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Il signore delle mosche PDF Stampa E-mail
Scritto da Davide Gianetti   
Martedì 04 Maggio 2010 00:00


william golding, il signore delle moscheMentre il mondo sta combattendo una guerra nucleare, alcuni bambini naufragano su un’isola deserta in seguito a un disastro aereo. Dopo l’iniziale smarrimento, i piccoli cominciano a organizzarsi mutuando le strutture sociali del consorzio umano adulto.
Ben presto, però, questa ordinata ma fragile società cede il passo all’emergere delle pulsioni primordiali. Violenza, istinto di sopraffazione ed egoismo innescheranno una spirale autodistruttiva che porterà i bambini a uccidere e ad annientarsi, in un crescendo patologico di irrazionalità che si concluderà con la distruzione totale dell’habitat naturale dell’isola.
William Golding, premio Nobel per la letteratura nel 1983, ricorre all’espediente narrativo dell’isola deserta per mettere in scena il suo ucronico apologo sulla irredimibile e connaturata malvagità dell’uomo, a stento dissimulata dietro una sottile pellicola chiamata cultura.
Contro l’assunto di Rousseau che vuole l’uomo buono per indole e naturale predisposizione, l’autore scrive uno dei più spietati atti d’accusa contro ogni velleità pedagogica che si illude di modificare la natura umana. Sforzo tanto più inutile se si considera, come ama ripetere Golding, che “l’uomo produce il male come le api producono il miele”.

[William Golding, Il signore delle mosche, Mondadori, Milano 1966]

 

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