 2011 00:00 |
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Nessun usignolo canterà più forte di così corro e sbatto contro oggetti duri che luce è questa? Cosa sono io in questa notte di tempesta? Le mie vene sono blu e distese come fiumi nascosti nell'erba non riesco a vedere gli inizi delle cose, non conosco i nostri limiti.
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Scritto da Marta Casarini
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Venerdì 27 Maggio 2011 00:00 |
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Tanto tempo fa, un tipo sveglio di nome Jacobson scoprì che diverse specie di animali, quali felini e rettili, possiedono un organo particolare capace di collegare tra loro i sensi del gusto e dell'olfatto, rendendo possibile la sensazione sul palato del sapore di qualsiasi cosa abbiano il piacere (o il dispiacere) di annusare. Sono in grado di gustare una margherita, un cactus, la sabbia: gli basta muovere un po' il naso per riconoscere il sapore del vento. Sulle prime potrebbe sembrare un dono divino perché nessuno, nemmeno il più cinico o lo sfortunato degli umani, pensa subito all'orrore. Nessuno valuta come prime voci nella lunga lista delle “cose che si possono odorare” il sangue, le feci, lo stracchino scaduto.
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Attorno alla Trilogia dei matti di Cristiano Ferrarese |
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Scritto da Marco Mazzucchelli
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Venerdì 20 Maggio 2011 00:00 |
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C. e V. sono così simili nel loro disagio, nel modo di viverlo, subirlo ed esprimerlo (lo stesso stile frammezzato, lo stesso medesimo abuso di puntini di sospensione e paragrafi tronchi), che è come se questo fiume di parole violente fosse il vero protagonista della trilogia. Come se si trattasse di un virus, che prima ha intaccato il fratello e che poi è stato trasmesso alla sorella, due sfoghi infetti della società, due spugne intrise dei mali sociali degli anni ‘60 e ‘70. C. e V. ne assimilano gli accadimenti cruciali, senza nessun filtro, né quantitativo né qualitativo; ingurgitano, ma non digeriscono, come se non riuscissero a gestire tutti gli input sociali che li bombardano dall’esterno. Rifiutano la società, il “sistema Chiesa”, le famiglie che vanno al cinema la domenica; soffrono il suicidio Tenco come l’omicidio Pasolini, come se si facessero voce di una controcultura dell’epoca.
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Romeo e Giulietta | Tragedia in cinque atti |
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Scritto da Elena Carletti
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Venerdì 06 Maggio 2011 00:00 |
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Ma è soltanto un balenare fugace di luce prima di inabissarsi -ancora una volta- nella distanza avversa nell’estenuante sibilo sottomarino
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Conversazione con Luca Dipierro |
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Scritto da Claudio Morandini e Luca Dipierro
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Venerdì 22 Aprile 2011 00:00 |
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Luca Dipierro, artista visivo, scrittore e filmmaker nato in Italia e oggi residente negli Stati Uniti, ha appena pubblicato con Madcap Collective Biscotti neri, un libro di racconti che sin dalla copertina sono definiti “finzioni”. È un libro piccolo, che nell’impaginazione e nella grafica ricorda piuttosto un volume di poesia – effetto voluto, perché la lingua di queste pagine ha una densità che appartiene più alla ricerca poetica che agli inevitabili compromessi della narrativa.
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Scritto da Lorenzo Mari
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Venerdì 15 Aprile 2011 00:00 |
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Non si può raccontare di questa breve resistenza che ci fa dissimili dai nostri padri, dalle nostre madri se non che – probabilmente – fatti come siamo fatti
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Scritto da David Foster Wallace
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Lunedì 28 Marzo 2011 00:00 |
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Ho iniziato a fumare a 23 anni. Mi piacciono le sigarette, non c’è molto da dire. Quello che non mi piace delle sigarette è il loro effetto sui polmoni e sulla respirazione, soprattutto se si tratta di sport, fare le scale, fare sesso eccetera. Un giorno alcuni amici mi hanno fatto provare il tabacco da masticare, avrò avuto 28 anni. Masticare tabacco non danneggia i polmoni (grazie tante), ma ti fa assumere molta più nicotina rispetto a una Marlboro Light. Ho provato una decina di volte a smettere di masticare tabacco, ma non ho mai resistito per più di un anno. Al di là del ben documentato crollo psicologico a cui si va incontro, la parte più dura nel cercare di smettere è che mi sentivo stupido. Veramente stupido.
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io sono quello che mi capita |
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Scritto da Dario Falconi
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Lunedì 21 Marzo 2011 00:00 |
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Resto affascinato da tutto ciò che comporta una speleologia introspettiva e venero la vita in ogni sua manifestazione. Considero sacro anche il profano. Non faccio distinzioni. Nutro rispetto profondo per quello che non capisco perché la misura della mia comprensione è umana. Sempre limitata. Preferisco lo stupore alla diffidenza. Sono un contenitore spazioso e mai sazio.
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Di polli, di genti e di bestiame |
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Scritto da Gabriele Zobele
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Venerdì 18 Marzo 2011 00:00 |
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Anche l'amore è una fabbrica dismessa o che attende d'esser dislocata in zone di migliore investimento, a mercati più propizi. O forse in Polonia o in Romania dove la mano d'opera costa meno. Qui ci si ama per transizioni, per scambi portuali e valutazioni di convenienza da definirsi a fine mese in relazioni di bilancio.
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sensibilità o volgarità del vivere |
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Scritto da Flavio Santi e Lorenzo Mari
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Venerdì 25 Febbraio 2011 00:00 |
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Pasolini, Bianciardi e Cattaneo sono, nella loro apparente diversità, molto simili, richiamano la necessità di una missione: la missione dello scrittore. Una missione quasi mistica. È come se fossero dei santi laici. Sono scrittori che si occupano di quel misterioso collante sociale e antropologico che è il Potere. Ogni nostro rapporto si regola su dinamiche di Potere, ogni volta che entriamo in relazione con un altro, ma anche con noi stessi, perfino con un oggetto.
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Scritto da Mattia Piano
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Venerdì 18 Febbraio 2011 00:00 |
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Cariatide che sorregge i suoi sogni nella cupola dei miei occhi. Scarpe su un fianco. Lacci. Pizzo. Bicchieri. Solo assaggiati. Lenzuola bianche che nascondono male i peccati. Lasciano segni caldi. Jeans sopra le sedie. Mai al loro posto. Caffè appena fatti. Bevuti di fretta. Voglia di ricominciare a cercarsi. Per disfare tutto. Stanza che profuma di corpi. Caos che raffigura spiegazzato i desideri. Perfetto ordine.
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Scritto da Fabrizio Gabrielli
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Mercoledì 09 Febbraio 2011 00:00 |
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Dite, c’è qualcuno tra di voi, in sala che è mai stato a La Paz, in Bolivia? No, perché volevo accertarmi fosse vero che in Bolivia, nei sobborghi di La Paz, ci sono certi incontri di wrestling tra cholas, quei donnine con le trecce, la bombetta e le gonne lanose in technicolor; e se poi fosse vero pure che in certi sobborghi di La Paz si dilettano a creare un materiale combustibile utilizzando patate marce.
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Scritto da Mattia Piano
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Venerdì 28 Gennaio 2011 00:00 |
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Non ho nemmeno una stanza tutta per me. Potrei fare carte false per avere la tua. Ma sono sicuro di poterla avere mai.
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Un weekend [non] postmoderno: le vacanze romane di Tondelli |
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Scritto da Lorenzo Mari
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Venerdì 14 Gennaio 2011 00:00 |
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Un’estate dentro a un weekend, e un weekend che sintetizza, in sei, sette feste, disseminate in tutta Europa, il carattere di un’epoca. È in questa duplice ottica che il fatto di accostarsi al capitolo “L’estate romana”, collocato nelle prime pagine del Weekend postmoderno[1] – nella sezione degli Scenari italiani, che avrebbero dovuto essere riecheggiati anche dal primo sottotitolo dell’opera, Scenari dagli anni Ottanta, poi modificato in Cronache dagli anni Ottanta – significa fare i conti con una serie di discrasie temporali.
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Soulima Stravinsky, Quartetti per archi 1-3, 1982-1987 |
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Scritto da Ethan Prescott
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Venerdì 10 Dicembre 2010 00:00 |
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Ecco il più giovane sudare dietro agli intrichi irregolari in cui il più vecchio lo aveva infilato – sudare e imprecare sottovoce, curvo sulla tastiera, la lingua stretta tra i denti per la concentrazione, mai una battuta uguale all’altra, mai la rassicurante prevedibilità di uno sviluppo coerente, solo rotture, crasi, sincopi, fratture. E Igor, all’altro lato della tastiera, o all’altro pianoforte, a cincischiare le melodie, fintamente concentrato, in realtà soprappensiero, forse pure un po’ brillo.
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[dialoghi da] doppia velocità |
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Scritto da Gianni Tetti e Fabrizio Gabrielli
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Giovedì 02 Dicembre 2010 00:00 |
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Voglio dire, Zuckerberg andrebbe citato in giudizio per appropriazione indebita di lessema. A me capita d'incontrare per la strada gente mai vista in precedenza che poi magari ci scambi due parole, oh, non ti trovi su niente, ma sai tipo gli antipodi? eppure fieri ti ricordano siamo a-mi-ci su fèisbuc, ed il fatto che a quel contatto non corrisponda poi un'amicizia nella vita normale, una ròba universalmente accettata come amicizia in quella cosa universalmente riconosciuta come vita, ecco, mi fa venire la vocazione del lessicografo, a me.
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Rafail Dvoinikov – Sonata per viola sola, 1951 |
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Scritto da Ethan Prescott
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Venerdì 26 Novembre 2010 00:00 |
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Eppure tra quei ghirigori impacciati sentiamo nascondersi un nucleo fascinoso di dolore, un grumo di spaventata bellezza – lo percepiamo risuonare leggerissimo nei silenzi, nel gioco traslucido degli armonici. È quella, la musica sottintesa delle vibrazioni e degli ipertoni, che vorremmo sentire, perché la intuiamo assai più bella e dolce di questa, reale, che ci strazia le orecchie e ci fa sbuffare
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C'è linguaggiosità nella musica? |
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Scritto da Fabrizio Gabrielli
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Venerdì 19 Novembre 2010 00:00 |
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M'avrebbe dovuto suffragare la convinzione sull'esistenza d'una traducibilità a qualche livello della musica in linguaggio, la storiella dell'adattamento letterario dell'Offerta Musicale. Epperò. Ho riscontrato che nello scrivere un po' tutti, me incluso, tendiamo a sorreggerci ad una grammatica (una macrogrammatica) musicale. C'è un pezzo del reading di Katacrash che sto portando in giro in cui avvicino la creazione di un beat hip hop, che ha nel campionamento un modus operandi acclarato, nel quotidiano sragionare: dopotutto ogni volta che ragioniamo prendiamo in prestito assunti, frasi intere, suoni già fatti vibrare da altre corde vocali, li rielaboriamo e li stendiamo sul multitraccia del pensiero: ragioniamo (e scriviamo) per sample. Simple, no? Quindi in un certo senso traduciamo schemi musicali in schemi linguistici.
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La musica è un linguaggio? |
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Scritto da Claudio Morandini e Lorenzo Mari
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Venerdì 12 Novembre 2010 00:00 |
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Mi chiedi se la musica possa soccorrere la letteratura nella riflessione su se stessa, attraverso il confronto tra le peculiarità e le differenze dei due linguaggi. Perché no, mi dico. A patto che con “musica” non si intenda semplicemente il mondo colorato di chi vive di musica, la ascolta, la produce, la esegue, la scrive – in tal caso la musica vale quanto, che so, l’architettura, il giardinaggio o qualunque altro microcosmo popolato di personaggi più o meno singolari. E a patto che non si parli di “musicalità” della lingua – questa è semplicemente la cara vecchia retorica dei classici, altro che musica. Ma una letteratura che si avvicina alla musica, ne “imita” le forme, ne esplora le strutture, e allo stesso tempo non si illude di trasformarsi in musica, perché procederà sempre con approssimazione, per analogie o per contrasti – ecco, una letteratura così può avere un qualche senso anche oggi, sarà una riflessione sui fondamenti e sui processi del linguaggio.
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Scritto da Claudio Morandini
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Giovedì 11 Novembre 2010 00:00 |
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Caro Lorenzo, la tua lettura di “Rapsodia su un solo tema” come di un testo post-moderno è convincente – lo è, post-moderno, anche se non era programmato che lo fosse. Credo che sia l’effetto – inevitabile, e da un certo punto in poi assecondato – di un modo di scrivere, il mio, che non segue un’architettura definita, e si fonda sull’affastellamento per anni di pagine disparate attorno a un vaghissimo spunto iniziale, come è stato anche per “Le larve”.
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ricordi di vento e cemento |
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Scritto da Gianni Tetti e Fabrizio Gabrielli
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Venerdì 05 Novembre 2010 00:00 |
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Ogni uomo ha un nucleo ancestrale nero come il petrolio. L’istinto, la rabbia, la voglia. E di questo parlo. Perché i sardi calpestano il futuro come gli altri e i miei personaggi ci vivono dentro a questi anni sottozero dove se non ringhi tanto peggio per te. E ho pensato che all’ultimo piano del palazzo di una multinazionale a New York, dove lavorano i pezzi grossi, si ringhia molto più che tra la gente di cui parlo io, che vive tutta sottoterra. E ho pensato che di tutto questo volevo parlarne. Di questo mondo dove tutti sono buoni e sono cattivi allo stesso tempo. Dove il più forte vince. Dove c’è sempre qualcuno più in alto di te. E così via.
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Scritto da Gabriele Xella
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Mercoledì 03 Novembre 2010 00:00 |
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Dunque si cammina sui cocci creati o sui cocci altrui. Tornano le zanzare ad essere arrostite. Quanto mi dispiace che sia così faticoso sistemare le questioni – bisognerebbe prendere a pugni il rancore, il vero significato della parola umiltà. Il ripasso inesauribile delle sciocchezze – girare intorno al problema con l'interpretazione da oscar. Non ho più intenzione di stare fermo sulle stesse cose, e neanche andarmene facendo finta di essere felice.
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Scritto da Julio Cortázar
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Venerdì 08 Ottobre 2010 00:00 |
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Un povero cronopio se ne va con la sua macchina quando giunto ad un angolo si rompono i freni, e va a sbattere contro un'altra auto. Un vigile s'avvicina minacciosamente cacciando fuori un taccuino con la copertina azzurra. "Non sa portarla la macchina, lei laggiù?" grida il vigile.
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Scritto da Julio Cortázar
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Venerdì 24 Settembre 2010 00:00 |
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Un fama lavorava così tanto nel campo della yerba mate che non gli rimaneva tempo-per-fare-nulla. Così questo fama si trovava a languire per qualche momento, e alzando-gli-occhi-al-cielo esclamava frequentemente "Quanto soffro! Sono vittima del lavoro, e sebbene esempio di laboriosità, la-mia-vita-è-un-martirio!".
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lenny bruce is not a-french |
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Scritto da Simone Rossi
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Mercoledì 22 Settembre 2010 00:00 |
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Mercoledì 3 agosto 1966 la scena è proprio lo stereotipo della gioventù bruciata: un corpo nudo sul pavimento del bagno di una villetta di Hollywood Boulevard, una siringa e il tappino di una bottiglia di birra tutto bruciacchiato di morfina. Il corpo è quello di Lenny Bruce, anche queste parole, anche queste parolacce.
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Pranzi (ergo, quell'affamato infame d'un fama) |
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Scritto da Julio Cortázar
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Giovedì 16 Settembre 2010 00:00 |
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Nei ristoranti dei cronopi succedono di queste cose, tipo che un fama chiede con grande concentrazione una bistecca con patate fritte, e resta senza parole quando il cameriere cronopio gli chiede quante patate fritte desidera. Che significa quante? vocifera il fama. Mi porti patate fritte e basta, eccheccazzo!
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Scritto da Filippo Tuena
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Venerdì 10 Settembre 2010 00:00 |
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Poche sere prima dell’uscita del tuo romanzo sogni di trovarti nella redazione della tua casa editrice e aspetti che dalla tipografia arrivino le prime copie del tuo libro. Sei molto eccitato e con te si trovano i redattori e il direttore editoriale con i quali hai lavorato nei mesi precedenti con grande affiatamento e reciproca disponibilità. L’atmosfera è festosa, come se ci si trovasse a un battesimo. Tu sei piuttosto inquieto perché percepisci qualcosa di negativo, ma non sei in grado di chiarire l’origine di questo tuo malumore.
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Vila-Matas è easside, bro |
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Scritto da Fabrizio Gabrielli
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Sabato 31 Luglio 2010 00:00 |
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Enrique Vila-Matas, che possiamo ragionevolmente annoverare tra gl'ospiti inospitati di Passaggi per il bosco (un po' come De Gregori ed i Paper Bird, dopotutto) un giorno finì che lo invitarono per davvero, ad un festival, lui non sapeva come arrivarci, mi dite dov'è il ponente?, chiese, gli dissero il ponente dov'è che stava e lui marciò, marciò in disciplinevole silenzio, finché non giunse a Limerick.
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Scritto da Dario Falconi
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Venerdì 23 Luglio 2010 00:00 |
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Il Professore universitario sostiene che il Tiranno ha distrutto l'Università e che bisogna fare la Rivoluzione. Eppure presiede concorsi fasulli, insegna contemporaneamente in università pubbliche e private, non riceve gli studenti. Il Giurista sostiene che il Tiranno ha distrutto la Giustizia e che bisogna fare la Rivoluzione. Eppure non dimentica mai di far eseguire il provvedimento di sfratto contro la vedova del cassaintegrato e corrompe (o si lascia corrompere da) giudici e colleghi al fine di vincere (o perdere) una causa.
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